Meningite: come si diffonde, come si previene

Il meningococco, in questo caso il sierogruppo C, è tornato alla ribalta delle cronache per i recenti casi di meningite talora letale che si sono verificati. Ieri abbiamo avuto notizia della morte per questa causa di una donna di 45 anni a Firenze. Si tratta della dodicesima vittima avvenuta in Toscana per causa del ceppo di meningococco C St11 a partire dal 2015. Nella zona di Viareggio oggi sarebbe stata registrata un’altra morte di una donna di 64 anni per meningite, ma in questo caso sembra che il batterio in gioco sia uno pneumococco.

Come si trasmette il meningococco da persona a persona? Attraverso le secrezioni respiratorie. Il meningococco è un batterio poco resistente alle variazioni di temperatura ed all’essiccamento. Dunque, fuori dell’organismo sopravvive solo per pochi minuti. La principale causa di contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio: solo nello 0,5% dei casi la malattia è trasmessa da persone affette dalla malattia. Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo sei causano meningite e altre malattie gravi: più frequentemente A, B, C, Y e W135 e molto più raramente in Africa, X. In Italia e in Europa, i sierogruppi B e C sono i più frequenti. La diffusione del menigococco potrebbe essere legata allo sbarco di una nave da crociera nel porto di Livorno nel 2012, dando luogo a questo che a tutti gli effetti può essere considerato un focolaio epidemico.

La vaccinazione è attualmente disponibile per tutti i sierogruppi principali ed è rappresentata da due diversi tipi di vaccino: uno per i sierogruppi A, C, Y e W135; un secondo efficace per il sierogruppo B. La preparazione di quest’ultimo è stata frutto di un lavoro di ricerca che si è protratto nel tempo, ma che è stato alla fine particolarmente interessante e fruttuoso. Qualche anno descrissi la produzione del vaccino anti-menigococco sierogruppo B in questo mio post pubblicato su ilfattoquotidiano.it.

Ma quanti casi di meningite da meningococco si verificano in Italia?

“Nel 2014 sono stati segnalati 163 casi di malattia invasiva da meningococco, con un’incidenza pari a 0,27 casi per 100.000; l’incidenza risulta in linea con i due anni precedenti (0,23 nel 2012 e 0,29 nel 2013). Nella maggior parte delle Regioni l’andamento è pressoché stabile o presenta piccole oscillazioni nel triennio 2011-2013. Invece, si segnala nei dati provvisori del 2015 un aumento di casi di meningococco di tipo C in giovani adulti, (21 casi si sono verificati tra i 18 e i 34 anni di età, di cui 17 in Toscana)…”.

L’incidenza della malattia invasiva da meningococco è maggiore nella fascia di età 0-4 anni e in particolare nel primo anno di vita in cui l’incidenza supera i 4 casi per 100.000. Tuttavia l’incidenza si mantiene elevata fino alla fascia 15-24 anni. Si ricorda, infine, che nel piano nazionale di prevenzione vaccinale 2012-2014 adottato da tutte le Regioni italiane il vaccino contro il meningococco C è offerto gratuitamente al 13° mese di vita e agli adolescenti.

Cosa fare adesso? In una parola: vaccinarsi contro la meningite.

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Francesco Spinazzola

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