Ricerca, la battaglia della “Robin Hood della scienza” per un libero accesso alle pubblicazioni

All’interno della comunità scientifica internazionale il suo nome è ormai divenuto famoso. Alcuni la considerano una “Robin Hood della scienza”. Altri un’autentica pirata digitale, colpevole di “violazione del diritto d’autore”. Il merito, e al tempo stesso la colpa, di Alexandra Elbakyan, programmatrice e neuroscienziata originaria del Kazakistan, è di aver creato nel 2011 un archivio online gratuito, che conta al momento oltre 51 milioni di articoli scientifici. Una piattaforma digitale, denominata “Sci-Hub”, che consenta a tutti i ricercatori di accedere liberamente alle pubblicazioni scientifiche, senza la necessità di sottoscrivere un abbonamento.

La storia di Sci-Hub e della sua agguerrita fondatrice è raccontata al “Wired Next Fest 2016” – il festival di Wired Italia dedicato all’innovazione, che si svolge a Milano dal 27 al 29 maggio, – in un intervento dal titolo “Sci-Hub. W la scienza libera!”. La studiosa kazaka incontra il pubblico collegata in videoconferenza. Ragioni di sicurezza, dopo una denuncia per “pirateria” ricevuta nel 2015 da Elsevier, uno dei colossi dell’editoria scientifica mondiale.  Al fattoquotidiano.it Alexandra Elbakyan anticipa i temi del suo intervento al festival milanese, e racconta la sua lotta per un libero accesso alle pubblicazioni scientifiche.

L’accusano di essere una pirata informatica
In base a una interpretazione comune, i pirati sono ragazzi che scaricano e condividono liberamente informazioni on line. Quindi, ritengo che essere considerati pirati sia una buona cosa

Che cosa pensa delle denunce di Elsevier, che in seguito al pronunciamento di una Corte del distretto di New York l’ha costretta, nell’ottobre del 2015, a chiudere il dominio “sci-hub.org”?
Non mi sorprende che Elsevier e altri editori vogliano chiudere il sito. Ma il loro modello di business è superato. Sono convinta che il futuro sia nella libera circolazione della conoscenza.

Per questo, dopo la sentenza a suo sfavore, a fine 2015 ha riaperto il suo sito con un altro indirizzo, e una versione anche nel cosiddetto deep web?
Certo! Considero Science-Hub una naturale estensione del mio sogno di aiutare le persone a condividere buone idee.

Può raccontarci come nasce questo suo sogno?
Il progetto nacque durante i miei studi universitari sulle interfacce cervello-macchine. In quel periodo partecipavo attivamente a forum on line di scienziati impegnati a condividere articoli accademici coperti da paywall. Dopo aver inviato manualmente centinaia di pubblicazioni scientifiche, decisi di sviluppare, grazie alle mie competenze, una piattaforma per fare la stessa operazione automaticamente. Nasce, così, Sci-Hub, uno strumento per rimuovere i “paywall” accademici e, più in generale, per rendere il flusso delle informazioni più semplice e veloce. I primi a utilizzarlo furono i membri del forum on line di biologia molecolare.

Che cosa pensa del copyright nella scienza?
Lo considero diseducativo, un ostacolo al progresso della scienza. Il principio di una libera condivisione della conoscenza è così importante che molti osservatori lo ritengono una componente essenziale dell’etica scientifica.

Come si legano i suoi studi su intelligenza artificiale e neuroscienze alla sua battaglia per un libero accesso alla produzione scientifica?
Il cervello umano è un network perfetto per processare le informazioni. Possiamo dire, ad esempio, con buona approssimazione che Internet formi una sorta di cervello globale. In quest’ottica, i paywall accademici rappresentano ostacoli al flusso delle informazioni all’interno di questo cervello globale, impedendone un corretto funzionamento.

Qual è il prossimo passo in questa sua battaglia per una scienza accessibile a tutti?
Penso che potrebbe essere utile un’analisi dei circa 52 milioni di articoli scientifici archiviati su Sci-Hub, per studiare i progressi compiuti dalla scienza, e il modo in cui nel tempo si sono sviluppate idee differenti. Il mio interesse è attualmente concentrato proprio sulla storia della scienza. Per questo, voglio estendere Sci-Hub anche ad altri contenuti, come manoscritti e vecchi libri.

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Davide Patitucci

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