Partecipanti concorso 2018 ai sindacati: ecco cosa chiediamo per nostra stabilizzazione

In occasione dell’imminente partecipazione dei sindacatati al tavolo contrattuale del Governo previsto il 6 maggio 2019, per cercare di arrivare ad un accordo risolutivo sul problema del precariato storico, il direttivo dell’associazione Coordinamento Nazionale Docenti Abilitati (CNDA) e quello del Coordinamento Nazionale TFA (CNT) chiedono risposte sulla condizione dei circa 36.000 docenti precari abilitati che hanno partecipato al concorso riservato DDG 85/2018.

Teniamo a sottoporre ancora una volta alla vostra attenzione le scelte politiche di Governo che hanno minato il Concorso riservato agli abilitati, mettendo il diritto sacrosanto alla stabilizzazione docenti già formati e selezionati.

A tale proposito vogliamo sottolineare come, a seguito dell’accordo che porterà alla stabilizzazione dei docenti di terza fascia con trentasei mesi di servizio, si possano creare delle condizioni tali da compromettere irrimediabilmente l’accesso alla stabilizzazione dei docenti abilitati.

Nello specifico, si contestano le seguenti problematiche:

La mancata pubblicazione delle graduatorie per diverse classi di concorso ha impedito la copertura dei posti disponibili, perpetrando ulteriormente l’abuso di precariato che da tempo caratterizza il reclutamento scolastico.

Non solo: le percentuali del biennio 2018-2019 riservate alle assunzioni dalle graduatorie del concorso riservato, sono state colpevolmente sprecate a causa dei ritardi e delle inadempienze della Pubblica Amministrazione.

A differenza di chi verrà assunto da GAE o da GM 2016, i docenti abilitati non avranno alcun diritto alla mobilità e alla richiesta di assegnazione provvisoria.

La Legge di Bilancio 145/2018 approvata a dicembre durante l’espletamento della procedura concorsuale, non rispettando le norme giuridiche in materia di diritto del lavoro, ha creato delle disparità di trattamento tra i docenti che stanno tuttora svolgendo il monoennio FIT e i futuri immessi che svolgeranno invece l’anno di prova FIP.

Le norme contenute nella L. 145 non sono state recepite dagli USR regionali, i quali stanno tuttora procedendo alle assegnazioni della sede in cui svolgere il terzo anno FIT. Peccato che il FIT sia stato abrogato e sostituito dal FIP.

Pertanto, per tutelare i nostri diritti

 CHIEDIAMO

Di gestire il problema delle quote di accesso in ruolo da Concorso 2018. Il Concorso riservato 2018 ha già accumulato un ritardo di un anno rispetto alle previsioni di immissione al terzo anno FIT previste per settembre 2018. Il contingente 2018/19 che ci riservava il 100% di quota di ingresso è stato perso perché quasi tutte le GMR non erano pronte. Le graduatorie pubblicate entro il 31/12/2018, destinatarie di accantonamento dei posti, erano un numero esiguo. A rendere per la seconda fascia più difficoltoso il tutto, è stato permesso ai docenti di ruolo di partecipare al nostro concorso. Questa scelta ha stravolto la logica e la finalità della fase transitoria sottraendo ai partecipanti enormi chance in favore di altre categorie.

Che venga ripristinata la percentuale persa relativa al 2018.

Che venga stabilita una percentuale fissa annua di assunzione dalle graduatorie del concorso 2018 e l’impegno da parte del MIUR a concludere tutte le procedure del concorso riservato e a espletare le relative procedure di assunzione entro il 31/8/2019.

Un provvedimento che aumenti le percentuali riservate al contingente delle GMR in quanto, vista la riduzione decrescente biennale delle percentuali di ingresso, avremo il paradosso che potrebbero entrare di ruolo prima di noi gli insegnanti con 36 mesi di servizio e i docenti di terza fascia.

La rettifica del D.M 631 Crediamo che alcuni punti di questo decreto non siano errori ma una consapevole volontà di compiere un’ulteriore selezione “darwiniana”, svecchiare la classe docente e svilire il titolo abilitante. Senza il possesso del titolo abilitante il MIUR non ha consentito per vent’anni di partecipare a nessun concorso pubblico. La vera bomba sociale scoppierà a settembre quando un’alta percentuale di colleghi sarà costretta a rinunciare, essendo lontani da casa e non potendo rimanere per cinque anni relegati nella sede scelta. In seguito alla mancata rettifica del sopracitato D.M. i docenti convocati per la scelta della provincia hanno potuto scegliere esclusivamente su contingente 2018. Tutti i docenti con graduatorie pubblicate dopo il 31/8/2018 entrando in ruolo il medesimo giorno, il 1/9/2019 hanno diritto ad effettuare la scelta su tutti i posti disponibili relativi al contingente 2018 e 2019. Se avessero scelto o scegliessero esclusivamente sul contingente 2018 avrebbero dovuto essere immessi in ruolo in modo retroattivo a partire da settembre 2018. Una soluzione ragionevole a questo problema sarebbe la mobilità e/o l’assegnazione provvisoria

Queste richieste vengono fatte anche alla luce delle seguenti novità:

  1. L’aggiornamento delle GAE permetterà ai docenti inseriti in queste graduatorie (anche con riserva) e che hanno partecipato al concorso 2018 di poter accedere al ruolo tramite due canali di reclutamento, cosa impedita a noi di seconda fascia.
  2. La reiscrizione in GAE di migliaia di docenti precedentemente depennati a seguito del mancato aggiornamento nei tempi previsti.
  3. La proroga della durata delle GM 2016 con relativo scorrimento degli idonei.
  4. Le percentuali destinate alla mobilità sono passate dal 40% al 50% mentre quelle destinate alle immissioni in ruolo sono diminuite dal 60 al 50%.

 Inoltre rileviamo diverse problematiche legate alla costituzione di una graduatoria unica chiamata “graduatoria per titoli” pertanto, per garantire la tutela dei partecipanti al concorso abilitati 2018.

CONTESTIAMO

 la proposta di una graduatoria unica denominata “graduatoria per titoli”, appoggiata da alcuni sindacati di categoria che annuncia per suddetta graduatoria:

➔ L’inserimento dei vincitori di concorso,

➔ Degli abilitati ,

➔ Dei terza fascia

➔ Di coloro che hanno 36 mesi di servizio.

 che i docenti di terza fascia o con trentasei mesi di servizio e in posto utile in graduatoria entrino a fare l’anno di prova e facciano in contemporanea un percorso formativo, in quanto svaluterebbe le nostre abilitazioni.

 la creazione di un corso abilitante, seguito direttamente nella scuola presso cui il precario lavora quell’anno, che avrebbe valore concorsuale, in quanto svaluterebbe le nostre abilitazioni.

 la creazione di un TRIPLO canale con  percentuali di ingresso per accedere al ruolo dalle diverse graduatorie che ci creerebbe non pochi problemi quali la possibilità di essere scavalcati e svaluterebbe le nostre abilitazioni.

 la proposta di una percentuale di ingresso del 50%  per i docenti di terza fascia in quanto svaluterebbe le nostre abilitazioni.

*Coordinamento Nazionale Docenti Abiliti CNDA

Coordinamento Nazionale TFA  CNT

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