Voglio essere giudicato per il mio lavoro in classe. Lettera

 Me le ricordo le assunzioni meritocratiche fatte dal “suo” governo: assoluta indifferenza nei confronti dei supplenti con esperienza e  miracoloso ripescaggio di persone  che non insegnavano da più di vent’anni; me la ricordo la meritocratica idea di affidare la scelta delle sedi di insegnamento dei (pochi) assunti ad un misterioso algoritmo che spediva i docenti di Pordenone a Trapani e viceversa. Una domanda, onorevole Fusacchia: quali benefici ha apportato la politica del “suo” governo agli studenti che lei dice di voler tutelare?

Insegno da tanti anni, mi assumo le stesse responsabilità che si assumono i miei colleghi di ruolo, coordino i consigli di classe, accompagno i ragazzi in gita, mi relaziono quotidianamente con specialisti e istituzioni e talvolta mi assumo responsabilità che mi tolgono il sonno;  pretendo che la mia esperienza venga riconosciuta  e VOGLIO ESSERE GIUDICATO PER IL LAVORO CHE SVOLGO IN CLASSE… non temo che il mio operato  venga valutato; se lo si ritiene necessario,  il mio lavoro e la mia preparazione siano oggetto di ispezione, e se non sono in grado di insegnare che mi si rispedisca a casa; ciò che non voglio è che dopo anni di sacrifici  la mia attitudine all’insegnamento, la mia preparazione e la mia possibilità di continuare a lavorare siano determinate da un ottuso test nozionistico e/o dalla stesura di un elaborato che una commissione può discrezionalmente giudicare “poco originale” (nei precedenti concorsi è successo a tanti colleghi, onorevole Fusacchia, lo sa che è successo, vero?).

Un’ultima cosa, onorevole Fusacchia…i supplenti di cui a suo dire si vorrebbero garantire i diritti a scapito degli studenti sono in realtà quei lavoratori  che da anni, malgrado le politiche portate avanti anche dal suo partito, permettono a quei ragazzi di fare lezione,  si assumono le responsabilità e i rischi di un lavoro che, specie di questi tempi, non è propriamente semplice; ah, un’ultima doverosa precisazione: quando dico che quello che svolgo da anni è un lavoro difficile non mi riferisco alle “mamme iperportettive” o  ai “giovani di oggi senza educazione”, mi riferisco alle politiche scellerate portate avanti anche dal “suo” governo, mi riferisco ai politici senza competenze ( e senza scrupoli) che dagli scranni delle loro commissioni, mentre blaterano di “meritocrazia”, affamano la scuola pubblica e la privano di risorse materiali ed umane

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Fonte Orizzonte Scuola

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