Proposte emendative al Decreto scuola. Lettera

Lettera

Premessa:

I docenti con servizio pregresso nella scuola paritaria (o servizio misto, ossia paritario e statale in qualsivoglia ordine) osservano che qualche passo avanti è stato compiuto, riconoscendo l’incostituzionale discriminazione che in un primo momento vietava persino l’accesso alla procedura straordinaria ai fini dell’abilitazione.

Tuttavia trattasi di una miglioria davvero molto parziale e incompleta: la parità sostanziale tra istituti statali e istituti paritari riconosciuta, a chiare lettere, dalla legge n.62 del 10/03/2000, risulta ancora sconfessata.

Come si risponderà ai ricorsi che presenteranno quei docenti delle paritarie che acquisissero il punteggio richiesto per l’abilitazione e, grazie a questo e al servizio maturato, rientrassero, in linea teorica, entro i primi 24.000 candidati?

Oltre al versante giuridico si segua il buon senso: perché negare la possibilità di accedere al ruolo a coloro che fossero regolarmente inseriti nelle graduatorie di terza fascia? Si ricordi che il servizio paritario attribuisce, in tali graduatorie, il medesimo punteggio di una scuola statale, poiché entrambe le istituzioni fanno parte del sistema scolastico nazionale,
svolgono servizio pubblico e rilasciano titoli aventi valore legale (secondo la già citata legge n.62 del 2000).

Obiettivi:

1) Abilitazione per tutti i precari storici che hanno maturato trentasei mesi o più di servizio nelle scuole appartenenti al sistema scolastico nazionale.

2) Possibilità di accesso al ruolo, tramite procedura concorsuale straordinaria, per i precari storici inseriti nelle graduatorie di terza fascia (ferma restando la regolarità della relativa posizione contributiva, come opportunamente richiesto dall’attuale decreto).

Emendamenti:

1) Possibilità di accesso al ruolo, tramite concorso straordinario, anche per gli insegnanti delle paritarie inseriti in graduatoria di terza fascia e con regolare posizione contributiva. Non esistono diverse categorie di docenti tra coloro che sono inclusi nelle graduatorie da cui lo stato può attingere. Se esistessero, verrebbe meno il principio costituzionale di parità.

2) Aumentare la platea dei candidati che possono essere assunti tramite concorso straordinario. 24.000 è una cifra davvero esigua se rapportata all’ingente numero di cattedre vacanti. Lo stesso decreto si prefigge, nel suo incipit, l’obiettivo di “porre rimedio alla grave carenza di personale di ruolo nelle scuole statali e (di) ridurre il ricorso a contratti a termine”.

3) Possibilità di prepararsi in maniera adeguata alla prova concorsuale straordinaria. Questo implica un programma più chiaro e specifico rispetto a quello a cui ora si fa riferimento. Trattasi di una prova destinata a docenti che quotidianamente lavorano a scuola: si valuti effettivamente il servizio che prestano e hanno prestato, si consideri che il tempo di studio a disposizione è naturalmente ridotto e condizionato dagli impegni didattici ed educativi. Si forniscano indicazioni univoche relative alla prova (ad oggi non risulta neppure chiaro se sarà uguale tra docenti delle paritarie e
docenti dello stato… differenziarle sarebbe naturalmente insensato), si attuino strategie volte in queste direzioni.

4) Indizione di un percorso abilitante speciale contestuale al bando del concorso straordinario, dunque con tempi e modalità certi.

5) Inclusione dei docenti IeFp nella procedura concorsuale straordinaria.

Breve annotazione:

Constatato che nessun sindacato seduto al tavolo delle trattative ha rappresentato e tutelato i nostri diritti, nei giorni successivi al 10 ottobre i docenti delle paritarie si sono mobilitati autonomamente, attraverso una rete formatasi grazie a raccolta di firme, petizioni, contatti social, etc.

Riterrei pertanto opportuno che una delegazione di insegnanti della scuola paritaria possa essere accolta e ascoltata dalle parti politiche protagoniste del prossimo iter parlamentare, al fine di un dialogo costruttivo che miri ad emendare nel migliore dei modi, secondo logica e normativa, la forma attuale del decreto.

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Fonte Orizzonte Scuola

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