WPRF: a Oslo il futuro delle Rp

Il World PR Forum 2018 è stata una preziosa occasione per circa 400 delegati da oltre 44 nazioni per fare un punto sulla industry e sul processo di cambiamento che sta coinvolgendo i media, le relazioni pubbliche, la tecnologia, la politica, la cultura, gli affari, il potere globale, le organizzazioni e le nuove sfide che incontreranno. Tre parole chiave hanno scandito gli interventi dei relatori: verità, profitto, intelligenza.

Nelle tre giornate del Forum (la prima dedicata a Research and Practice Colloquium e le altre due al Business Programme) sono stati affrontati alcuni temi centrali rispetto al futuro della professione. Tra questi, si è sottolineato l’assoluto valore e la centralità della consulenza strategica, a favore di un continuo dialogo virtuoso tra azienda e stakeholders, l’importanza della reputation, come vero e proprio business value, e dell’ascolto in un mare sconfinato di messaggi; si sono poi approfonditi il progressivo processo di disintermediazione, le fake news e il declino del giornalismo, il progredire incalzante dell’intelligenza artificiale, che pian piano soppianterà i comunicatori negli aspetti più operativi, ma non solo, e la crescente domanda di un sistema condiviso di education standars e di misurazione delle RP, di un programma formativo per i professionisti, di un costante confronto interculturale e di un sostegno di ricerche accademiche condotte su scala mondiale.

È emersa una forte necessità di condivisione dei processi di comunicazione con tutti i rami d’azienda: il comunicatore dovrà facilitare e favorire la collaborazione tra diversi ambiti aziendali come: operations, stakeholder & government relations, HR, regulatory affairs, legal e public affairs.

Le organizzazioni avranno sempre più bisogno di gestire le relazioni pubbliche in modo professionale, poiché la comunicazione costruisce empatia, comprensione, rispetto e fiducia. Il mondo ha bisogno di figure che pratichino la comunicazione con etica e standards, perché la comunicazione è non solo un imperativo di business ma un importante patrimonio sociale. I comunicatori e i relatori pubblici dovranno perciò far propria la centralità dell’advisoring e del coordinamento di molte competenze come media relations, social media, public affairs, marketing Pr, reputation & stakeholder management e crisis communication.

Il Forum ha offerto molti spazi di ispirazione, ha favorito svariati momenti di networking e di confronto con culture anche molto lontane. Il tema dell’innovazione tecnologica, accanto all’utilizzo dei dati, della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale, è stato decisamente centrale. In particolare quest’ultima rappresenta una grande potenzialità per il nostro settore – soprattutto per gli aspetti di narrazione – ma costituisce allo stesso tempo motivo di paura per gli effetti manipolatori che potrebbe generare.

Gettando uno sguardo al futuro, nel 2025 i millennials assumeranno il potere, l’Asia comprenderà più della metà della popolazione mondiale, la comunicazione sarà ancora più veloce. La nostra industry avrà sicuramente un futuro: “Le relazioni pubbliche sono il nuovo marketing”.

Lunga vita alla rete, alle relazioni e ai valori! Secondo Dan Tisch “Content is the King. Relationships are Royality”!  Il contenuto non è morto o irrilevante. In effetti, si tratta di utilizzare “buoni” contenuti credibili per creare relazioni a lungo termine, stabili e di fiducia, esternamente e internamente.

A livello aziendale, nell’automazione e persino nell’uso dell’IA, siamo ancora all’inizio e la strada è completamente aperta, anche se i pericoli di natura etica ed economica sono rilevanti e la velocità è mozzafiato.

Ciononostante “www.gapminder.org” ci ha ricordato ancora una volta che il mondo è migliore di quello che crediamo. E le possibilità di automazione sono di grande aiuto, per esempio per risparmiare tempo nel lavoro quotidiano e guadagnare più spazio per nuove idee, creatività e strategia.

Molto interessante si è dimostrato il Global Capability Framework per le relazioni pubbliche e la gestione delle comunicazioni: si tratta di un progetto di ricerca biennale (2016-2018) condotto da Fawkes, J., Gregory, A., Falkheimer,J., Gutiérrez-García, E., Halff, G., Rensburg, R., Sadi, G., Sevigny, A., Sison, M.D., Thurlow, A., Tsetsura, K., & Wolf, K., realizzato per essere utilizzato dalle organizzazioni e dai professionisti di relazioni pubbliche di tutto il mondo. Finanziato dall’Università di Huddersfield e sostenuto dalla Global Alliance for Public Relations and Communication Management (GA), il progetto si è concentrato sulla costruzione di un framework di attitudini che possa essere applicato a livello globale; riflette le variazioni culturali e regionali nelle relazioni pubbliche come professione.

Il Framework è un potente strumento per lo sviluppo personale e una soluzione – attraverso auto valutazione – per il miglioramento di un team di lavoro. Che la consulenza sia svolta in autonomia, in un piccolo gruppo o un’organizzazione più strutturata, questo framework può fornire le basi per sviluppare le principali capacità di RP come:

  • Allineare le strategie di comunicazione con obiettivi e valori dell’organizzazione.
  • Identificare e indirizzare i problemi di comunicazione in modo proattivo.
  • Condurre ricerche formative e valutative per sostenere strategie e tattiche di comunicazione.
  • Comunicare in modo efficace, attraverso una gamma completa di piattaforme e tecnologie.
  • Facilitare le relazioni e rafforzare la fiducia con le parti interessate e le comunità interne ed esterne.
  • Costruire e migliorare la reputazione dell’organizzazione.
  • Fornire informazioni contestuali.
  • Fornire consulenze di valore.
  • Offrire una leadership organizzativa.
  • Lavorare all’interno di un quadro etico per conto dell’organizzazione, in linea con le aspettative professionali e sociali.
  • Sviluppare sé stessi e gli altri, attraverso un continuo aggiornamento professionale.

Spunti molto interessanti sono arrivati dal mondo della ricerca, nonostante successivi esempi pratici da tutto il mondo abbiano dimostrato che, a seconda del Paese, della cultura e delle risorse, esistono grandi differenze nell’applicabilità della ricerca. Spesso un’implementazione fallisce semplicemente perché le condizioni politiche o le possibilità finanziarie non lo consentono.

C’è ancora un grande bisogno di avvicinare ricerca e pratica. Innanzitutto, è necessario ricercare un linguaggio comune per comprendere l’applicabilità e l’utilità dei risultati della ricerca. Inoltre, devono essere trovati metodi più efficaci di trasferimento della conoscenza.

Arrivederci al prossimo World Public Relations Forum 2020 che si svolgerà a Auckland, New Zealand!

 


 

Autori

Silvia Rizziwww.share-communication.com
con la preziosa collaborazione dei delegati:
Brigitte Heinrich, delegata PR Suisse | CEO Nettwerk
Andreas Plöger, esperto di marketing storico e consulente presso Birke und Partner

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