Parte l’adesione ai ricorsi Anief in merito all’aggiornamento GaE 2019/2021

Adesioni sul portale Anief entro il 16 maggio, termine entro il quale inviare la domanda on-line o cartacea secondo le istruzioni riportate sul sito

Alla luce degli ultimi interventi normativi successivi alla decisione dell’Adunanza Plenaria, in attesa delle decisioni del Consiglio d’Europa sui reclami collettivi, i legali dell’ANIEF chiederanno nel merito ai giudici del Tar una lettura euro-orientata relativa alla richiesta di riapertura delle GaE al personale abilitato, quale unico strumento vigente atto a risarcire l’abuso di contratti a termine, come più volte affermato dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale, in assenza di altri strumenti che consentano a chi insegna per più di 36 mesi di inserirsi in un percorso che, in tempi ragionevoli, conduca alla stabilizzazione. Rimane l’azione giudiziaria da intraprendere presso il Tribunale del lavoro contro i licenziamenti disposti per chi è entrato di ruolo con riserva ma ha superato l’anno di prova.

L’azione promossa dal sindacato è dedicata:

– a chi con Anief ha già attivato tra il 2014 e il 2018 un ricorso per l’inserimento nelle GaE ma non è ancora stato immesso in ruolo o non è stato neanche inserito in GaE con riserva (chi è di ruolo, infatti, ancorché con riserva, non può rientrare in GaE e dovrà impugnare al Giudice del lavoro il decreto di licenziamento per essere confermato nel ruolo dopo aver superato l’anno di prova);

– a chi non ha mai ricorso con Anief per l’inserimento in GaE pur avendo presentato ricorso con altri legali (indipendentemente dall’inserimento con riserva) o non ha mai ricorso per l’inserimento in GaE;

– a chi è inserito a pieno titolo nella quarta fascia delle GaE e chiede di passare in terza fascia;

– a chi è inserito nella prima fascia delle graduatorie d’istituto ma vuole cambiare la provincia o le scuole d’inclusione;

– a chi intende ottenere il riconoscimento del servizio militare prestato non in costanza di nomina.

Possono ricorrere tutti coloro che sono in possesso dell’abilitazione, ovvero del diploma magistrale, ISEF, ITP, AFAM, chi si è abilitato presso le facoltà di scienze della formazione primaria (SFP), con il TFA o PAS o ancora all’estero, chi è risultato idoneo agli ultimi concorsi, il personale educativo (per l’inserimento nelle GaE della scuola Primaria).

A chi è già ricorrente Anief e intende proseguire la sua azione per rimanere o entrare con riserva in GaE sono state inviate specifiche indicazioni e deve seguire comunque la specifica adesione.

Per tutti i nuovi ricorrenti, inclusi quelli che non hanno mai aderito ai ricorsi Anief, è necessario inviare la domanda cartacea predisposta da Anief e aderire al ricorso entro il prossimo 16 maggio, temine dell’aggiornamento.

Dopo la pubblicazione del D.M. 374/2019 di aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento per il triennio 2019/2022 e l’avvio da ieri della presentazione delle domande, Anief non perde tempo e rilancia immediatamente il suo storico contenzioso per la riapertura delle GaE a tutti gli abilitati e alle categorie equiparabili. Il sindacato, pur prendendo atto della decisione dell’Adunanza Plenaria che per due volte ha ribadito il proprio ‘no’ alla riapertura delle graduatorie ad esaurimento, nonostante le numerose sentenze favorevoli nel recentissimo passato dello stesso Consiglio di Stato, rimane convinto che tenerle chiuse sia un grave errore, soprattutto perché danneggia ulteriormente i precari che aspirano alla stabilizzazione. Il diritto dell’Unione Europea, infatti, obbliga gli stati membri a dotarsi di tutti gli strumenti atti a evitare l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi. Ebbene, le GaE oggi sarebbero l’unico strumento che potrebbe rispondere a quell’esigenza, in quanto unico canale con sbocco garantito verso il ruolo. Uno sbocco che, se le GaE fossero una buona volta riaperte, consentirebbe anche al personale non ancora abilitato di potervi entrare in futuro, vista la decisione di tornare ai concorsi abilitanti per chi supera tutte le prove (reintrodotti con l’ultima legge di bilancio) e quella, annunciata pochi giorni fa ma ancora abbastanza nebulosa, di attivare nuovi percorsi abilitanti speciali.

Anief, pertanto, chiederà ancora una volta al TAR di valutare la questione, con l’obiettivo di ottenere o la disapplicazione della normativa interna o di rimetterla alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per l’inserimento di tutti i ricorrenti nelle GaE quale unica misura riparatoria rispetto all’abuso reiterato dei contratti a termine.

“Non c’è più tempo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –. La pazienza dei precari è finita ed è giunto il momento di riaprire le graduatorie ad esaurimento, per dare respiro alle legittime aspettative di immissione in ruolo di tutto il personale costretto al precariato da troppo tempo e senza concrete prospettive di assunzione a tempo indeterminato. Anche l’ultimo concorso per abilitati ha fallito l’obiettivo, dimostrando ancora una volta che la nostra richiesta di riapertura delle GaE rimane di strettissima attualità”.

Che la strategia della perseveranza alla lunga paghi, inoltre, lo dimostra la decisione del Miur di consentire finalmente il reinserimento in GaE dei docenti che ne erano stati cancellati per mancato aggiornamento negli anni passati.

“Il diritto e la giustizia alla fine riescono sempre a incrociarsi – dichiara soddisfatto Pacifico -; abbiamo per anni portato la questione del reinserimento nelle aule dei tribunali di tutta Italia e, alla fine, anche il Miur ha dovuto arrendersi all’evidenza che questi colleghi devono potersi reinserire, recuperando il punteggio posseduto e aggiornandolo con servizi e titoli conseguiti negli anni successivi. La nostra speranza, nell’interesse della scuola italiana, è che presto si possa assistere anche alla riapertura delle GaE e alla riattivazione del doppio canale che, se adeguatamente supportato dai numeri dei posti destinati alle assunzioni, potrebbe davvero in pochi anni fare diventare il precariato solo un ricordo”.

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