Poesie sulla montagna

Scoprite tante poesie sulla montagna in questa sezione di poesie.

LEGGETE ANCHE: Poesie sulla Terra – Poesie sulla primavera – Storie e leggende di primavera –  Poesie sugli alberi

Indice delle poesie sulla montagna

  1. Montagne care (testo di: Emily Dickinson)
  2. Dolomiti (testo di: Antonia Tozzi)
  3. Sull’Ortobene (testo di: Sebastiano Satta)
  4. In un grigio squallor di nebbia impura (testo di: Giovanni Bertacchi)

Poesie sulla montagna

I classici

Montagne care

Testo di: Emily Dickinson

Montagne care, voi non mi mentite
non mi mandate via, né mai fuggite.
Quegli occhi sempre fissi sempre uguali
mi guardano lontani, viola, lenti
quando fallisco o fingo, o quando invano
mi attribuisco titoli regali.

Mie potenti madonne, sotto il colle,
abbiate cara la monaca riottosa
che si dedica a voi completamente.
Il suo ultimo gesto di pietà
quando il giorno svanisce su nel cielo
è levare lo sguardo verso voi.

Dolomiti

Testo di: Antonia Pozzi

Non monti, anime di monti sono
queste pallide guglie, irrigidite
in volontà d’ascesa. E noi strisciamo
sull’ignota fermezza: a palmo a palmo,
con l’arcuata tensione delle dita,
con la piatta aderenza delle membra,
guadagniamo la roccia; con la fame
dei predatori, issiamo sulla pietra
il nostro corpo molle; ebbri d’immenso,
inalberiamo sopra l’irta vetta
la nostra fragilezza ardente. In basso,
la roccia dura piange. Dalle nere,
profonde crepe, cola un freddo pianto
di gocce chiare: e subito sparisce
sotto i massi franati. Ma, lì intorno,
un azzurro fiorire di miosotidi
tradisce l’umidore ed un remoto
lamento s’ode, ch’è come il singhiozzo
rattenuto, incessante, della terra.

Sull’Ortobene

Testo di: Sebastiano Satta

Meriggiano le pecore e i pastori.
Elci e felci non fremono a una stanca
Ala di vento; il mare si spalanca
Da monte Bardia fino a Galtellì.

L’ombra di un volo e un grido di rapina:
L’aquila. Con un dondolio lento
Si rimescola il branco sonnolento:
L’ombra dilegua in seno al mezzodì.

In un grigio squallor di nebbia impura

Testo di: Giovanni Bertacchi

In un grigio squallor di nebbia impura
si perdono lassù l’estreme rupi;
quanta forza di secoli, o natura
questi orror ti foggiava ispidi e cupi?

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Fonte portalebambini.it

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