Snadir scrive alla Cei: concorso straordinario con orale non selettivo per docenti religione

Certamente ricorderà l’incontro del 4 giugno scorso, quando lo Snadir –assieme a Flc-Cgil, Cils-Scuola e Uil-Scuola–ha avuto con Lei, nella sua qualità di Responsabile del Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica della Cei, un confronto sul tema del reclutamento dei docenti di religione cattolica.

Riteniamo quell’incontro di rilevante significato soprattutto se ricordiamo l’opposizione che alcuni Sindacati, nel passato, hanno mosso nei confronti dell’insegnamento della religione nella scuola pubblica e sulla funzione dei relativi insegnanti. La Sua disponibilità a quell’incontro ha rappresentato un avvicinamento che ha certamente agevolato il libero e paritetico confronto sui temi della scuola.In quella occasione, in modo più specifico furono sottolineate “la necessità e l’urgenza di sollecitare l’emanazione di un provvedimento normativo che preveda l’attivazione, nel corso dell’anno scolastico 2019/2020, di due specifiche procedure di reclutamento, una di carattere ordinario, l’altra di natura riservata rivolta al personale docente che abbia svolto almeno 36 mesi di insegnamento, prevedendo anche la possibilità dello scorrimento degli elenchi del concorso 2004 in quelle regioni in cui vige ancora la graduatoria di merito”.

L’incontro fece emergere valutazioni e intenti condivisi fra le Organizzazioni Sindacali e Lei, rappresentante della CEI, fino al punto da concludere l’incontro con la promessa da parte Vostra di attivarvi“per sollecitare il MIUR e il Governo ad assumere le iniziative necessarie sul piano legislativo per dare positiva risposta alle attese dei precari docenti di religione cattolica e in particolare di quelli con almeno 36 mesi di servizio”.

La Camera dei deputati, nella seduta del 2 dicembre u.s., ha approvato l’emendamento 1-bis.202 presentato dagli onorevoli Toccafondi, Ansaldi, Librandi, D’Alessandro (Italia Viva), Di Giorgi (PD) –con il quale si è provveduto ad elevare al 50% la quota dei posti riservati nel concorso ordinario per gli insegnanti di religione già approvato in VII Commissione con l’emendamento 1.050 a firma dei predetti Onorevoli.

Lo Snadir-Fgu (Sindacato Nazionale Autonomo degli Insegnanti di religione, federato alla Gilda-Unams) rileva che la norma, in fase di approvazione definitiva, abbia dato una risposta parziale, che non scioglie, ancora una volta, il nodo del precariato degli insegnanti di religione che interessa una platea di circa 15.000 docenti. L’art.1-bis al decreto Scuola è da considerarsi in conflitto con le finalità originarie del decreto.

Tale emendamento, difatti, non risolve in alcun modo l’ingiusta condizione di precariato nella quale si trovano, da 15 anni, gli insegnanti di religione (il primo ed unico concorso si è svolto nel 2004).Riservare il 50% dei posti per coloro che hanno svolto 36 mesi di servizio non pone le basi per superare il problema del precariato, ma solo per aggirarlo, ignorando che gli insegnanti di religione hanno alle spalle venti e più anni di servizio precario.

I docenti precari che insegnano religione sono insegnanti ai quali va riconosciuta la stessa dignità professionale riconosciuta ai docenti di altre discipline: non hanno bisogno di una quota riservata in un concorso ordinario, ma esigono un trattamento che si allinei ai meccanismi di assunzione in ruolo già adottati per tutto il personale docente precario abilitato della scuola, senza distinzioni e discriminazioni.

Spetta anche a questi precari, come agli altri, una procedura che tutte le sigle sindacali hanno indicato nel concorso straordinario con sola prova orale non selettiva e successiva graduatoria ad esaurimento.Solo tale forma concorsuale può dare ragionevole certezza di una tutela dei docenti precari. Anche la scelta, certamente positiva in via di principio, di prorogare la graduatoria del 2004 è tuttavia inadeguata perché tale graduatoria sarà attiva soltanto fino alla predisposizione delle nuove graduatorie del concorso ordinario e pertanto consentirà l’immissione in ruolo di poche decine di docenti.

In questi giorni abbiamo atteso una dichiarazione da parte del Servizio nazionale per l’irc della CEI, che fosse di incoraggiamento per tutti quei colleghi precari che, comprensibilmente, vedono
rimesso in discus sione il loro futuro lavorativo dopo venti e più anni dedicati alla scuola.
La invitiamo a esprimersi sull’emendamento Toccafondi
(art.1 – bis) approvato alla Camera e in “discussione” in questi giorni al Senato, in modo tale che i colleghi che insegnano religione possano
avere contezza del parere autorevole dell’Ufficio che Lei dirige.

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Fonte Orizzonte Scuola

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