Pierluigi Cappello, “poeta per condizione biologica”

Così si definiva Pierluigi Cappello, scomparso all’inizio di ottobre, che aveva vissuto in carrozzina da quando aveva 16 anni, ma che sempre sottolineava di essere diventato poeta “malgrado” la sua fragilità fisica e “non grazie” ad essa. E non solo poeta, era diventato Cappello, ma uno dei principali del nostro Paese, senza mai dimenticare il profondo attaccamento alla sua terra friulana, dov’era nato. «Aveva trasformato la sua vita stessa in versi – scrive Laura Sandruvi – usando la poesia per guardarsi l’anima, profonda e delicata, un viaggio solitario in questo suo luogo interiore»

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