Maturità, prima prova scritta: occhio agli errori. I più frequenti

Per non compromettere il voto finale o l’andamento di qualche prova, però, bisogna sempre fare attenzione a non fare grossi strafalcioni, soprattutto grammaticali, considerati inammissibili in quinto superiore. Per capire il livello di preparazione dei maturandi sulle ‘basi del mestiere’ – sia della grammatica italiana, sia di cultura generale – Skuola.net ha condotto un sondaggio che ha coinvolto un campione di 4000 maturandi.

Gli “orrori” ortografici

Per lo svolgimento corretto della prima prova – come anche per quello della seconda – è necessario conoscere la nostra grammatica in maniera impeccabile. Certo è che però, tra i maturandi, alcuni errori frequenti possono essere insidiosi. Qualche esempio?
Il 24% dei ragazzi è convinto che la grafia corretta di “qual è” preveda l’apostrofo (“qual’è”), forma assolutamente errata.

Ma non finisce qui. Due maturandi su cinque sono convinti che anche “qualcun altro” si scriva con l’apostrofo. “Ce ne sono” o “c’è ne sono”? La maggioranza ha optato per la forma giusta, con l’88% dei voti. Ma c’è un buon 12% che invece ha scelto quella sbagliata.

E ancora, si scrive “sufficiente” o “sufficente”? È circa il 22% ad optare per la forma senza ‘i’, quindi per quella sbagliata. La stessa identica percentuale di maturandi scriverebbe “un po’” con l’accento, anziché con l’apostrofo. “Pultroppo” o “Purtroppo”? In questo caso, gli studenti hanno trovato facile la soluzione del quesito: il 94% ha risposto correttamente, ovvero con la ‘r’, mentre il 6% ha sbagliato indicando la forma con la ‘l’.

I “mostri” della letteratura

Ma la prova di italiano si sa, non è fatta solo di grammatica. Grande peso hanno, infatti, anche la letteratura italiana e i grandi autori di cui si sostanzia. Quanto ne sanno i maturandi in materia? Non tantissimo. Ad esempio, chi è l’autore della celebre opera “Così è, (se vi pare)”? In questo caso le percentuali di errore aumentano: poco più della metà del campione (57%) ha risposto correttamente identificando l’autore con Luigi Pirandello, mentre i restanti 25% e 18% hanno confuso gli autori rispondendo, rispettivamente, Italo Calvino e Guido Gozzano.

Tra Dario Fo, Primo Levi e Umberto Saba, quali tra questi autori ha vinto il Nobel per la Letteratura? La maggioranza, rappresentata dal 48%, sbaglia rispondendo Primo Levi. La risposta giusta è sicuramente Dario Fo – scelto dal 30% degli studenti – dato leggermente superiore al 22% che ha indicato, sbagliando, Umberto Saba.
Quanto ne sanno, poi, i maturandi 2019 sulle correnti letterarie? Ad esempio, come collocare il grande poeta Eugenio Montale? L’ermetismo, risposta corretta, riceve il 70% delle preferenze, ma c’è chi – il 17% – è convinto che si tratti di un autore decadente o, addirittura (13%) futurista.

L’ultima domanda di letteratura somministrata agli studenti apre una finestra importante sulla storia del ‘900: “Quale di questi importanti personaggi della letteratura è stato brutalmente assassinato?”. La risposta corretta, ovvero Pier Paolo Pasolini, ha ricevuto il 61% dei voti. Il 21% ha risposto Cesare Pavese, il 18% Leonardo Sciascia.

Gli “scivoloni” storici

Conoscere i fatti salienti della storia è importante non solo per il colloquio orale, ma anche per il tema stesso. Vero è che il tema di storia non sarà tra le tipologie di prima prova, ma è stato più volte affermato dal Miur che la materia sarà trasversale tra le tracce. Anche avere una buona infarinatura su attualità e cultura generale è perciò fondamentale per superare gli esami.

Su questo, i maturandi se la cavano meglio. Alla domanda “Cosa è successo l’11 settembre 2001?”, forse per la vicinanza storica dell’accaduto, la maggioranza del campione, ben il 96%, ha risposto correttamente indicando “L’attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York”. Un’altra data saliente nel panorama storico europeo è quella del 9 novembre 1989. Cosa accadde quel giorno? Il 91% degli studenti ha indicato la risposta giusta, ovvero la caduta del Muro di Berlino. Maggiori incertezze se si va più indietro nel tempo: in che anno è stata proclamata l’Unità d’Italia? Il 5% ha indicato il 1781, l’11% il 1891, e infine l’84% la data corretta: 1861.

Ma la storia è fatta anche di grandi personaggi. Chi erano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? Qui qualche “scivolone” c’è stato. Secondo il 7%, si tratta di due politici collusi con la mafia, mentre per il 5% sono stati due pentiti di mafia che hanno collaborato con la giustizia. La risposta esatta? La indica ‘solo’ l’88%, che sa che i due erano invece eroici magistrati anti-mafia.

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