Ministro, si occupi della difficile situazione dell’insegnamento della Geografia. Lettera

Lettera

Ci rivolgiamo a Lei per aggiornarla e per chiederle di intervenire sulla difficile situazione dell’insegnamento della Geografia nel nostro Paese.
La interpelliamo fiduciosi considerate anche le sue ripetute e condivisibili uscite sull’esigenza di introdurre il tema della sostenibilità ambientale nella scuola italiana, già presente peraltro nei programmi di Geografia e ignoto ai più.
In Italia si sta compiendo da anni, ed in forma sempre più crescente, un grave misfatto culturale.

Stiamo parlando del fatto che la Geografia, con i contenuti che a Lei stanno molto a cuore, in ogni ordine e grado di scuola, è sempre più marginale se non scomparsa.
Spieghiamoci meglio : l’Italia , che rientra tra i dieci Paesi più industrializzati del mondo , che è la seconda potenza manifatturiera d’Europa , che è la quinta potenza turistica mondiale , che è al centro di fenomeni migratori sempre più intensi e drammatici , che ha un’economia naturalmente votata all’ apertura e una società sempre più globalizzata , che ha una popolazione con pesanti deficit culturali, ha bisogno o no dell’insegnamento della Geografia , nelle sue varie articolazioni (economica, politica, turistica) ?
Fino ad ora, a giudicare dall’operato del Ministero dell’Istruzione, si direbbe di no.
Nelle elementari e nelle secondarie di primo grado ormai vi è dedicata una sola ora alla settimana e i risultati (penosi) si vedono quando i ragazzi passano alle superiori.
Nella secondaria di primo grado la disciplina è abbinata alla Storia (3 ore in totale) e la stragrande maggioranza dei docenti, anche a causa di una preparazione limitata, propende per la seconda.
Se consideriamo, poi, la scuola secondaria di secondo grado, nonostante la significativa e strategica valenza culturale dei contenuti geografico-ambientali, la Geografia non viene insegnata nella maggioranza degli indirizzi:
Nell’unico indirizzo (tecnico commerciale) in cui si insegnava seriamente, con il riordino “Gelmini”, la materia è stata spostata dal triennio al biennio (con grave detrimento per la didattica considerata l’utenza ancora impreparata a certe tematiche) ed è stata per di più derubricata da “Geografia economica” a “Geografia generale”.
E’stata eliminata nel triennio degli istituti nautici (!?!), nei professionali per il turismo e alberghieri.

Negli istituti professionali, è presente solamente nel primo biennio in forma aggregata all’ interno dell’asse storico sociale, per una consistenza oraria di 1-2 ore settimanali (nell’ intero biennio!) a seconda delle scelte delle istituzioni scolastiche autonome.
Nei licei l’insegnamento non esiste in forma autonoma ma è accorpato nel biennio con “Storia” (3 ore settimanali), ed è affidato a non specialisti che comunque prediligono la Storia.
Negli altri Istituti abbiamo una sola ora in cinque anni grazie alla benevolenza della ex Ministra Carrozza che, purtroppo, non ha avuto il tempo di potenziarla ulteriormente.
A ciò si aggiunga l’arbitrario e anticostituzionale affidamento della materia in molte scuole a docenti non aventi titolo con il perverso e anticostituzionale meccanismo delle classi atipiche, cioè l’affidamento a docenti non titolati ad insegnarla (nonostante le ripetute pronunce contrarie del Tar del Lazio, una delle quali – la 10289/17 – relativa propria all’ insegnamento della Geografia), il tutto a danno degli studenti oltre che degli insegnanti abilitati.

Come potranno i nostri giovani – e futuri cittadini – esercitare un ruolo attivo e consapevole di cittadinanza, senza comprendere le dinamiche demografiche nel mondo, le sempre più urgenti problematiche ambientali, locali e globali, senza conoscere la presenza di risorse nei diversi Paesi, la loro specializzazione produttiva, le dinamiche economiche, le differenti culture e religioni , le migrazioni , il grado di apertura delle economie e i rapporti che queste intrattengono con altre economie ?
Del resto, con stupore e sconforto, si rileva l’assenza di qualunque riferimento ai saperi geografici all’ interno della tanto sbandierata legge sulla cosiddetta “Buona Scuola” (107/15), nonostante i ripetuti appelli, di questo e di altri Enti e Associazioni, ai decisori politici, rimasti inascoltati.

Da circa sette anni si è quindi attivato un Coordinamento Nazionale SOS Geografia, composto da oltre un centinaio di docenti specialisti, finalizzato a difendere gli interessi degli abilitati e a valorizzare l’insegnamento della disciplina.
Le suddette problematiche sono state sollevate attraverso articoli, petizioni, interrogazioni parlamentari, conferenze e incontri con parlamentari, sottosegretari e dirigenti ministeriali.
Nonostante questo forte e gravoso impegno ed anche i cordiali auguri dei diversi Ministri avvicendatisi, nessun miglioramento relativo all’ insegnamento della Geografia si è ancora prodotto.
Ad esempio, come se non bastasse, nella legge approvata lo scorso anno dal Parlamento sul riordino degli istituti professionali, la disciplina non compare neppure negli indirizzi in cui il suo insegnamento era presente prima della famigerata “riforma Gelmini” come “l’indirizzo Servizi commerciali” e “l’indirizzo Enogastronomia e ospitalità alberghiera” – “Accoglienza turistica”.

Supponendo, ragionevolmente, che il Governo ritenga fondamentale che i giovani italiani conoscano la situazione geopolitica, ambientale ed economica mondiale, non sarebbe quindi il caso di ripristinare quanto meno la situazione precedente al “riordino Gelmini”, reinserendo la Geografia nei trienni dei commerciali, nei Nautici, negli Alberghieri e magari anche nei Licei, completamente sprovvisti, con docenti specialisti?
Dovrebbe essere il minimo in un Paese democratico, civile e moderno quale è l’Italia.
Come SOS Geografia abbiamo dato vita ai Campionati Nazionali della Geografia, che hanno riscosso grande entusiasmo e simpatia tra le centinaia di ragazzi partecipanti, per attirare l’attenzione della stampa e soprattutto della politica sulle forti penalizzazioni che la Geografia ha subito (vedi locandina).
Nel 2020 svolgeremo, a Carrara, la sesta edizione (21/27/28 marzo) ed avremmo molto piacere di averla come ospite.
Cogliamo, dunque, questa occasione per rivolgerle un invito ufficiale a partecipare in una delle 3 date.
Tutto ciò premesso, gradiremmo molto incontrarla quanto prima per rappresentarle le nostre proposte.
Grazie per la pazienza e la disponibilità.
Confidando in un suo appoggio, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

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Fonte Orizzonte Scuola

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