Vado in pensione da insegnante, ma credo ancora nella scuola. Lettera

Io che per quarant’anni ho passato bilanci ai raggi X! ​ ​ Questo bilancio ha una tecnica d’analisi particolare; non obbedisce alle leggi dell’economia, anche se il dare e l’avere pesano fortemente, ma i punti salienti costituiscono vita vissuta con emozioni, attenzioni, obiettivi, illusioni, ragioni, fatiche, gioie, frustrazioni, amore, ecc., ecc., ecc.. Insegnante è il termine che ho sempre prediletto, “in signum”, lasciare il segno!

Straordinario il significato che gli accordavo da studente, ancor di più quando, nel 1979, ho iniziato ad esserlo! A ben guardare una parabola che penso, oggi, al suo punto più basso. Dalle stelle alle stalle?

Caro Studente, anche tu non scherzi! Eri motivato, attento, un po’ indisciplinato, se non studiavi sentivi ch’era una tua mancanza, adesso…invece! Siamo entrambi passati per fasi assai alterne.

Dal mestiere più bello del mondo: creativo, libero, espressivo, propositivo per me; a quello attuale, per te, di bambinone da accudire ed assecondare!

Ricevevi stimoli che ti facevano crescere ed andare anche in crisi, discutevi con furbizia ed intelligenza sui percorsi da intraprendere, sugli obbiettivi da raggiungere anche se, a volte, ti abbandonavi ad intemperanti critiche sterili e di principio; tra di noi c’era una tacita e silenziosa ​ intesa nello spingerti sempre in avanti e non farlo a vedere, la didattica applicata dell’autopropulsione, scherzosamente la chiamavo!

Cercare insieme gli elementi di faticosa sintesi era un piacere per entrambi. Tu riuscivi quasi sempre, anche se a volte con fatica, a metterti in un circolo didattico virtuoso.

C’interrogavamo sulla strada che stavamo percorrendo in funzione di obiettivi tangibili, mai astratti o surreali. Metodo di studio, qualità dell’apprendimento e relativa utilizzazione, esercizio critico contrapposto, mai ti davo tregua nel susseguirsi di queste fasi e mai tu ti sottraevi; certe volte le crisi adolescenziali ti mordevano, ma erano eventi del tutto prevedibili e tenuti sotto controllo. Gran bel divertente apprendimento!

I tuoi genitori partecipavano a questo arcaico rito fidandosi di entrambi, anche quando il circolo tanto virtuoso non era; si affidavano ai tempi ed alle modalità proprie dello studio: applicazione, esercizitazioni, “sedimentazione dei saperi” –si diceva-, per meglio poi utilizzarli e crescere.

Queste erano le regole per competere sul circuito dell’apprendimento e della crescita. Tu, i tuoi ed io eravamo, negli obiettivi da raggiungere, una maestosa trinità. Onoravamo tutti i principi verginali: responsabilità, impegno, tensione, lavoro. Certo, c’erano tra noi anche macchie nere di pecore selvagge, ma, “l’occhio esperto” li sgamava subito! Andavano a finire ​ subito nella spazzatura didattica differenziata! La famosa età dell’oro, anche se molti luccichii erano falsi!

Stavamo meglio e ce ne lamentavamo! Le lamentele! Altroché se legittime! Fino agli anni ’90, a costo zero, la Scuola ha fornito il collante ad uno Stato prima deviato, poi distorto; nella sua candida ingenuità formatrice, l’Eccellente Scuola è stata l’alter-ego della nostra vera coscienza nazionale. Formidabili davvero quegl’anni!

E poi? Poi…, poi…, poi…, la cultura della resa ha preso, gradualmente, lentamente, inesorabilmente il sopravvento. Logori siamo arrivati all’appuntamento con il Berlusconi. Qui una rappresentazione tragicomica!

Nel buio della sala è sparito tutto: la cassa, la dignità, il pudore, la ragione,​ la verità, la Cultura! Via! Tra un tempo e l’altro qualche effimero bagliore di luce. Da quel momento in poi la catastrofe; non s’è capito più niente, son saltati i fondamentali! Scuola azienda, scuola impresa, manager didattici, operatori culturali, standard formativi, regionalizzazione delle strutture –la guerra dei poveri-, concorrenza didattica, premi di merito –quale?-, “bacini d’utenza”, progettualità didattica alternativa – a che?-, ve li ricordate? Intanto tu, caro Studente? Ed il mio “In Signum”? E la Famiglia?

Ognuno contro gli altri armato. La teoria, applicata, del caos!​ Lo Studente: è diventata una pura locuzione nominale; l’ Insegnante: un baluardo solitario ed insignificante nel Deserto dei Tartari che, all’idea del primo scontro, si finge subito morto; i Genitori:​ al primo cenno critico sul proprio figliolo si caricano di astiosa “revanche”!​ Riforme a gò-gò effetto placebo, quando non addirittura ulteriormente rovinose, anche se presentate con un​ marketing dirompente. E si continua!​ Quando, di notte, una “collega” componente di Governo, tra una lacrima e l’altra, “sconsolata”, ci ha annunciato che avremmo dovuto restare tutti al lavoro per sette anni in più?

Questi nostri sacrifici, son serviti? Caro Studente e caro Collega, ricordate quando studiavamo cosa fare per ottimizzare le risorse impiegate finalizzate ad una maggiore resa produttiva? Si discuteva tanto su efficienza ed efficacia! Non era solo teoria economica ma pratica di vita che ognuno di noi ha potuto sperimentare, all’incontrario, sulla propria pelle! Da vent’anni in avanti il ciclo di lezioni sulla programmazione, pianificazione, budget e controllo di gestione sono andate sempre deserte! E si vede, eccome se si vede! ​

Molte scuole hanno attivato, su questo, anche corsi di recupero; ulteriori​ sprechi! La scuola…, la scuola!

Tutti sempre pronti a correre in suo aiuto negando la prima cosa da fare: contribuire con ogni mezzo ed in ogni modo a dare dignità a chi ci sta dentro! Tutto questo oggi è negato!

Sento di: perdita d’identità, principio di autorità, assunzione di responsabilità con sottoscrizione di relativi patti! Si cominci con le cose semplici, da chiamare con il loro nome: primo) la retribuzione del personale della scuola italiana è attualmente da paesi in via di sviluppo; secondo) conseguentemente, si rimodulasse tutto (orari, strutture, competenze) in funzione di una Scuola a Pieno Ritmo Formativo, aperta alle esigenze ed alle opportunità dei suoi studenti e di tutta la collettività di cui è espressione.

La formazione non vista solo come appannaggio di un referente adolescenziale ma come una progressione formativa d’intervento su tutti, intesa come metodo di democrazia formativa partecipata da esplicare su tutto quello che di volta in volta si ritiene utile e necessario per una crescita mirata e consapevole. Mi rendo conto che in queste poche righe si annida la “rivoluzione”!

La Scuola deve essere messa in grado di soddisfare al meglio qualsiasi richiesta di cultura che proviene dall’ambiente a lei circostante, anzi anticiparla ed indirizzarla. Nuova formazione civica del cittadino?A Scuola! Riconversione per un nuovo collocamento lavorativo? A Scuola! Alfabetizzazione digitale? A Scuola! Percorsi formativi mirati alla crescita della famiglia? A Scuola! Formazione permanente degl’insegnanti! A Scuola! Seminario su cinema ed emozioni? A Scuola! Incontro con l’Autore! A Scuola!​ Enogastronomia e territorio? A Scuola! Quale riconversione produttiva per lo sviluppo del comprensorio? A Scuola! Rapper Group, presentazione del loro ultimo CD? A Scuola! E così via! La Scuola ha tutte le competenze per tutto questo! Bisogna solo iniziare a metterla al centro del motore di sviluppo e di crescita in generale con tutto ciò che ne consegue.

Non deleghiamo al politico di turno che non può far questo. La concezione politica attuale è dissonante con questo tipo di essere Scuola. Bisogna che ognuno di noi, tutti, a poco a poco acquisiamo consapevolezza di questo percorso mirato e che ognuno ci metta del suo per rendere fattivo tutto ciò.

Cari ragazzi e cari miei colleghi, non voglio passarvi solo le macerie, di questo me ne dolgo assai! Se vogliamo investire in noi in un Nuovo Cittadino (libero, consapevole, partecipante, aperto al confronto critico e trasparente), bisogna far in modo di favorire queste opportunità e la Scuola Pubblica Italiana dovrebbe essere, per natura e caratteristiche proprie, il veicolo prediletto.

Fin quando ne avrò la possibilità, all’interno di questo contesto, continuerò a mettere a servizio la mia modesta esperienza.

Bene, mi son già troppo dilungato. Ringrazio mille volte tutti (Studenti, Genitori, Colleghi, Collaboratori tutti e non per ultimi Dirigenti) augurando, come sempre, una buona prosecuzione del cammino.

L’articolo Vado in pensione da insegnante, ma credo ancora nella scuola. Lettera sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Leggi Tutto

Fonte Orizzonte Scuola

Powered by WPeMatico

Facebook Comments

os_admin

Related Posts

Dopo il diploma: quali sbocchi lavorativi per chi sceglie Biologia o Chimica all’Università

Commenti disabilitati su Dopo il diploma: quali sbocchi lavorativi per chi sceglie Biologia o Chimica all’Università

Anno prova neoassunti, visite in scuola innovative anche a distanza. Finalità

Commenti disabilitati su Anno prova neoassunti, visite in scuola innovative anche a distanza. Finalità

Turi (UIL): politica del ministro non è in grado di traghettare questo anno scolastico verso il prossimo. Proposte

Commenti disabilitati su Turi (UIL): politica del ministro non è in grado di traghettare questo anno scolastico verso il prossimo. Proposte

Il Codacons denuncia: amianto in 2400 istituti scolastici

Commenti disabilitati su Il Codacons denuncia: amianto in 2400 istituti scolastici

Iscrizioni scuola, Azzolina: non si scelga in base alle mode. Un occhio anche al mercato del lavoro

Commenti disabilitati su Iscrizioni scuola, Azzolina: non si scelga in base alle mode. Un occhio anche al mercato del lavoro

Basso (FdI): confermare insegnanti di sostegno supplenti

Commenti disabilitati su Basso (FdI): confermare insegnanti di sostegno supplenti

Decreto scuola, Melicchio (M5S): si è guardato a interesse e qualità istruzione

Commenti disabilitati su Decreto scuola, Melicchio (M5S): si è guardato a interesse e qualità istruzione

Pittoni (Lega): paritarie possono accogliere 15% studenti che non troveranno posto nelle statali

Commenti disabilitati su Pittoni (Lega): paritarie possono accogliere 15% studenti che non troveranno posto nelle statali

Esame Decreto scuola in Senato, Presidente Pittoni: audizioni in videoconferenza, richieste fino alle 20 di domani

Commenti disabilitati su Esame Decreto scuola in Senato, Presidente Pittoni: audizioni in videoconferenza, richieste fino alle 20 di domani

Mobilità 2020 negata ai docenti neoassunti sui posti Quota 100?

Commenti disabilitati su Mobilità 2020 negata ai docenti neoassunti sui posti Quota 100?

Trasferimento da materia a sostegno: vincolo quinquennale sostegno e triennale scuola

Commenti disabilitati su Trasferimento da materia a sostegno: vincolo quinquennale sostegno e triennale scuola

Bando Assistenti lingua italiana all’estero, per laureati under 30. Scade 20 febbraio

Commenti disabilitati su Bando Assistenti lingua italiana all’estero, per laureati under 30. Scade 20 febbraio

Create Account



Log In Your Account



Vai alla barra degli strumenti