Prima della Legge 180

norberto-bobbioLa Conferenza Nazionale per la Salute Mentale è stata un momento di grande entusiasmo, passione e partecipazione. Riteniamo tuttavia che ritornare alle radici e, per i più giovani, leggere quanto accaduto in quegli anni possa diventare un concreto momento di crescita, di cui proprio nei giorni romani abbiamo sentito il bisogno.

Prima della legge 180. Psichiatri, amministratori e politica (1968-1978) è la ricerca  di Daniele Pulino con l’introduzione di Maria Grazia Giannichedda. Il decennio che precede la legge di riforma sanitaria sembra essere oggetto della smemoratezza che domina i nostri giorni. Come se la legge 180 con tutta la sua radicalità e con la profonda intenzione trasformativa fosse capitata per caso nella commissione presieduta da Tina Anselmi quel mattino del 13 maggio 1978. Gli anni ‘70 invece furono ricchissimi di ricerche, esperienze, dibattiti e conflitti che a volte sembrarono impedire qualsiasi altro sviluppo. Il racconto di quegli anni nel libro di Daniele Pulino rimette in gioco con urgenza parole e scelte di campo che costituirono l’orizzonte di quanti si interrogavano sulla questione psichiatrica.

«L’unica riforma realizzata dal dopo guerra a oggi!» – così si esprimeva in un’intervista sulla democrazia, realizzata nel 1985 per l’Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche prodotta da Rai Educational Norberto Bobbio. «Si può distinguere un provvedimento di riforma da un provvedimento non di riforma. Quali sono le ragioni per cui si dice che una legge è una legge di riforma? Legge di riforma vuol dire che in qualche modo trasforma la società presente in quanto è ispirata a un valore importante, un valore ideale non riconosciuto in quella determinata circostanza. Io faccio l’esempio della legge che ha liberalizzato i manicomi. Noi oggi diciamo che è stata una riforma, buona o cattiva. Certamente è stata una riforma proprio perché era ispirata a un valore fondamentale che è quello della libertà, della liberazione. Della liberazione anche di coloro che nella storia dell’umanità sono stati considerati come coloro che non potevano essere liberati, che non avevano diritto di essere liberati. Quindi riconoscere a queste persone il diritto di esser liberi come gli altri, questa è una grande trasformazione. È una trasformazione della società che si ispira a un valore fondamentale: per questo si può dire che è una legge di riforma.»

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Fonte forumsalutementale.it

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