Sostegno, Fedeli: mancano specializzati. Anief: ci sono, ma lasciati fuori da “norme assurde”

Così replica Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, alle dichiarazioni rilasciate oggi a Roma dalla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli nel corso di un evento sul tema dell’autismo, per la quale non ci sarebbero “persone preparate sul sostegno”.

“È giunta l’ora che l’amministrazione si prenda le sue responsabilità – continua il sindacalista autonomo -, ad iniziare dall’ammettere di avere allestito una riforma sul sostegno fallimentare, da cui hanno preso le distanze anche le associazioni che tutelano i disabili e le loro famiglie. Per non parlare della pessima organizzazione delle graduatorie di merito dei concorsi attinenti alla scuola dell’infanzia e della primaria: siccome la correzione è arrivata solo per la scuola secondaria, ci ritroviamo con delle province, come quella di Roma, dove si sarebbero potuti stabilizzare centinaia e centinaia di docenti, ma che per un assurdo vincolo numerico, quale è appunto il 10% massimo oltre le immissioni in ruolo previsto, sono rimaste al palo”.

Il giovane sindacato ricorda che ci sono 40mila cattedre che comunque ad oggi rimarrebbero bloccate: la Legge 449/1997 (art. 40), nata come un’introduzione provvisoria dei posti in deroga su sostegno, da assegnare con contratto a tempo determinato per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità, si è trasformata nell’ultimo ventennio in una cattivissima prassi; la norma transitoria è stata infatti riproposta nel 2007, sancita nel 2010 e confermata dall’ex Ministro Maria Chiara Carrozza con la Legge 128/2013, attraverso cui si impone la copertura del 30%dei posti di sostegno liberi con supplenze al 30 giugno, dunque non disponibili né per i trasferimenti né tantomeno per le assunzioni a tempo indeterminato.

“La ministra ci viene oggi a dire che se ci fossero i candidati specializzati a coprire quei posti tutto sarebbe regolare, ma non è così. Perché, allora, l’ultimo corso di formazione è stato organizzato per meno di 10mila posti, mentre quelli liberi sono quattro volte tanto? Al massimo – dice ancora Marcello Pacifico -, comunque, potrebbero concorrere per coprire quelle cattedre fino al 30 giugno del 2018. Così lo Stato risparmia pure sui mesi estivi. E chi se ne importa se ancora oggi, a fine novembre, assistiamo all’ennesimo ‘balletto’ dei supplenti? Con alunni che per Natale, forse, avranno finalmente il loro supplente annuale definitivo, dopo averne cambiati anche tre o quattro da settembre”.

“Noi non ci stiamo a questo gioco: per questo motivo, continuiamo a fornire il patrocinio gratuito a famiglie, docenti e cittadini che intendono impugnare in tribunale tutte quelle situazioni di cattedre di sostegno scoperte o di ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche delle Asl. Ma almeno non ci vengano più a dire – conclude il leader dell’Anief – che mancano i docenti”.

Tutti coloro che intendono ricorrere in tribunale per la mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato, possono ancora scrivere all’indirizzo e-mail [email protected] Il ricorso per ottenere la stabilizzazione dell’organico di sostegno con la trasformazione dei posti in deroga in posti in organico di diritto fa da corollario all’azione di sensibilizzazione che l’Anief promuove da anni gratuitamente con l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, attraverso cui il sindacato promuove ricorsi gratuiti presso il competente tribunale amministrativo.

28 novembre 2017

Ufficio Stampa Anief

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Fonte Sostegno – Handicap – Orizzonte Scuola

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