Prima e dopo il 2 Aprile

«Penso – scrive Gianfranco Vitale, padre di un uomo con autismo – che non possa essere la retorica ridondante di una giornata come quella del 2 Aprile, a cambiare il senso degli altri 364 giorni dell’anno, segnati dall’isolamento e dall’abbandono, nostro e dei nostri figli. La realtà che viviamo poco ha in comune con la “festa” e la “celebrazione”. Se non assumiamo consapevolezza del nostro ruolo, possiamo essere certi che passata l’ubriacatura del 2 Aprile, i problemi si ripresenteranno il giorno dopo in tutta la loro gravità, drammaticità, complessità»

Leggi Tutto

Fonte Superando.it

Powered by WPeMatico

Facebook Comments
Vai alla barra degli strumenti