Mobilità, “Docenti in movimento Caserta”: troppi i trasferimenti con 104/92

Detta impossibilità ad ottenere il tanto sospirato trasferimento nei propri luoghi di residenza, risiede nella maggior parte dei casi, nelle precedenze previste dalla legge 104/92 di cui sono in possesso alcuni colleghi avendo una disabilità personale o dovendo assistere un loro prossimo congiunto disabile, ovvero figlio o coniuge.

Tutto ciò, naturalmente, rispetta pienamente le condizioni e le ragioni di una legge che tutela il lavoratore con disabilità personale o di un congiunto. Tuttavia, ciò che lascia perplessi è l’eccessivo numero dei trasferimenti avvenuti in virtù della suddetta legge.

A tal proposito, giova segnalare alcune indagini avviate in diverse province, tra cui quelle di Agrigento e Salerno.

Il Pubblico Ministero del Tribunale di Agrigento, a conclusione delle indagini preliminari, ha notificato cinquantaquattro avvisi di garanzia nell’ambito del secondo filone d’inchiesta sulla cosiddetta “fabbrica dei falsi invalidi” che ha anche portato all’arresto, nel settembre del 2014, di diverse persone condannate. Inoltre, i poliziotti della Digos hanno notificato il provvedimento nei confronti di quattordici medici, accusati di aver rilasciato false certificazioni per patologie inesistenti o accentuate rispetto alla reale entità e a quaranta pazienti che, grazie a certificati falsi, avrebbero beneficiato di precedenze di vario tipo.

Ancora, a Salerno è partita un’inchiesta scattata in seguito alla richiesta di accesso agli atti presentata dai docenti che non hanno ottenuto il trasferimento perché scavalcati da colleghi che sono stati trasferiti in virtù della legge 104/92, nonostante avessero pochi anni di servizio e di conseguenza punteggi molto bassi.

Nel ribadire il giusto diritto delle persone con reali e gravi disabilità (ricordiamo che per ottenere l’art.3 comma 3 della L. 104/92 occorre avere una invalidità che sia pari o superiore al 67%) appare evidente che tale istituto, negli ultimi tempi, sia stato molto utilizzato in diverse province, soprattutto del Sud Italia, in maniera fraudolenta, come le suddette indagini stanno dimostrando.

Ciò premesso, appare chiaro che l’andamento attuale, che segue l’applicazione del diritto dei disabili, di ottenere il trasferimento con scelta prioritaria della sede, introdotta dalla L. quadro 104/92, deve subire una revisione.

Vogliamo essere chiari: in nessun modo vogliamo ledere i diritti delle persone disabili, ma altresì vogliamo trovare una soluzione alla disparità verificatasi nell’andamento attuale, che, come è stato dimostrato in sede penale, genera e favorisce condotte fraudolente, a scapito di coloro che non commettono illeciti.

Come si evince dai documenti dei CSA delle maggiori province del Sud, per quanto riguarda la scuola primaria e dell’infanzia, nelle cdc comune e sostegno negli anni 2019, 2018, 2017  il 99% dei trasferimenti interprovinciali sono stati ottenuti da personale beneficiario della precedenza prevista dal c.c.n.l- cioe’ il possesso della l.104/92.

Tale esito, capovolgendo completamente le motivazioni alla base della suddetta legge, che dovevano garantire il rispetto dei diritti alle categorie più vulnerabili, stanno impedendo di fatto la possibilità, ai docenti che meritatamente, con l’accumulo di punti di servizio e formazione professionale, desiderano tornare nelle province di residenza. Questo accade perché la normativa prevede che il trasferimento debba essere concesso in base ad apposite graduatorie, ordinate secondo un punteggio determinato dagli anni di servizio.

Essendo però concesso ai docenti in possesso della L.104/92 di scegliere prioritariamente la sede, chi non possiede tale requisito, viene sistematicamente escluso, essendo tali graduatorie costituite esclusivamente dai beneficiari della suddetta legge.

In altre parole, sta avvenendo l’inverso di quanto ideato inizialmente: i docenti senza precedenza prevista dal c.c.n.l. sono vittime di discriminazione, in quanto non e’ loro permesso in nessun modo di ottenere il trasferimento.

In nessun modo, perché non potendo contare su una, seppur minima, quota riservata per coloro che non posseggono nessun tipo di riserva, ma possono semplicemente svolgere il loro lavoro, questi docenti non hanno nemmeno la speranza di poter lavorare a casa loro, visto l’andamento attuale.

Per far fronte a questa situazione la nostra associazione “Docenti in movimento Caserta” chiede al Governo, ma anche alle parti sindacali che vogliano trovare una soluzione a questo degenerato stato di cose, di riservare una percentuale di posti dei trasferimenti interprovinciali ai non possessori di precedenza.

In questo modo, sarà possibile scoraggiare condotte fraudolente e garantire agli aventi diritto, seppur sani, la possibilità, in un futuro, di poter tornare a casa, garanzia inesistente allo stato attuale.

La speranza, almeno.
Docenti in Movimento Caserta

Giovanni Di Lillo -Ylenia Franco

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