No PAS sostegno: non sia il Paese delle sanatorie. Lettera

Lettera

Ebbene no illustri Ministro, Viceministro, Sottosegretari,  gli Specializzandi per il Sostegno questa volta non ci stanno. Ci avete chiesto merito e rispetto delle regole: abbiamo dimostrato il merito (rapporto medio di un vincitore ogni venticinque candidati in molti Atenei) e ci aspettiamo la Vostra tenuta sulle regole.

E invece assistiamo prima al ripescaggio massivo degli idonei, ora a slogan preelettorali su Pas per il sostegno. E noi?

Noi che abbiamo superato tre prove selettive nazionali siamo lontani da qualsiasi riconoscimento.

Ma l’emergenza sostegno c’è o non c’è? Troppo comodo tirarla fuori come ha fatto nei giorni scorsi qualcuno solo per fare consensi.

Secondo il dossier Cisl-scuola ben l’87% dei posti sul sostegno sono scoperti e nell’a.s. 2017/2019 solo 16 833 supplenze sono state assegnate a docenti specializzati, a fronte dei 67 990 posti in totale da coprire.

Questo inquietante quadro evidenzia una vera e propria piaga sociale, una silenziosa emergenza che continua a crescere a discapito dei diritti dei più deboli.

Cosa proponiamo dunque? Semplice: selezione, formazione e inserimento diretto del personale specializzato. La selezione l’abbiamo superata, la formazione la stiamo completando: rimane la stabilizzazione.

A questo proposito sorge spontaneo chiedersi: perché un’ulteriore selezione?

Se così fosse, si dilaterebbero ulteriormente i tempi e si accrescerebbero i costi per lo Stato, senza valorizzare le risorse già pronte, ovvero gli attuali specializzandi.

Autorevoli voci nel mondo della Scuola, tra cui quella del Sottosegretario al Miur On. Dott.ssa Lucia Azzolina, hanno indicato come naturale esito di questo Corso di Specializzazione che ci ha selezionato in ingresso e continua a farlo in itinere e in uscita, l’inserimento diretto.

I nostri ragazzi meritano personale motivato e specializzato, non colleghi sempre diversi ogni anno e privi delle necessarie competenze: se bastasse la sola esperienza sul campo a formarci, allora non avrebbe senso specializzarsi.

In attesa di un confronto più puntuale, che sciolga i numerosi nodi ancora irrisolti, Vi chiediamo dunque di rivedere la procedura di immissione in ruolo degli Specializzandi sul sostegno, lasciando come unica prova l’orale, come è stato per i colleghi specializzati che ci hanno preceduto nel concorso  2018 (GU n. 14 del 16 febbraio 2018).

Vi chiediamo inoltre di porre un deciso veto a chi vuole liberalizzare il settore sostegno, gettando la Scuola nel caos per i prossimi vent’anni con un nuovo esercito di precari.

Il nostro è un invito a iniziare un nuovo corso, inserendo in ruolo e dunque valorizzando in primis chi ha fatto del Sostegno una scelta di vita, ha superato la durissima selezione iniziale rispettando le regole e si dedica al percorso con passione e dedizione assoluta.
Gli Specializzandi a.a. 2018/2019

Spero che la vostra redazione lo pubblichi in attesa di un riscontro
Distinti saluti

#specializzandisostegno #nopassostegno

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