Sì ad assegnazioni provvisorie su sostegno senza titolo, altrimenti posti ai precari di III fascia. Lettera

Il governo che si è insediato ormai da più di un anno, forte delle promesse elettorali della campagna promossa demonizzando i governi precedenti, avendone spesso evidenti ragioni, ha acceso i riflettori su una serie di situazioni da arginare anche nel mondo scolastico.

Sul tema scuola si è parlato molto di dover smantellare la #buonascuola e qualche timido passo è stato fatto ma ahimè molto molto molto poco.

Considerato che l’Italia è una nazione che si estende per circa 1300 Km e con differenti situazioni che si profilano da Sud a Nord, vorrei ricordare quanto segue.

Ogni anno le scuole iniziano con una grande carenza di personale, solo l’anno appena passato parla di numeri intorno ai 130/140.000 precari ed il prossimo ne conterá circa 200.000.

Ogni anno dunque vengono assegnate cattedre a personale più o meno specializzato nelle discipline d’interesse.

Il personale che lavora in III fascia presta servizio di anno in anno senza titolo di specializzazione, vuoi perché non sono state prese in considerazione le istanze negli anni passati atte al soddisfacimento di tutto il fabbisogno di personale, sia perché da queste graduatorie si attinge anche per sopperire, negli organici soprattutto nelle scuola del Nord, alla carenza di docenti senza titolo di specializzazione sui posti di sostegno.
In aggiunta a questo vi sono anche le domande di messa a disposizione…quindi fuori graduatorie oltre che senza titolo.

Di conseguenza vorrei ricordare all’On.le che stimo ed apprezzo per certi versi, che spesso gli accordi raggiunti dalle sigle sindacali con i funzionari del ministero che lavorano a questi accordi, serve.
Serve perché i docenti di ruolo non vengono in subordine ai docenti precari…mentre purtroppo i docenti precari si.

I piani di mobilità a cui avrebbero dovuto lavorare per dare seguito ad una grande mobilità nazionale non si sono visti, specie per fare rientrare chi si è ritrovato a 1000 o più km di distanza da casa per avere un immissione in ruolo.

Soprattutto per il Sud dove risulta praticamente impossibile accedere per mobilità interprovinciale soprattutto in alcune province, le assegnazioni provvisorie servono a poter garantire ai docenti di ruolo che si dovessero trovare in particolari situazioni di difficoltà come chi detiene legge 104, o il ricongiungimento alla famiglia, a coniugi e figli, etc. di poter sopperire a certe situazioni pur garantendo il servizio alle scuole per mantenere la propria dignità lavorativa oltre che un minimo di stipendio.

Non bisogna sbalordirsi del perché si raggiungono certi accordi, io mi sbalordisco quotidianamente sul perché le promesse elettorali vengono dimenticate il giorno dopo della nomina in una poltrona di certi soggetti.

Con questo non intendo offendere il lavoro che porta avanti l’On.le Azzollina che per altro è in linea di principio condivisibilissimo e comprensibile.

Vorrei però avere delle risposte concrete in ordine a problemi concreti che potrebbero trovare una soluzione proprio in questi anni in prossimità della cd quota 100 e di tutti i posti che si libereranno.
Un esempio su tutti era quello di attendere che tutti posti di quota 100 già da questo anno si potessero mettere in ordine di precedenza su mobilità sia interprovinciale che interregionale.
Ciò avrebbe garantit il ritorno a “casa” di tanti docenti che per puro spirito di sacrificio hanno abbandonato le proprie terre…e che oggi dopo tanti anni desiderano farne ritorno leggittimati soprattutto dalle più disparate esigenze.

È una richiesta impossibile?

Si ringrazia come sempre la vostra redazione perché quotidianamente divulga informazioni fondamentali per tutto il personale scolastico.

Azzolina (M5S): no assegnazioni provvisorie sostegno senza titolo, serve classe di concorso specifica

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