Recupero posti Quota 100 per ruoli, quali conseguenze su mobilità docenti di ruolo. Lettera

Lettera

Si tratta delle nuove nomine in ruolo che, in base all’emendamento, dovrebbero essere effettuate sul 50% dei posti liberati dai pensionati quota 100 dello scorso anno e che l’INPS non ha elaborato entro il 29 maggio scorso, data ultima per la comunicazione dei posti disponibili in organico di diritto da parte delle scuole. Come ben saprete, questi posti non sono stati disponibili né per le operazioni di mobilità 2019/2020 né per le successive immissioni in ruolo di fine agosto.

L’On. Azzolina propone ora di recuperare metà di questi posti, circa 9000, per integrare le immissioni in ruolo dello scorso anno, sostenendo di tutelare comunque i docenti di ruolo e la loro mobilità, perché lascerebbe loro l’altro 50% dei posti, e addirittura vorrebbe far scegliere la sede a questi neoimmessi subito prima delle operazioni di mobilità 2020/21. Tali scelte presentano inoppugnabilmente le seguenti scorrettezze, a mio avviso dovute da scarsa competenza in materia o forse dal bisogno di riscuotere consensi elettorali:

1) Innanzitutto verrebbero lesi i diritti dei docenti di ruolo sia su posto comune che su posto di sostegno, docenti con anni di esperienza alle spalle e quindi con maggiori competenze, che nelle prime due fasi della mobilità hanno diritto a poter partecipare alle operazioni sul 100% dei posti disponibili, prioritariamente rispetto ai neoimmessi in ruolo, diritto negato nella scorsa mobilità a causa dei ritardi di elaborazione delle pratiche di pensionamento quota 100 da parte dell’INPS. Sarebbe assolutamente scorretto ora anche solo prevedere un accantonamento dei posti per le immissioni in ruolo: se è vero infatti che a livello provinciale i trasferimenti dei docenti titolari su posto normale non variano il numero totale delle disponibilità, tuttavia all’interno delle prime due fasi della mobilità, ed in particolare della II fase, sono tutelati anche i diritti dei docenti di sostegno come me che, avendo concluso il vincolo quinquennale su sostegno, giustamente chiedono trasferimento su posto comune e altrettanto giustamente reclamano la propria precedenza, in qualità di docenti di ruolo da anni e quindi con maggiore esperienza e competenza, ad accedere alla totalità dei posti disponibili senza accantonamenti per le immissioni in ruolo. Se poi dovesse attuarsi quanto riportato nel testo dell’emendamento, e cioè che i docenti neoimmessi su questi posti quota 100 accantonati sceglieranno la sede prima delle operazioni di mobilità 2020/2021, l’ingiustizia verrebbe perpetrata nei confronti di tutti i docenti di ruolo e non solo sui docenti titolari su posto di sostegno. Di fatto un qualsiasi docente di ruolo, specialmente quelli titolari su discipline che presentano scarse disponibilità, che da anni magari aspetta un agognato trasferimento, potrebbe vedere attribuita ingiustamente l’ambita cattedra al neoimmesso, “l’ultimo arrivato”.

2) Come diretta conseguenza di quanto descritto nel punto precedente, il 50% delle cattedre disponibili da destinare ai nuovi ruoli su posti quota 100 verrebbe calcolato sulla base di un totale non veritiero. All’interno della II fase infatti, i docenti titolari su posto di sostegno hanno diritto a richiedere trasferimento su posto comune sulla totalità dei posti disponibili; ciò determina quindi ogni anno una variazione delle disponibilità a livello di tipologia di posto (non ovviamente a livello di organico totale provinciale e nazionale). Solo successivamente all’espletamento della II fase si procede alla divisione dei posti residui al 50% tra III fase e immissioni in ruolo. In ogni caso ne deriva un’ingiustizia a danno dei docenti di ruolo su sostegno, scavalcati ingiustamente dai nuovi neoimmessi su posti quota 100, che sottrarranno loro ingiustamente metà delle disponibilità.

3) Il 50% delle disponibilità quota 100 da destinare alle nuove immissioni in ruolo verrebbe inoltre calcolato sull’organico dello scorso anno scolastico, mentre gli eventuali neoimmessi sceglieranno sedi disponibili nell’ambito del nuovo organico per l’anno scolastico 2020/21, che potrebbe subire contrazioni rispetto allo scorso anno. Di fatto quindi i docenti di ruolo potrebbero ritrovarsi ad essere danneggiati anche nella futura mobilità, specialmente se i neoimmessi quota 100 sceglieranno prima dell’avvio delle operazioni di mobilità 2020/2021. In più, in casi estremi (ma non troppo irreali per insegnamenti con scarse disponibilità), si potrebbero anche creare situazioni di esubero, qualora cattedre in teoria presenti lo scorso anno dovessero scomparire in seguito a contrazioni di organico.

Alla luce di quanto qui esposto, chiedo a tutte le Associazioni Sindacali di attivarsi affinché venga ristabilito il corretto ed equo ordine delle operazioni, nel rispetto dei diritti e delle precedenze di ciascuno, docenti di ruolo e non. Propongo due alternative, seguendo il principio cardine del ”o tutti o nessuno”, senza alcun tipo di “privilegio”:

1) rendere disponibili per tutti i posti quota 100 non rientrati lo scorso anno in organico, riaprendo ora una finestra per la mobilità dei docenti di ruolo, quindi successivamente destinare alle nuove immissioni in ruolo su questi posti il corretto numero di cattedre residue (appunto il 50%), ristabilendo il giusto ordine delle operazioni e tutelando i diritti di tutti senza ”corsie preferenziali”;

2) cancellare l’emendamento e posticipare mobilità ed immissioni in ruolo al prossimo anno, quando sarà definito il nuovo organico di diritto 2020/2021; in questo modo sarà possibile verificare l’effettiva consistenza dei posti disponibili ed effettuare le operazioni di mobilità ed immissione in ruolo su dati veritieri e sempre nel rispetto della corretta sequenza operativa e dei diritti di tutti i docenti.

Risulta peraltro incomprensibile il bisogno di immettere in ruolo a metà anno scolastico, visto che in ogni caso i nuovi docenti non prenderebbero servizio fino al 1 settembre 2020; quindi nulla verrebbe modificato in termini di attività didattica, l’unica differenza sarebbe la violazione dei diritti dei docenti di ruolo. Aggiungo anche che ho provato più volte a contattare l’On. Azzolina, promotrice dell’emendamento, per condividere con lei queste osservazioni, ma non ho mai ricevuto alcuna. Spero Voi abbiate canali più incisivi del mio. Vi autorizzo, qualora doveste trovare giuste le mie considerazioni, a copiare integralmente le parti di questo scritto che riterrete valide ai fini della contrattazione.

In caso di assoluta chiusura da parte delle autorità preposte, io e molti miei colleghi saremo costretti ad adire le vie legali e ad avviare l’ennesimo contenzioso nei confronti di uno Stato che mal ci rappresenta e che, temo, sia più interessato al largo consenso piuttosto che ad agire secondo principi etici e di rispetto di tutta la collettività.

Nella speranza di ricevere un riscontro, porgo cordiali saluti.

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