Test TFA sostegno, bocciati con 27/30 e promossi con zero. Ecco cosa è successo

Prove annullate

Università della Calabria (Arcavacata, Rende) per la secondaria di I grado,  Università della Basilicata Potenza in una delle aule per il test della scuola secondaria di II grado e l’Università di Bari per la primaria.

La data in cui il test sarà ripetuto sarà fissata a livello nazionale dal Miur

Mancati controlli, risultati falsati

La conseguenza più immediata dei mancati controlli – denunciati dai partecipanti – è la possibilità che i risultati risultino falsati.

Alcuni docenti ci segnalano ad es. che a superare il test, in una Università, sono stati i candidati di una specifica aula, mentre nelle altre i risultati sono a macchia di leopardo.

I risultati finora pubblicati (numerose Università pubblicheranno oggi)

Bocciati con 27/30, ammessi con 0/30

Si tratta di risultati di due Università diverse: è potuto accadere perché il dm  n. 92/2019 stabilisce che supera il test il doppio dei candidati rispetto al numero previsto dal bando, più tutti coloro che hanno conseguito il risultato dell’ultimo degli ammessi.

Pertanto, non c’è una soglia di sufficienza, né un punteggio minimo con il quale si supera la prova. A stabilire chi accederà alla prova scritta in quell’Università è il candidato più bravo, quello che realizza il punteggio più alto.

Università della Basilicata secondaria di I grado: chi ha conseguito un punteggio da 27/30 in giù non è stato ammesso alla prova. Questo perchè i posti erano molto pochi, solo 15, per cui superano la prova solo i primi 40. Il più bravo ha totalizzato 29/30, determinando il destino dei suoi colleghi.

Università di Urbino: l’ultimo degli ammessi alla prova scritta per la primaria ha totalizzato 0/30.  I posti a disposizione erano 150, per cui anche se il più bravo dei candidati ha avuto 30/30, il numero non alto dei partecipanti (183) ha permesso che anche chi non aveva praticamente svolto la prova venga ammesso alla prova scritta.

Una disparità che  – per la sua distanza – fa riflettere sull’impostazione della prova. E’ stata eliminata la contestata soglia di 21/30 delle precedenti edizione del corso, ma questa modalità rischia di creare delle disparità ancora maggiori.

Candidati non ammessi: si potrà ritentare il prossimo anno

Per i candidati risultati non ammessi alla prova scritta il percorso termina qui. Sarà possibile ritentare il prossimo anno, dato che i corsi dovrebbero essere 3 in tre anni, per un totale di 40 mila posti.

La chiusura del corso a.a. 2018/19 è prevista entro fine marzo 2020, per far partire il corso successivo, nonché per permettere agli specializzandi di partecipare al concorso 2019 anche per i posti di sostegno, probabilmente con riserva (nessuna incompatibilità invece per la partecipazione al concorso per i posti comuni).

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Fonte Orizzonte Scuola

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