Terrebasse: pasta di canapa e grani antichi dall’azienda che si alimenta coi rifiuti

“Ci siamo ispirati al vecchio detto la terra è bassa, questo ci ricorda che i frutti migliori si ottengono solamente con dedizione, impegno e rispetto perché per coltivare la terra, ci si deve chinare”. Sono i ragazzi di Terrebasse azienda agricola di Mantova che coniuga innovazione e tradizione, attraverso tecniche agronomiche sostenibili e biologiche e l’utilizzo di energie rinnovabili: “Combattiamo il riscaldamento globale e contribuiamo alla realizzazione di un mondo migliore, più sostenibile e più giusto”, spiegando riassumendo così la loro visione di canapa ed agricoltura.

“Ci siamo dedicati alla canapa per le sue eccezionali qualità nutrizionali e il basso impatto ambientale che la rendono un prodotto ottimo e benefico per l’uomo e l’ambiente. Abbiamo scelto di commerciare solo prodotti italiani biologici per avere la certezza di portare sulla tua tavola l’alta qualità che deriva dalla migliore tradizione agroalimentare italiana”.

Oggi l’azienda è avviata, ci ha spiegato Michele Rizzini raccontando che: “Stiamo entrando nel mercato: noi ci rivolgiamo ad una fascia di alta qualità e stiamo entrando nelle gastronomie e nei ristoranti di fascia alta anche perché li selezioniamo e andiamo a cercarceli noi”.

In cosa consiste la differenza del qualità del vostro prodotto da quelli che si possono trovare in commercio?
Essenzialmente dalla filiera da cui proviene. Nel senso che abbiamo instaurato una collaborazione con la società agricola Arte di Cerignola che produce il grano senatore cappelli in modo biologico che noi uniamo alla canapa. La differenza è che per la nostra pasta utilizziamo solo ed esclusivamente il grano prodotto dall’azienda agricola ed abbiamo la certezza della qualità del prodotto. Il grano utilizzato è trebbiato ad una percentuale di umidità più bassa rispetto ai limiti di legge, perché non c’è interesse a vendere il grano ma a trasformarlo nel migliore dei modi e soprattutto noi mettiamo farina iperproteica di canapa in ragione del 25%.

La canapa la producete voi?
La produciamo noi con una mitologia produttiva che abbiamo sviluppato.

Non è il classico residuo della spremitura?
Noi facciamo un passo in più perché in questo modo riusciamo a dare una percentuale proteica molto alta nella pasta, grazie alla percentuale di questa farina di canapa che è al 25% e raggiungiamo quasi il 21% sulla sostanza secca di proteine nella pasta, quindi diventa un alimento che può sostituire anche la carne.

E le filiera di produzione?
E’ completamente sostenibile perché il pastificio e tutti i processi aziendali vengono alimentati da un biogas che prende gli scarti agricoli del territorio in un raggio di 10 massimo 15 chilometri e li trasforma in energia. Questa energia serve ad alimentare il pastificio che produce la pasta e che è sempre interno all’azienda agricola. In più il digestato che risulta dalla produzione del gas viene impiegato nei campi come ammendante. La canapa all’interno dei processi aziendali della azienda agricola Arte trova ragione nel fatto che nell’ambito delle rotazioni agricole va a migliorare la struttura del terreno e ad aumentare il contenuto di carbonio organico totale del terreno in una zona, quella del tavoliere delle Puglie, che è soggetta a desertificazione. Per cui noi facciamo un servizio all’agricoltura oltre che a produrre una pasta “premium”. E’ la punta di un iceberg di quello che è lo sviluppo di una filiera che avrà come terminale lo sviluppo dell’intera pianta.

Mario Catania

 








 

 

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