Riconoscimento del servizio svolto nella scuola per ciechi e pluriminorati di Assisi come lavoro gravoso, non costringeteci alla domanda di mobilità

Questa richiesta nasce dalle difficoltà sempre più crescenti dovute allo stato psicofisico in rapporto alla popolazione scolastica sempre più grave e difficilmente gestibile in gruppi composti da 4 alunni per ogni insegnante, questo in virtù del Decreto di Sperimentazione n. 4122 del 1977 e mai modificato, quando nella scuola comune, il rapporto insegnante – alunni nel sostegno è di 1 a 2. Anzi, in virtù delle ultime normative ci sono molti rapporti docenti- alunni 1 a 1. Gli insegnanti chiedono che venga riconosciuto il particolare servizio al pari della scuola dell’infanzia e di chi assiste le persone in difficoltà

I sottoscritti Ascani Domenico, Balani Angela Chiara, Bertoldi Marcella ,Biagioni Maurizio, Brunacci Antonella, Capezzali Monica, Freddii Oriana, Lungarotti Nadia,
Mariani Marini Anna Rita e Scanu Paola, insegnanti presso l’Istituto Comprensivo Speciale per Ciechi e Pluriminorati di Assisi,

VISTA LA PARTICOLARITA’ DEL LAVORO SVOLTO

chiedono l’equiparazione del servizio prestato ai lavori GRAVOSI già riconosciuti dalle vigenti norme.

L’Istituto Comprensivo svolge dal 1977 un’interessante e utile sperimentazione psico-pedagogico-didattica con alunni ciechi e pluriminorati gravi, tenendo conto delle specifiche esigenze formative degli alunni frequentanti le scuole con particolari finalità, ai sensi dell’art. 324 del testo unico approvato con decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994.
Esso infatti sta sperimentando e ricercando a livello metodologico, didattico e organizzativo molteplici elementi di innovazione, ampliando, approfondendo e arricchendo di nuove esperienze e conoscenze la didattica differenziata per ciechi e pluriminorati gravi.

In questa particolarissima scuola per effetto del D.M. 4122 del 1977, aggiornato nel 1983 con il D.M. 4122 bis, con cui l’Istituto Comprensivo è divenuto Sperimentale in modo permanente.

Le classi sono sostituite da gruppi NON SUPERIORI A 4 ALUNNI e che gli ambiti disciplinari della scuola primaria e le discipline della scuola secondaria di I°, sono sostituite da “aree di apprendimento”

Con tale popolazione scolastica gli interventi sugli alunni sono quasi esclusivamente individualizzati e personalizzati; in concreto il rapporto individuale è solo in minima parte di tipo colloquiale ed intellettivo in quanto per lo più l’intervento è fisico, corporeo e manuale, nel senso che l’insegnante manipola con le sue mani il corpo dell’alunno secondo le attività che, ora per ora, si vanno svolgendo.

La molteplicità degli insegnamenti sono mirati ed appositamente studiati al fine di consentire loro di acquisire, più che un’istruzione di tipo nozionistico, la capacità di relazionarsi con l’ambiente e le persone che li circondano superando l’atteggiamento di forte chiusura che la loro condizione induce dinanzi agli stimoli esterni.

Gran parte degli alunni sono coinvolti in vari progetti che costituiscono dei validi supporti nel processo educativo globale dei soggetti non vedenti e pluriminorati, in quanto coinvolgono tutte le aree della personalità: affettiva, cognitiva, motoria e sociale.

Nelle attività motorie e psicomotorie, lavorando con gli alunni in carrozzina, l’insegnante deve trasportarli, sollevare di peso dalla carrozzina e collocarli negli appositi attrezzi o stenderli su materassini per i movimenti a tappeto.

Al termine dell’intervento, l’insegnante, talvolta se possibile, con l’aiuto del collaboratore scolastico, rimette l’alunno in carrozzina. Comunque ogni attività scolastica con tali soggetti richiede un grandissimo impegno fisico e psichico in quanto molto spesso gli insegnanti affrontano crisi epilettiche, isteriche, capricci che possono durare 3 o 4 ore, lunghe crisi di pianto ed anche crisi di aggressività autolesionista ed eterolesionista; tutto ciò richiede una grandissima disponibilità a confrontarsi con tali situazioni senza potersi permettere momenti di cedimento, debolezza o riposo.

In particolare l’insegnante collabora in modo continuativo con i collaboratori scolastici e con le colleghe di turno, a sollevare dalla carrozzina alunni particolarmente pesanti ( qualcuno oltre i 100 Kg. ) assolutamente incapaci di collaborare a tali manovre, per poterli lavare e cambiare.

Ad esempio: nell’attività pratico occupazionale finalizzata a sviluppare la capacità di usare gli oggetti come strumenti e di farne uso per fini specifici, per far strappare della carta all’alunno, l’insegnante deve posizionare braccia, mani, dita dell’alunno con le sue, facendogli effettuare il movimento completo; ugualmente dicasi per fargli suonare un tamburello o una maracas, oppure per fargli comporre una linea con i chiodini.

La stessa pratica didattica vale per l’alimentazione: l’insegnante tiene la mano dell’alunno che contiene il manico del cucchiaio guidando integralmente il movimento per riempirlo e portarlo dentro alla bocca e se non mastica bisogna effettuare dei movimenti specifici con la mandibola e le guance dell’alunno.

Naturalmente per fare ciò l’insegnante sta talvolta anche più di un’ora in una posizione piuttosto scomoda con la schiena leggermente piegata in avanti ed ancora di più con gli alunni in carrozzina.

Tra i vari progetti ci sono quelli di ippoterapia e nuoto dove l’impegno fisico corporeo dell’insegnante è al massimo livello.

Si fa presente inoltre che l’insegnante svolge rispetto alle normali funzioni di docente specializzato di questa unica e particolarissima scuola speciale, un maggior carico professionale di ordine organizzativo ed esecutivo che accresce il peso della responsabilità e l’aggravio psicofisico e mentale che nel tempo si fanno sentire in modo evidente, determinando talvolta uno stato di sindrome da Burnout.

Molti insegnanti di questa scuola speciale operano da più di trenta anni consecutivi e questo tipo di lavoro di grande responsabilità, con ritmi routinari e serrati, espongono il soggetto ad elevato stress psichico.

Infatti in passato questo tipo di impegno è stato riconosciuto come lavoro gravoso se non addirittura usurante, così come disponeva l’art. 63 Legge 11 luglio 1980, n. 312, che recita: “Al personale direttivo, docente ed assistente educatore delle scuole ed istituzioni statali aventi particolari finalità o delle sezioni e classi speciali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970, è riconosciuta, ai fini del trattamento di quiescenza, una maggiorazione di anzianità pari ad un terzo del periodo di servizio effettivamente prestato nelle medesime scuole ed istituzioni o sezioni e classi, sino alla entrata in vigore della presente legge. Il predetto beneficio è riconosciuto agli stessi fini al personale docente delle scuole carcerarie.”

L’Istituto Comprensivo Speciale per Ciechi e Pluriminorati , rientra nella nozione di “scuole con particolari finalità”; nozione recata dall’articolo 324, co. 1, d. lgs. 16 aprile 1994, n. 297, a tenore del quale «sono scuole con particolari finalità, ai sensi delle disposizioni del presente testo unico, oltre alle scuole funzionanti presso gli istituti statali per non vedenti e gli istituti statali per sordomuti anche le scuole funzionanti presso altre istituzioni statali o convenzionate con il Ministero della pubblica istruzione per speciali compiti di istruzione ed educazione di minori portatori di handicap e di minori in stato di difficoltà, nonché le scuole e gli istituti statali che si avvalgono, agli stessi fini, di interventi specializzati a carattere continuativo». Tra i vari progetti ci sono quelli di ippoterapia e nuoto dove l’impegno fisico corporeo dell’insegnante è al massimo livello.

La riflessione che ognuno dei sottoscritti potrebbe fare, è quella di cambiare ruolo e passare così o nel sostegno o nelle classi comuni, ma siamo consapevoli che nel nostro ruolo siamo in possesso di solide conoscenze, competenze e di una lunga esperienza che andrebbero perse in un ambiente diversnho dal nostro.

A ciò è necessario ricordare al legislatore che non è così semplice fare il passaggio di ruolo, da quello SPECIALE al normale, in quanto i posti disponibili sono ciò che rimane dopo i trasferimenti.

Per questo chiediamo di essere rispettati per quello che siamo e che abbiamo dato, non vogliamo regalie, ma la giusta considerazione così come ricevuto da altre categorie, il tutto prima che l’alienazione, accompagnata dal altre patologie per alcuni già presenti, prendano il sopravvento.

Nella speranza che questa richiesta venga tenuta dalle S.V. nella massima considerazione, i sottoscritti insegnanti porgono distinti saluti.

Ascani Domenico
Balani Angela Chiara
Bertoldi Marcella
Biagioni Maurizio
Brunacci Antonella
Capezzali Monica
Freddii Oriana
Lungarotti Nadia
Mariani Marini Anna Rita

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