Nuovo anno scolastico, ripartono le chat dei genitori: alcuni consigli utili

Ma, così come i neo alunni hanno bisogno di qualche dritta su come affrontare al meglio l’anno scolastico che verrà, anche gli stessi genitori devono evitare di cadere in alcuni “errori”.Ormai sempre più spesso si sente parlare delle chat scolastiche create dai genitori per “comunicare” e tenersi informati su ciò che accade all’interno (e non solo) dell’istituto.

Ma veramente si pensa che questa modalità comunicativa possa giovare ai propri figli? A mio avviso, la comunicazione mediata non è mai la soluzione più giusta. I nostri figli imparano da noi, ci imitano, e per questo dobbiamo essere i primi a trasmettere loro l’importanza dell’empatia e  dei rapporti diretti. Non ho mai approvato l’utilizzo di queste chat che ritengo esclusivamente per uso e consumo dei genitori stessi e non un metodo per preoccuparsi dei propri figli.

Queste chat sono progettate per creare l’illusione di un contatto rapido e veloce…Si è portati a pensare che, grazie alla tecnologia, si potrà avere una risposta immediata di fronte a qualsiasi interrogativo verrà posto all’interno del gruppo whatsapp. “Veloce e comodo, posso sapere tutto ciò di cui ho bisogno semplicemente inviando un messaggio. E posso farlo mentre sono a lavoro, al supermercato o anche da casa”, è questa l’osservazione più diffusa, ma in realtà è solo un apparente vantaggio che si camuffa con una finta ottimizzazione del tempo. Ma poi, di che tempo parliamo? Non certo un tempo di qualità. Perché il corpo e la mente in quel momento sono proiettai verso un’altra priorità, lontana anni luce dal benessere del ragazzo.

Dove sono finite quelle mamme che si ritrovano al di fuori dell’istituto o alle feste di compleanno per dialogare sulla mole di compiti assegnati in classe o sul nuovo insegnante? Sicuramente il tran tran della quotidianità molto spesso non lascia alternative e il tempo da dedicare a queste situazioni rischia di essere sempre di meno. Si pensa di poter ovviare a questa mancanza tramite il proprio smartphone, ma non è così. Dobbiamo tornare ai rapporti umani diretti e non mediati. Deve tornare di moda il dialogo tra genitori, alunni e insegnanti. E per farlo c’è bisogno di tornare a comunicare (anche) offline. Solo così riusciremo a ritrovare quell’empatia e quel legame che un semplice strumento, come un cellulare, è riuscito a far dimenticare.

Ma, nel caso in cui non si riuscisse a fare a meno di questa chat, o ci si trovi ormai già inseriti, è necessario non perdere di vista alcuni accorgimenti:

  •  La prima cosa da fare, una volta aggiunti in chat, è sicuramente “presentarsi”. Lo so, può sembrare un’osservazione banale, ma molto spesso fra genitori non ci si conosce più. Si rischia di incontrarsi per strada e non sapere di avere di fronte la persona con cui abbiamo chattato fino a pochi minuti prima.
  • Rispettare degli orari e non scriversi a tutte le ore. Ricordando che soprattutto nelle ore serali sarebbe bene dedicare del tempo ai propri figli e non al proprio cellulare.
  • Cercare di rispettare il più possibile lo scopo per cui è stata creata la chat, cioè non pubblicare o condividere contenuti che possono generare confusione e inutili perdite di tempo tra i contatti.
  • Ricordarsi che il gruppo non è una chat privata e i messaggi rivolti solo a un numero limitato di genitori dovrebbero essere fatti esternamente.
  • Evitare di litigare

Detto questo, continuo a ribadire che se si analizzano singolarmente le voci sopra indicate, non ve ne è nessuna così vantaggiosa ed esclusiva da non poter esser sostituita da un rapporto face to face. Essere connessi 24 ore su 24 e in tempo reale con gli altri genitori crea un contenitore di ansia da prestazione che rischierebbe di rovinare anche il miglior genitore del mondo.La chat nuoce gravemente alla salute delle relazioni per due motivi: è un amplificatore delle piccole cose (classico della dinamica di gruppo) e un generatore di ansia da prestazione del genitore (che comunque tenderà a fare confronti con gli altri bambini).

Sulle chat di gruppo passa sempre quello che non serve. E non passa quello che serve….Ripeto meglio una chiamata o ancor meglio una bella chiacchierata!

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Fonte Orizzonte Scuola

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