Quando le persone con disabilità diventano un “costo”

La discriminazione di Bumikka – scrive Domenico Massano – quindicenne ragazza irlandese con sindrome di Down che si è vista rifiutare il visto per trasferirsi in Nuova Zelanda, perché non dimostrerebbe uno “standard di salute accettabile” e potrebbe “caricare di costi significativi” il sistema sanitario ed educativo del Paese, mette in luce sia le molte facce del razzismo, sia l’illimitata violenza discriminatoria insita in ogni discorso in cui si riduce la persona a “costo”, così com’era accaduto negli anni scorsi per vicende analoghe»

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Fonte Superando.it

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