Rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche: documenti, soddisfazione utenza, diffusione al personale interno

Entro il 31 dicembre 2019, infatti, le scuole stanno rendicontando le attività svolte ed i risultati raggiunti al termine del ciclo di valutazione precedente, relativo al periodo che va dall’anno scolastico 2014/2015 all’anno scolastico 2018/2019, e al termine di vigenza del PTOF, relativo al triennio 2016/2019.

La rendicontazione sociale viene elaborata sulla piattaforma resa disponibile all’interno del portale del SNV e secondo le indicazioni che il MIUR, in particolare, ha fornito con la nota prot. n. 10701 del 22.05.2019 e con la precedente nota prot. n. 17832 del 16.10.2018.

Come si legge nella citata nota 22 maggio 2019, AOODGOSV 10701, avente per oggetto “Rendicontazione sociale 2019 e apertura del Rapporto di autovalutazione per il triennio 2019/2022”, “con la rendicontazione sociale si realizza la fase conclusiva del ciclo di valutazione delle istituzioni scolastiche descritto nel D.P.R. 28.03.2013, n. 80”.

Detto D.P.R. all’art. 1 ha individuato nell’Invalsi, nell’Indire e nel Corpo ispettivo i soggetti del SNV che hanno il compito d’intervenire sull’impianto educativo d’istruzione e formazione italiano; le modalità di tale intervento sono state articolate in quattro fasi: a) autovalutazione delle istituzioni scolastiche; b) valutazione esterna; c) azioni di miglioramento; d) rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche.

A seguito dell’avvio del SNV nell’anno scolastico 2014/2015, e sulla base di quanto stabilito dal D.P.R. n. 80/2013, nel triennio 2016/2017-2018/2019 queste quattro fasi si sono sviluppate in tempi e modalità diverse: l’autovalutazione delle scuole ha riguardato tutte le scuole; la valutazione esterna ha coinvolto solo il 10% circa delle istituzioni scolastiche, mentre la prima rendicontazione sociale, in questo periodo, concerne tutte le scuole che, a seguito dell’autovalutazione, hanno intrapreso percorsi di miglioramento.

Con l’anno scolastico 2018/2019 si è dunque conclusa la procedura autovalutativa che, a partire dall’anno scolastico 2014-2015, le scuole hanno realizzato attraverso i Rapporti di Autovalutazione (RAV) ed i conseguenti Piani di Miglioramento (PdM) predisposti e realizzati negli anni.

Con l’anno scolastico 2019/2020 ha così preso avvio il secondo ciclo del procedimento di valutazione delle scuole per il triennio 2019/2022 e coincidente con il PTOF triennale per lo stesso periodo 2019/2022; entro il corrente mese di dicembre 2019, infatti, viene chiesto alle istituzioni scolastiche sia di consolidare l’autovalutazione, svolta entro luglio, alla luce dei benchmark di riferimento costruiti a seguito dell’elaborazione delle risposte fornite alle domande del Questionario scuola e ai dati aggiornati relativi agli esiti degli studenti restituiti in piattaforma, sia di rendere coerenti al RAV il PTOF ed il PdM, già predisposti nell’anno scolastico 2018/2019, al momento del loro aggiornamento annuale.

Come si legge nella “Nota metodologica e guida operativa” del MIUR del maggio 2019, attraverso la rendicontazione sociale “si vuole dar conto di quanto raggiunto, dei processi attivati e dei risultati perseguiti evidenziando in primo luogo il raggiungimento delle “priorità” e dei “traguardi” che erano stati fissati nell’ambito della procedura di cui al D.P.R. n. 80/2013. La scuola, in sintesi, attraverso la rendicontazione sociale comunica come gli esiti degli alunni e studenti sono migliorati, partendo dalle priorità che aveva fissato nell’ultima sezione del RAV”.

Al fine di favorire e sostenere il lavoro di rendicontazione delle scuole, il MIUR ha fornito una comune struttura di riferimento con il seguente indice:

  1. Contesto e risorse;
  2. Risultati raggiunti, legati al RAV; in aggiunta, o in alternativa, Risultati legati alla progettualità della scuola: obiettivi Legge 107/2015; obiettivi legati al PTOF liberamente aggiunti dalla scuola;
  3. Prospettive di sviluppo strettamente connesse all’autonomia e alla specifica vision di ciascuna scuola;
  4. Altri documenti di rendicontazione.

Il bisogno della rendicontazione sociale nella Pubblica Amministrazione, e dunque nella scuola, affonda le sue radici nell’ambito della cultura della trasparenza e della partecipazione del cittadino avviatosi a partire dagli anni ’90 con la Legge 241/1990 secondo la quale i provvedimenti amministrativi non devono rispondere solo all’adempimento puntuale della norma, ma anche e soprattutto alla cosiddetta “soddisfazione del cliente”, cioè alla realizzazione delle aspettative del cittadino.

Nella stagione dell’autonomia scolastica, sancita dall’art. 21 della Legge delega n. 59/97 e avviata dal D.P.R. 275/99, la rendicontazione sociale si inquadra nel sostegno allo sviluppo dell’autonomia della scuola; essa, quale Pubblica Amministrazione che utilizza risorse pubbliche, ha bisogno di riflettere costantemente sul proprio operato; in una logica di continuo miglioramento, così, deve riformulare priorità, traguardi e prassi educative e gestionali per orientarsi verso una gestione sempre meno burocratica e più basata sulla verifica dei risultati conseguiti rispetto a quelli programmati.

La rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche non è sinonimo del bilancio sociale; essa si estrinseca nella pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti in una dimensione di condivisione e promozione del miglioramento del servizio con la comunità di appartenenza.

Al pari di quello di autovalutazione interna, il processo di rendicontazione sociale è affidata al Dirigente scolastico; quale garante della gestione unitaria della scuola, infatti, egli rimane il diretto responsabile dei contenuti e dei dati inseriti nella rendicontazione sociale. Come per il RAV, il Dirigente viene supportato dal Nucleo interno di valutazione (NIV) che è automaticamente abilitato all’utilizzo della piattaforma.

Per rispondere alle esigenze conoscitive dei diversi interlocutori consentendo loro di comprendere e valutare i risultati conseguiti dall’organizzazione scolastica nei confronti dei portatori di interessi, il Dirigente scolastico attiva, pertanto, il processo di accountability comunicando il valore aggiunto che la scuola ha prodotto e che la differenzia dalle altre a motivo della sua specifica identità.

La diffusione della rendicontazione sociale presso il personale dipendente interno, ma altresì alle famiglie degli studenti, alle altre agenzie educative, all’Amministrazione centrale ed ai decisori politici, favorisce il miglioramento continuo dei servizi erogati dalla scuola in quanto Pubblica Amministrazione; facilita al suo interno, ma anche all’esterno, il senso di appartenenza, la partecipazione, la collaborazione, il controllo diffuso e contribuisce a valorizzare il ruolo ricoperto e l’operato svolto dalle varie figure che permettono il raggiungimento dei risultati. Tale diffusione può avvenire tramite il sito web della scuola, i social media, gli incontri interni formalizzati e pubblici come l’open day, ma anche con l’utilizzo di locandine, depliant, volantini.

La prima rendicontazione richiesta alle scuole dal MIUR risulta intenzionalmente leggera e senza forzature, ma è sicuramente strutturata per livelli progressivi riassumibili in una base comune, in una parte alternativa, o integrativa, ed in un possibile approfondimento.

Al fine di vivere la rendicontazione come un processo, anziché come un mero adempimento obbligatorio da assolvere, la Rete di ambito coordinata dall’I.I.S.S. “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca (AG) ha svolto un corso di formazione rivolto alle scuole del territorio ed in particolare ai componenti dei N.I.V. Il corso ha offerto ai partecipanti un’occasione di riflessione condivisa sugli obiettivi degli istituti scolastici per sistematizzare tutte le attività svolte, armonizzare e rendere coerente la documentazione, riflettere sui percorsi compiuti e prefigurare le successive mete.

Il Bilancio sociale della scuola: si compila entro il 31 dicembre, è disponibile su Scuola in chiaro. Cosa contiene

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