Una disputa felice: chi, cosa, come

 

E’ di pochi giorni fa l’inchiesta del New York Times e di Buzzfeed su una galassia di siti in grado di diffondere ad una vastissima platea notizie false e tendenziose. Il Digital Forensic Research Lab dell’Atlantic Council, un think tank di Washington creato ad hoc per smascherare le fake news, lo da già per sicuro: il prossimo obiettivo saranno le elezioni nel nostro Paese.

Nel frattempo, in Parlamento si affollano disegni di legge per combattere la diffusione delle fake news. La possibilità di inserire online contenuti di qualsiasi genere in forma anonima interroga i giuristi e pone un problema serio di individuare responsabilità. Dall’altra parte dell’oceano ogni mattina il presidente Donald Trump  – sulla cui elezione si addensano le nubi di un complotto internazionale orchestrato tramite falsi profili sui social – si sveglia e inizia a twittare in maniera compulsiva spesso creando veri e propri incidenti diplomatici con il resto del mondo.

Tutto questo si mescola e confonde con la presenza social di ciascuno di noi. Con i nostri commenti ai post altrui, i tweet che facciamo, le foto che postiamo su Instagram, etc.. Il comportamento on line, il nostro senso critico, la disponibilità a non agire (o commentare) irrazionalmente a notizie che possono essere false produce un frastuono che spesso sovrasta la notizia, modificandola anche nei suoi contenuti ultimi. Il potere del commento sta nella sua cassa di risonanza al punto che le notizie più veritiere non sono più quelle che corrispondono ad un reale fatto, ma quelle che catalizzano maggiori reazioni. Ma il nostro comportamento on line, il nostro digital twin non hanno solo un effetto sulla reputazione altrui, nel momento in cui ingaggiamo con un soggetto sui più svariati argomenti modifichiamo anche la percezione della nostra reputazione verso gli altri. Per questo, la somma di questi nostri atti quotidiani, soprattutto per chi si occupa di Relazioni Pubbliche non può essere demandato al caso. Perché nel bene e nel male ci identifica e ci qualifica nei confronti di pubblici diversi e trasversali.

Ferpi Triveneto, per discutere di questi temi e provare a tracciare una linea condivisa di comportamento online, ha invitato a Padova, lunedì 4 dicembre prossimo, alle ore 17.30 presso la Sala Convegni della Cassa di Risparmio del Veneto (Via VIII Febbraio, 22), due dei massimi esperti italiani in materia: Vera Gheno e Bruno Mastroianni. Vera Gheno, sociolinguista, ha pubblicato da poco “Social linguistica. Italiano e italiani dei social network” ed è l’amministratrice del profilo twitter dell’Accademia della Crusca. Bruno Mastroianni ha pubblicato “La disputa felice. Dissentire senza litigare sui social network, sui media e in pubblico” è giornalista e docente ed è il social media manager de La Grande Storia di Rai3. Entrambi sono membri del Comitato scientifico di InspiringPR, il festival delle relazioni pubbliche di Ferpi, promosso dalla delegazione Triveneto e che si tiene ogni anno a Venezia (prossima edizione il 19 maggio 2018).

L’evento Una disputa felice: chi, cosa, come” è un appuntamento del ciclo “Faccio Cose Vedo Gente” promosso da Ferpi Triveneto.

Ingresso libero salvo iscrizione con mail a: [email protected] o direttamente su Eventbrite.

 

disputa

 

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Fonte Ferpi

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