Quando le cose cambiano

Chiediamo sempre, ai nostri speaker, che cosa sia per loro l’ispirazione. Quale sentimento interiore, quale spinta, quale emozione li coinvolga così tanto da dar vita a quel che fanno, a intraprendere nuove strade, a percorrere sentieri più ripidi.

Chiediamo sempre di parlare di quel qualcosa che li motiva a muoversi, a non restare fermi, ad agire.

In poche parole, chiediamo sempre loro di descrivere la miccia, quella che poi, man mano che brucia, fa esplodere il cambiamento.

Il cambiamento sarà il filo conduttore di questa nuova edizione di InspiringPR. Quale altro tema potrebbe essere più azzeccato? Ne siamo immersi, continuamente:

il cambiamento è ciò che più ci motiva, più ci plasma, più dà un senso alla nostra esistenza, aprendo dinnanzi a noi l’ignoto, lo sconosciuto, l’invisibile. Che possiamo e dobbiamo saper fare nostro.

Ce l’ha detto anche Massimo Russo: “L’ispirazione nasce nel momento in cui si riesce a volgere lo sguardo verso il futuro senza lasciarci distrarre dal passato, […] non negando il cambiamento ma cercando di capire quali sono le opportunità straordinarie e le nuove responsabilità che ne derivano”.

Opportunità, responsabilità, mettersi in gioco. Senza però dimenticare da dove si viene, ci ricorda Vincenza Gargiulo. E senza avere il timore di guardare a dove possiamo arrivare, aggiunge Vittorio Cino: “Bisogna andare contro corrente, essere anticonformisti!”, nella vita e nel lavoro. Bisogna cambiare, abbracciare le trasformazioni, farle nostre, lasciarci guidare dal nuovo, rompendo gli schemi entro quali a volte ci confiniamo. Perché “se non rompiamo le bolle, prevale sicuramente la noia!”, sottolinea Barbara Sgarzi. E anche perché, continua Irene Graziotto, “non possiamo mai pensare di star lavorando in un quadro fermo”: come suggerisce DinoAmenduni, “si deve continuare a sperimentare”. Anche questo è cambiamento.

Soprattutto quando entra in gioco la paura. Ce n’è tanta quando, all’improvviso, niente è più come prima. E ci vuole una dose massiccia di coraggio e determinazione per non affondare: “Nasce la necessità di ridisegnare se stessi, di trovare un altro modo per definirsi, ma è un processo critico e non tutti ci riescono”, spiega Massimo Cirri.

“È un sistema strano: tu mentalmente vivi tutti i giorni una storia, e questo cumulo di storie diventano la tua storia, della tua vita, e una volta che impari come funziona, che impari che certe volte puoi cambiarla, che puoi modificare ciò che fai, finisce che modifichi ciò che diventi”: ne è convinto Federico Favot, che di punti di svolta ne sa qualcosa. Concorda anche Ibrahim Kane Annour, che per sopravvivere a torture e prigionia ha stravolto la sua intera esistenza, passando dalla tranquillità e dalla semplicità del deserto africano ai ritmi frenetici e alle strane regole del mondo occidentale.

E potrei continuare per ore a raccontarvi come il cambiamento sia una parte fondamentale delle vite di ognuno dei nostri speaker. Così come lo è di ognuno di noi. Potrei raccontarvi di come Don Alessio Geretti abbia, con la sua passione per l’arte, cambiato le sorti della piccola comunità di Illegio; di come Fiorenzo Galli si stia battendo per far sì che i musei accolgano il cambiamento e si rivoluzionino per garantirsi un futuro; di come secondo Nereo Sciutto anche i motori di ricerca che tutti usiamo quotidianamente siano soggetti a un cambiamento epocale, quello che dalle macchine riporta al centro le persone. O di come Milton Masciadri con le sue note, sia in grado di cambiare l’animo di chi l’ascolta, e trasformare la tristezza in gioia, la sofferenza in piacere, la rabbia in tranquillità.

Ma, alla fine, è tutta una questione di scelte. Accogliere o respingere? Accettare o rifiutare? Approvare o negare? “Se vuoi essere ispirato devi tornare a credere nella vita come esperimento, come avventura […], devi decidere cosa fare di fronte all’incontro, se dire sì o dire no”, conclude Daniele Lago. “Ho sempre scelto di accogliere e di imparare da ciò che è diverso da me, perché solo dal diverso posso imparare cose nuove”.

Perché solo accogliendo, accettando, approvando, solo cambiando, possiamo crescere. Rinascere. Perdere, per poi ritrovarci, con più forza e coscienza di prima.

Perché quando le cose cambiano, succedono meraviglie.

Fonte: InspiringPR

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