No ai PAS. Lettera

Insegno sul sostegno nella scuola secondaria di secondo grado, lavoro lontano da casa, da mia moglie, e dai miei 4 figli.

Insegno con passione e dedizione, quest’anno mi sono stati affidati 5 ragazzi e di questi, 3 famiglie hanno chiesto che io venga rinconfermato per l’anno successivo.

Qual e’ il mio problema??

Io, non sono precario “storico”, anche se ho più giorni di lavoro effettivo di chi ne ha 180×3, purtroppo sono distribuiti male.

Il Pas non può essere considerato una forma speciale una tantum, non mi sembra una mossa giusta per risolvere il precariato.

24000 fortunati andranno subito al ruolo e gli altri? Marciranno in seconda fascia e chiuderanno ancora di piu’ la strada a chi appartiene a cdc sature? E io e tanti altri che fine faremo? Saremo superati da chi ha servizio dal primo febbraio agli scrutini x3, oppure da chi aveva punteggi cosi’ bassi, da non avere speranze nella statale e da rifugiarsi nelle paritarie? Dove è il merito??

Non le chiedo come mai, lei che ha sempre parlato di equo concorso (seppur con supervalutazione del servizio e una quota x di posti riservati) in una notte sia sceso a compromessi con i sindacati, sicuramente ci sono sotto interessi piu’ grandi di me che non mi competono. Le chiedo pero’ di rivedere le sue posizioni, perche’ la scuola non è fatta solo dai 55506 precari, Lei, in qualita’ di ministro deve salvaguardare gli interessi di tutti.

Sperando in una sua riflessione concreta la saluto cordialmente

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Fonte Orizzonte Scuola

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