Specializzandi, concorso straordinario si apra a tutti i corsisti tfa sostegno

Siamo fermamente convinti della necessità di richiedere la partecipazione al concorso straordinario, con riserva di conseguimento del titolo, a tutti gli specializzandi. La nostra richiesta è motivata da un’attenta analisi dei dati concreti circa la situazione della scuola per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno: il numero dei posti vacanti su tutto il territorio nazionale è di fatto superiore al numero dei docenti che, in linea teorica, secondo quanto previsto dalla bozza di decreto proposta, avrebbero i prerequisiti necessari alla partecipazione al concorso straordinario (art. 2 comma 6 bozza del decreto legge).

I restanti posti vacanti, una volta conclusa la procedura concorsuale, sarebbero pertanto coperti, secondo la normativa vigente, dagli specializzati per le attività di sostegno (che avrebbero comunque la priorità su tutti gli altri precari storici non specializzati, a prescindere dal punteggio delle graduatorie d’istituto), che verrebbero pertanto assunti con contratto di lavoro a tempo determinato senza alcuna garanzia di continuità didattica e formativa per l’alunno con disabilità, la classe e l’Istituto.

Tutto ciò comporterebbe continuità dei contratti di precariato e discontinuità didattica e formativa dei i nostri minori con certificazione di disabilità: esattamente il contrario di ciò di cui abbiamo bisogno.
Sarebbe quindi auspicabile e concretamente possibile permettere a questi professionisti, già sottoposti a triplice vaglio selettivo, fortemente motivati, che hanno sostenuto un significativo investimento economico e di tempo, di poter partecipare al concorso straordinario nella prospettiva di una rapida immissione in ruolo, unica vera garanzia di continuità.

Permettere, dunque, l’ammissione con riserva ai soli specializzandi in possesso dei tre anni di servizio di cui uno specifico risolverebbe soltanto in minima parte il problema delle cattedre vacanti sul sostegno, in quanto soltanto una limitata percentuale degli specializzandi soddisfa tali requisiti. L’ammissione con riserva di tutti gli specializzandi, d’altra parte, ha già avuto diversi precedenti: in ultimo il concorso FIT 2018, che ha immesso in ruolo gli specializzandi, indipendentemente dal servizio, con un colloquio non selettivo. Per garantire la massima equità nelle graduatorie di immissione in ruolo si propone, inoltre, di supervalutare, accanto alle prove d’esame, gli anni di servizio per chi avesse già maturato esperienza specifica come docente di sostegno.

Il nostro desiderio è quello di migliorare la qualità dell’istituzione scolastica tramite: – la promozione della continuità didattica, garantita dai docenti di ruolo per i ragazzi con certificazione di disabilità che frequentano la Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado; – la presenza di docenti qualificati grazie alla specializzazione nell’ambito della pedagogia e della didattica speciale.

Vista la bozza del Decreto per il Concorso straordinario, che prevede l’accesso allo stesso con i seguenti prerequisiti:
– tre anni di servizio di cui almeno uno sul sostegno; – la specializzazione tramite il Corso di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di Sostegno attualmente in corso in molte università italiane.

Considerando:
– la priorità di incarico sui posti di sostegno per i docenti che hanno la specializzazione indipendentemente dall’abilitazione sulla materia afferente alla propria classe di concorso e dagli anni di servizio; – l’esiguo numero degli attuali specializzandi del Corso di Specializzazione in
possesso dei requisiti richiesti nella bozza; – il numero delle cattedre vacanti di sostegno di gran lunga superiore al
numero dei futuri specializzati; – l’inconseguente necessità di riassetto della posizione dei docenti precari non specializzati, dal momento che il possesso della specializzazione rappresenta già un titolo che garantisce precedenza nell’attribuzione degli incarichi annuali.
Chiediamo che la bozza sia rivista inserendo la possibilità di aprire con riserva il concorso straordinario a tutti gli attuali corsisti del CSS (Corso di Specializzazione per le attività di Sostegno) eliminando il vincolo dei tre anni di servizio, di cui uno specifico.

Tale proposta, come già ribadito, comprende la “supervalutazione” degli anni di servizio che riconosce e valorizza l’esperienza maturata dai docenti ed ha numerosi vantaggi per tutti i soggetti coinvolti.
Una proposta che vuol tradursi in un sostegno reale e concreto a favore di tutti.
Gli alunni con disabilità vedrebbero garantita la qualità didattica assicurata dai docenti in possesso della specializzazione. La scuola potrebbe contare sulla presenza stabile di docenti di ruolo specializzati, che garantirebbero la continuità didattica, fondamentale in particolar modo per l’alunno con disabilità, e la realizzazione di una progettazione inclusiva di lungo periodo all’interno della classe e della scuola.
Le famiglie avrebbero un punto di riferimento qualificato, continuativo e stabile con cui creare, proprio in ragione di tale stabilità, una relazione positiva basata sulla fiducia e volta a sviluppare un reale progetto di vita efficace per il ragazzo.

Gli istituti scolastici, attraverso l’inserimento in organico dei futuri specializzati di sostegno, si assicurerebbero la presenza di un corpo docente che possa incidere in maniera efficace sulle pratiche inclusive inserite nel PTOF e nel RAV, accrescendo il valore dell’istituzione scolastica come agente educativo e formativo di grande rilevanza per lo sviluppo del territorio. Inoltre, la nostra immissione in ruolo, limiterebbe il disagio delle segreterie causato dalle nomine temporanee.
Gli enti locali avrebbero interlocutori stabili, quali i docenti di sostegno di ruolo, referenti del percorso scolastico del ragazzo con disabilità, consentendo loro di lavorare in maniera realmente corresponsabile al progetto di vita indicato dal d.lgs. 66/2017. Inoltre, grazie alla continuità garantita dal ruolo, dalle conoscenze e competenze specialistiche acquisite e maturate, i futuri specializzati sarebbero risorse propositive e competenti per le politiche sociali del territorio e punti di riferimento qualificati e stabili per le équipe locali deputate ai servizi alla persona, sia in ambito sociale che sanitario.
Auspichiamo, per i motivi sovraesposti, che la presente proposta possa essere tenuta seriamente in considerazione dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca prof. Marco Bussetti, che si è distinto, fin dall’inizio del suo mandato, per buon senso e per pragmatica ragionevolezza.
Confidando in una tempestiva risposta,
porgiamo cordiali saluti e auguri di buon lavoro

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