Meno assunzioni docenti per il calo delle nascite, quali le regioni colpite

Meno assunzioni per il calo delle nascite

A pesare è il calo delle nascite. In una apposita nota il MEF spiega “le dotazioni organiche complessive e la distribuzione delle stesse tra le regioni sono definite specificamente in base al grado di densità demografica e alla previsione dell’entità e della composizione della popolazione scolastica”

Di conseguenza le assunzioni, già dall’a.s. 2019/20, dovranno adeguarsi.

Si tratta di un problema che chi segue da vicino le vicende della scuola conosce bene ma che adesso viene alla ribalta con prepotenza.

Le proiezioni al 2028 indicano un calo di studenti dalla scuola dell’infanzia a quella secondaria di secondo grado pari al 13%-11%. In termini assoluti, corrisponde a una diminuzione di circa un milione di studenti.

A livello percentuale, il calo di bimbi a scuola è paritario da Nord a Sud con un piccolo incremento di 3 punti un quest’ultima area geografica (17 contro il 14% di Nord e Centro).

A livello regionale, invece, l’area più sofferente potrebbe diventare la Sardegna con un calo del 20%. In controtendenza appare essere il Trentino Alto Adige dove un misero aumento dell’1% avrà come effetto la creazione di ulteriori 18 sezioni.

Secondo la fondazione Agnelli una soluzione potrebbe essere offerta dalle scuole aperte anche il pomeriggio.

Nella ricerca  condotta su elaborazione dei dati Istat, la fondazione Agnelli prevede che nel prossimo decennio l’evoluzione demografica porterà a una significativa contrazione della popolazione studentesca  – 3/18 anni – in tutte le circoscrizioni e regioni del Paese (da 9 a 8 milioni). Se non verranno introdotti dei correttivi, il calo demografico porterà alla scomparsa di decine di migliaia di classi e di circa 55mila cattedre, con significative implicazioni per le politiche dell’istruzione dei prossimi governi.

Primi esempi. A Torino nell’a.s. 2019/20  ci saranno meno 332 iscritti nella scuola d’infanzia ( dove il prossimo anno ci saranno 31.434 bambini) e meno 2125 studenti nella scuola primaria, dove nell’anno scolastico 2019/ 2020 saranno 88746 i frequentanti. A pesare è il calo demografico su tutto il Piemonte, con una riduzione non solo solo della nascite, ma anche dei migranti.

Treviso in classe nelle scuole primarie della Marca trevigiana ci saranno, nelle prime, 470 piccoli alunni in meno.

In generale negli ultimi 4 anni scolastici, in Veneto, il calo regionale è stato il seguente: 14.230 iscritti in meno, dalle scuole dell’infanzia per arrivare fino alle superiori.

Il calo delle nascite è in atto dal 2008. La diminuzione nel 2018 è di 18 mila unità, -4% rispetto al 2017. Già a partire dal 2015 il numero di nascite è sceso sotto il mezzo milione e nel 2018 sono stati iscritti in anagrafe per nascita solo 439.747 bambini.

Negli ultimi quattro anni si è verificato un aumento di 241 mila unità di cittadini stranieri , che ha permesso di contenere la perdita complessiva di residenti. Al 31 dicembre 2018 sono 5.255.503 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe; rispetto al 2017 sono aumentati di 111 mila (+2,2%) arrivando a costituire l’8,7% del totale della popolazione residente. Dati ISTAT

Adesso il Miur dovrà fare i conti con questo dato e distribuire il contingente per provincia e classe di concorso.

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Fonte Orizzonte Scuola

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