Regionalizzazione, PSI: l’autonomia è salva per ora

Il PSI si è da subito schierato per l’unitarietà dell’istruzione pubblica in quanto Istituzione dello Stato impossibile da frammentare se non rischiando di frammentare il concetto stesso di Italia e di nazione italiana.

E’ quindi molto positivo quanto accaduto nel Consiglio dei Ministri del 19 luglio, che non vengano previste differenze di programmi, che il personale scolastico tutto resti alle dipendenze dello Stato e che lo Stato non debba privarsi di ulteriori risorse da assegnare a Regioni che hanno già dato prova di volerle usare a favore degli istituti privati, tradendo lo spirito anche se non la forma dell’art. 33 della nostra Costituzione.
Certo la questione non è ancora chiusa, si tratta di un primo passaggio.

Già i Presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto manifestano il loro disappunto. D’altronde, vista la lentezza con cui procede il percorso per l’autonomia regionale, per i Presidenti Zaia e Fontana comincia a essere difficile spiegare ai residenti del Veneto e della Lombardia il senso dei costosi referendum organizzati poco prima delle elezioni regionali nel 2017. Noi socialisti denunciammo allora e ribadiamo oggi l’inutilità e forse la dannosità di quei referendum che probabilmente rappresentarono solo l’opportunità di anticipare la campagna elettorale che poi la Lega vinse sia in Veneto che in Lombardia.

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Fonte Orizzonte Scuola

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