Rapisarda: c’era una volta PDL che istitutiva l’Educatore socio-pedagogico e Pedagogista

Ma a quarant’anni di distanza quel percorso appare ancora incompleto e discontinuo, malgrado il neonato Decreto attuativo della Buona Scuola n. 66/17 conserva dei coni d’ombra e, anche grazie a buone prassi, lancia nuove sfide non ancora compiutamente raccolte.

Su tale scenario in “chiaroscuro” è intervenuto di recente il Direttore dell’I.Ri.Fo.R. Gianluca Rapisarda.

Dichiara Gianluca Rapisarda: “L’attuale modello di inclusione, snaturando i suoi originali ed iniziali principi pedagogici e didattici, è divenuto sempre più assistenziale ed inefficiente. Nel sistema odierno possiamo facilmente notare quelli che potrei definire gli storici punti deboli del nostro processo di inclusione: la carente ed insufficiente formazione specifica di molti insegnanti specializzati, la diffusa impreparazione dei docenti curricolari, del personale ATA e del contesto scolastico nei confronti degli allievi disabili. A ciò si aggiunga l’ormai consolidata e perversa delega al solo docente per il sostegno dell’alunno/studente con disabilità, con la conseguente ed inevitabile emarginazione e ghettizzazione di quest’ultimo nelle famigerate “aule di sostegno”.

Precisa il Direttore scientifico Gianluca Rapisarda: “Per assicurare il pieno successo scolastico degli alunni/studenti con disabilità, occorrerebbe invece promuovere finalmente un’adeguata e specifica azione formativa di massa di tutto il personale scolastico e non solo dei docenti specializzati. I focus sono la didattica inclusiva e la pedagogia speciale, una reale continuità didattica che passi però da un Piano serio e strutturale di assunzione dei docenti di sostegno con un loro definitivo transito nell’organico di diritto”.

Prosegue Gianluca Rapisarda: “Non basta però solo un’adeguata formazione specifica sulla Didattica inclusiva e sulla Pedagogia speciale dei docenti per il sostegno e curricolari, ma soprattutto, è indispensabile realizzare contesti “flessibili”, dotati di ambienti, strumenti e materiali resi accessibili anche grazie alla presenza costante di figure educative di riferimento quali gli educatori socio-professionali, gli assistenti alla comunicazione e i pedagogisti esperti in scienze tiflologiche.

L’attuale distorto modello inclusivo italiano tutto incentrato sull’insegnante di sostegno ha infatti azzerato la funzione di “sostegno” del contesto, provocando pertanto pure la marginalizzazione delle predette “irrinunciabili” figure educative.”

Chiarisce il Direttore Gianluca Rapisarda: “Sottolineare oggi la loro importanza non significa voler eliminare l’insostituibile ruolo inclusivo dei docenti specializzati, ma riaffermare e riproporre finalmente la necessità della specificità pedagogica e tiflologica per assicurare il pieno successo formativo ed effettive pari opportunità ai nostri ragazzi.

Proprio per tale motivo, l’UICI con  i suoi Enti collegati, riuniti nel cosiddetto Network per l’Inclusione Scolastica (NIS), ha ultimamente elaborato una proposta formativa basata su Master universitari di I° e II° livello per fornire un’efficace ed appropriata preparazione rispettivamente agli Assistenti alla comunicazione ed ai Pedagogisti esperti in scienze tiflologiche.”

Continua il Direttore scientifico Gianluca Rapisarda: “In proposìto, convinti più che mai dell’urgenza di dover incardinare nel sistema tali “profili” professionali, rimasti ancora nel limbo a causa del loro mancato riconoscimento giuridico, siamo gravemente preoccupati e riteniamo inaccettabile l’empasse” in cui attualmente langue la recente proposta di legge approvata alla Camera C2656 ed ancora depositata al Senato (PDL 2453), istitutiva delle figure dell’Educatore socio pedagogico e del Pedagogista, alla quale la nostra UICI ha suggerito di armonizzare la sua succitata proposta formativa.

Un’altra occasione da cogliere al volo per superare questo momento di “stagnazione” può e deve finalmente essere rappresentata dall’articolo 3, comma 4 del recente Decreto Legislativo 66/17, attuativo della Legge sulla cosiddetta Buona Scuola, il quale stabilisce che «entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono individuati i criteri per una progressiva  uniformità su tutto il territorio  nazionale della definizione dei profili professionali del personale destinato all’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione personale […], anche attraverso la previsione di specifici percorsi formativi.»

Conclude Gianluca Rapisarda: “L’auspicio è che la nostra classe dirigente e la Conferenza Stato-Regioni non si facciano sfuggire i “civilissimi” provvedimenti di cui sopra, perchè essi potrebbero costituire due fondamentali e strategici strumenti di crescita del cammino verso un’inclusione davvero di qualità degli alunni con disabilità del nostro Paese.”

L’articolo Rapisarda: c’era una volta PDL che istitutiva l’Educatore socio-pedagogico e Pedagogista sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

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Fonte Sostegno – Handicap – Orizzonte Scuola

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