Pensione con contributi: l’aspettativa di vita incide sull’importo dell’assegno

contributi figurativi

Due docenti, ex colleghi di scuola primaria: possibile che, a parità di contributi, l’importo della pensione del primo sia diversa da quella del secondo? Non si tratta di un errore nel calcolo Inps. Vediamo insieme perché.

Ci scrive a tal proposito Marcello M. da Verona: “ho 63 anni e 44 anni di contributi e ho fatto domanda di pensionamento tramite legge Fornero. Tuttavia al pagamento della prima mensilità ad aprile, ho constatato di aver preso un importo inferiore a quello di un mio collega dello stesso istituto andato in pensione a 65 anni ma con lo stesso montante contributivo. Come è possibile? Il fatto di aver iniziato a lavorare prima non avrebbe dovuto essere un elemento a mio favore? Perché lo sto subendo come una discriminante?“.

In pensione con i contributi: l’età non conta?

Di questo paradosso ci siamo occupati proprio di recente, riportando il comunicato Sisa su quello che è stato definito come l’”inghippo” della pensione contributiva, che a molti sfugge (o che molti liquidano come “decurtazione” ma che più propriamente ha una motivazione diversa). Quello che infatti appare come un paradosso, ovvero pensioni di importo diverso a parità di contributi, si spiega partendo da un presupposto: l’importo mensile varia in base all’aspettativa di vita. E il paradosso appare ancora più evidente, come ci ha fatto giustamente osservare il nostro lettore, perché, applicando questo sistema, viene discriminato proprio chi ha iniziato a lavorare prima (il che, a ben vedere, dovrebbe essere al massimo considerato un merito e non un motivo ulteriore di vessazione).

 

 

 

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Fonte Orizzonte Scuola

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