Meno solidarietà (a parole), più diritti!

«Per non confinare la marginalità in luoghi chiusi – scrive Salvatore Cimmino – dobbiamo liberare le persone dalla disabilità per renderle partecipi alla vita sociale. Una sfida che partendo dalla sofferenza urbana, dal benessere e dalla salute mentale, non coinvolge soltanto questioni mediche, ma suscita una riflessione sulle buone e le cattive politiche, investendo la sfera del diritto di cittadinanza e lo sviluppo di una comunità pienamente democratica e partecipativa. Meno solidarietà (spesso solo a parole), più diritti! Questa è la richiesta alla politica»

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Fonte Superando.it

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