Uno sguardo pedagogico alla politica cieca: no alla regionalizzazione

Tra le dichiarazioni e le smentite, prende piede l’idea della regionalizzazione del sistema scolastico, una riorganizzazione affidata a ciascuna regione secondo disponibilità economica, ossia una differenziazione dell’offerta formativa, del trattamento economico e della selezione del personale educativo.
Se è ingiusto far parti uguali fra disuguali, lo è ancor di più una proposta federalista a vantaggio solo degli uguali, di chi ha maggiori risorse economiche.
Cambiano i tempi, i governi, gli atteggiamenti, gli orientamenti delle persone, ma dovrebbero restare saldi i princìpi dei padri costituenti, le battaglie, le conquiste, i diritti acquisiti. I maestri.
La differenziazione stipendiale rischierebbe di assestare un duro colpo al principio dell’unitarietà e dell’omogeneità del sistema scolastico nazionale, con la creazione, di fatto, di scuole di serie A e scuole di serie B, insegnanti e concorsi di serie A e di serie B.
Si sente parlare di migrazioni e immigrazione, ma poco di emigrazione, di masse sempre più massicce di giovani verso il Nord dell’Italia od oltralpe in cerca di un futuro lavorativo migliore. Sono partenze che impoveriscono le risorse già precarie del Sud, abbandonato da volontà politiche di miglioramento.
Strutture edili fatiscenti, classi pollaio o pluriclassi, liste chilometriche delle graduatorie del personale docente e ATA, assenza di tempo pieno e di strumenti didattici tecnologi sono direttamente proporzionali all’aumento della dispersione scolastica, specie in zone cosiddette “a rischio”, all’indebolimento dell’alfabetizzazione funzionale e strumentale, della cultura, del pensiero libero, della formazione dei cittadini futuri, attivi e consapevoli.
Sono necessari investimenti e non tagli alla scuola pubblica, selezione equa e democratica del personale educativo, misure preventive e protettive, che possano innalzare il livello di istruzione, non incrementare disuguaglianza e segregazione.
Il Coordinamento Nazionale di Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento crede che l’istruzione e la formazione siano gli strumenti cardine per l’evoluzione della società e riserva un’attenzione particolare ai territori economicamente e socialmente più fragili.
In “Lettera ai giudici” Don Milani scriveva: “I care. È il motto intraducibile dei giovani americani e migliori. Me ne importa, mi sta a cuore. È il contrario esatto del motto fascista – Me ne frego-“.

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