Nuovo governo, istruzione forse a 5 stelle. Motivi di attrito e di convergenza: dalla chiamata diretta al precariato storico

I Ministeri al Partito Democratico

Secondo quanto riporta l’Asca, figure di rilievo vicine al Pd andrebbero a occupare caselle chiave: ai dem potrebbe toccare Esteri (favorito Gentiloni), Mef (ipotesi Padoan, ma non si esclude del tutto la permanenza di Tria), Interni (difficile Gabrielli, nella rosa anche Minniti) e forse Difesa (si fa il nome di Rosato).  La Difesa però potrebbe rimanere a M5s con Trenta, mentre non è ancora chiaro a chi toccherebbe la casella della Giustizia.

Ministero dell’istruzione

Nessun nome sul Ministero dell’istruzione, ma è chiaro che sarebbe un errore strategico cederlo al Partito Democratico, reduce da una riforma fortemente contestata e con un Movimento 5 Stelle che, secondo il nostro sondaggio, detiene ancora il maggiore consenso nel settore. Tra i nomi papabili, ovviamente, il sottosegretario uscente Salvatore Giuliano

Motivi di attrito sulla scuola tra i due partiti

Per Di Maio sono due le priorità del mondo della scuola: no classi pollaio e valorizzazione docenti. Da canto suo, il Partito Democratico in questi giorni è  impegnato ad elaborare una proposta tramite un tavolo tematico sul mondo della scuola, coordinato dalla responsabile, Camilla Sgambato, e al quale sono stati invitati sindacati, associazioni, intellettuali dirigenti e docenti.

Su alcune questioni, comunque, le due formazioni difficilmente riusciranno a trovare la quadra.

Chiamata diretta

In una intervista rilasciata alla nostra testata, Camilla Sgambato difende la chiamata per competenze istituita dalla riforma “Buona scuola”. “È giusta – ha detto – l’idea di dare alle scuole gli insegnanti in più, per sviluppare i loro progetti e migliorare l’offerta formativa, ma se alle scuole non arrivano gli insegnanti di cui hanno bisogno è un problema per i dirigenti, ma, soprattutto, per gli insegnanti che vengono mortificati nella loro professionalità.

Punto difficilmente conciliabile con la posizione dei parlamentari e delle parlamentari stellati che hanno presentato un disegno di legge per l’abrogazione e il cui iter è stato fermato dalla caduta del Governo.

Sull’abrogazione, la Sgambato si è pronunciata affermando che sarebbe “un’occasione persa”

 Alternanza scuola lavoro

Anche qui la Sgambato, sempre nell’intervista rilasciata al Vincenzo Brancatisano, si è pronunciata affermando che “è stato un grave errore smantellare l’alternanza scuola lavoro.” Il riferimento è ovviamente la riforma a firma Lega e M5S che ha ridotto il numero delle ore.

Sistema di reclutamento

Anche questo un argomento in cui ci sono alcuni motivi di attrito. Infatti, la Sgambato ha criticato la cancellazione del FIT che inseriva i docenti vincitori di concorso in un percorso formativo di tre anni voluto dal Governo uscente. Indicando nel concorso la via maestra.

Pas e concorso straordinario

Su questo argomento forse gli attriti potrebbero venire a mancare. Non è un segreto che il Movimento 5 Stelle aveva fortemente criticato il percorso PAS e concorso straordinario elaborato dalla Lega, perché a suo dire non era molto selettivo e aveva aspetto di sanatoria.

Termine sanatoria utilizzato anche dalla Sgambato: “Penso che il governo abbia deciso di procedere con una sanatoria che, come tutte le sanatorie, temo non risolverà i problemi strutturali che si ripresenteranno tra qualche anno.”

Aumenti stipendiali

Anche qui, pochi motivi di attrito. Entrambe le forze politiche hanno parlato di aumenti stipendiali, il PD con la Sgambato ha anche azzardato una cifra pari a 2.150 euro. Cosa accadrà, in caso di accordo tra PD e M5S, lo sapremo nel momento della prima finanziaria utile.

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Fonte Orizzonte Scuola

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