Quando votare diventa un’umiliazione

«Da quando ho la maggiore età – scrive Maria Pia Amico, donna con disabilità – ho sempre potuto votare senza riscontrare grossi problemi, tranne che in occasione dell’ultima consultazione elettorale. Quando infatti mi sono recata al seggio, il presidente dello stesso non mi ha degnato di uno sguardo, e si è rivolto a mio nipote, con tono arrogante e malfidente, per sapere se avessimo il certificato medico. È stata un’umiliazione che mi ha confermato quanta strada ci sia ancora da fare verso una completa inclusione e comprensione del mondo della disabilità»

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Fonte Superando.it

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