Studente rischia di morire per vetri fuori norma infissi edificio. Dirigenti impotenti

La grave denuncia è stata firmata dal dirigente dell’istituto sardo e si riferisce a un episodio successo nel 2016. L’episodio assume un significato particolare in queste ore nelle quali la comunità scolastica italiana s’interroga sulla sicurezza degli ambienti scolastici, tra tagli del personale e mancati interventi. Il precedente è stato portato alla luce dal coraggio della preside Maria Giovanna Oggiano, che si è rivolta subito con una lettera alle autorità.

“Mentre un ragazzo si accingeva a entrare a scuola dalla porta di ingresso esterna, che consente l’accesso ad una zona della scuola – ha scritto la preside – è inciampato cadendo rovinosamente e andando a sbattere con violenza contro la porta a vetri dell’ingresso, utilizzata anche come uscita di emergenza. Nell’urto il vetro si è rotto e una lama di vetro ha infilzato lo studente penetrandogli il costato per una profondità di sette centimetri”.

I medici, prosegue il documento, “ hanno riscontrato come fortunatamente si sia fermata a soli 7 millimetri da organi vitali, la cui compromissione avrebbe portato il ragazzo a morte sicura. Solo la Provvidenza Divina, prosegue la dirigente ha evitato che l’incidente si trasformasse in tragedia.

Il ragazzo ha avuto un’emorragia gravissima perché dalla ferita il sangue zampillava copioso. Lo studente è stato prontamente soccorso da docenti e compagni che non si sono risparmiati, ma hanno pensato solo a salvare la vita al ragazzo. La freddezza e la pronta capacità di reazione dei professori, insieme al tempestivo intervento degli operatori del 118, hanno fatto sì che l’incidente non si trasformasse in sciagura. Il ringraziamento per il loro operato non sarà mai abbastanza. Lo studente è salvo ed è già rientrato a scuola. Ora possiamo raccontarlo!

L’accaduto tuttavia non può lasciarci indifferenti! Come dirigenti scolastici non possiamo più tacere e continuare solo a scrivere alle autorità competenti senza che niente si risolva. La vita dei nostri studenti è per tutti il bene primario che sovrasta qualsiasi altra remora. Poter dire oggi che è stata sfiorata la tragedia ci obbliga a non tacere e pretendere dalle autorità preposte che i vetri delle nostre scuole siano posti tutti a norma”. Nessuno, mai più, dovrà correre un simile rischio, prosegue Oggiano: “La presenza di vetri fuori norma in tutti gli infissi della maggior parte delle scuole è cosa ben nota alle competenti autorità, ovvero ai responsabili degli Enti Locali proprietari degli edifici (Comuni per infanzia, primarie e medie; Province per superiori) – insiste la preside – Da troppi anni ormai, sistematicamente, noi dirigenti scolastici inviamo richieste di messa a norma e messa in sicurezza degli edifici riguardo a diversi aspetti, senza mai riuscire ad ottenere garanzie totali. Assistere a episodi di tal fatta ci costringe a prendere atto che ormai il tempo è scaduto! Non accettiamo più nessuna giustificazione né rinvii. Vogliamo solo fatti. Costi quel che costi, occorre intervenire sugli edifici scolastici immediatamente, almeno per gli aspetti più rischiosi, senza badare a spese, perché non vi è prezzo capace di pagare una vita persa”. Maria Giovanna Oggiano, che è tuttora segretaria generale regionale della Cisl scuola per la Sardegna si è poi riunita con i dirigenti scolastici di tutta la provincia di Sassari e tutti insieme si sono recati dal Prefetto “per denunciare pubblicamente la situazione di esposizione al rischio dei nostri studenti”. E ancora: “Noi dirigenti – conclude la preside sindacalista – non possiamo più eseguire esclusivamente le operazioni di prassi. Non abbiamo ottenuto risposte e non possiamo più tollerare questa condizione. Pretendiamo, insieme alle famiglie dei nostri alunni, che tutte le scuole siano dotate di vetri a norma e non taceremo fino a quando il problema non sarà risolto. La vita è un bene prezioso che la scuola deve valorizzare senza mai metterla a rischio”.
Il documento della dirigente sarda è stato presentato al Sesto Congresso Nazionale della Cisl Scuola che il sindacato ha dedicato al tema della sicurezza nei plessi scolastici italiani con il titolo “L’alfabeto della sicurezza nelle scuole” ed acquisito all’interno di una pubblicazione scientifica di Dionisio Bonomo presentata da Lena Gissi, segretaria nazionale della Cisl scuola, che da sempre si batte per una maggiore e più pressante sicurezza negli ambienti di lavoro scolastico. Proprio ieri la Gissi si è fatta ricevere dalla viceministro dell’Istruzione Anna Ascani: “Abbiamo sottolineato ancora una volta la necessità di interventi molto tempestivi, evitando di rimanere imprigionati nei tempi prevedibilmente lunghi di un’ordinaria produzione legislativa. Il tema della sicurezza, e delle connesse responsabilità dei dirigenti scolastici, è al centro non da oggi dell’agenda sindacale. Nella passata Legislatura la CISL Scuola si è molto spesa, insieme alle altre organizzazioni, attuando un pressing sulle forze politiche e sui gruppi parlamentari affinché si pervenisse alle necessarie modifiche della normativa vigente, con proposte riprese in un progetto di legge il cui iter non si è concluso per la sopravvenuta fine della Legislatura stessa. In quella successiva, l’iniziativa è immediatamente ripartita nei confronti del nuovo Esecutivo, investendo della questione, col primo governo Conte, l’allora sottosegretario Giuliano”. Alla vice ministro Ascani la Cisl Scuola ha ribadito “la necessità che il problema sia affrontato prendendo in considerazione tutti i fattori che incidono sulla possibilità di attuare un’efficace strategia di prevenzione, a partire dal ripristino degli organici del personale ATA, la cui funzione è insostituibile per garantire adeguati livelli di sorveglianza e sicurezza”. La viceministro ha impegnato il Miur “riguardo alle questioni che le sono state sottoposte, convenendo inoltre sull’opportunità che le problematiche della dirigenza scolastica siano oggetto di un incontro al massimo livello politico fra sindacati e Amministrazione”.

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