Matematica divertente: si gioca con Harry Potter

Basandosi su situazioni, fatti e personaggi della saga di Harry Potter una giovane docente di matematica di Roma, Marta Ricci, ha ideato un’attività per salutare la classe subito prima delle vacanze natalizie.

Professoressa, vuole raccontare ai lettori di Orizzontescuola da quale suggestione o da quale esigenza didattica è nata l’idea di contaminare il mondo dei numeri con quello della magia di Harry Potter?

L’idea di creare dei “Giochi Matematici” a tema Harry Potter è nata senz’altro da un’esigenza didattica. Nella scuola dove insegno, infatti, cerchiamo sempre di far lavorare i ragazzi in gruppo e perciò mi sono a lungo interrogata su come organizzare un’attività che avesse come tema principale la matematica e che potesse allo stesso tempo entusiasmare i ragazzi. Nei primi mesi di scuola, passando tra i banchi, avevo notato che molti dei miei studenti di prima media avevano quaderni, astucci, zaini di Harry Potter ed alcuni portavano i libri della Rowling in classe. Essendo io stessa una grande fan dei tre maghetti più famosi dei nostri tempi, ho deciso di provare a mescolare matematica e letteratura condendo il tutto con un pizzico di “magia”. 

Ovviamente devo ringraziare la scuola e la mia coordinatrice per avermi dato la possibilità di svolgere quest’attività fuori dagli schemi!”.

Come hanno reagito gli studenti?

La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze ha reagito con grande entusiasmo, quelli che, invece, non conoscevano o non amavano molto il mondo di Harry Potter erano meno emozionati, ma ad ogni modo, quando è arrivato il momento di mettersi in gioco, tutti hanno preso parte con grande spirito di partecipazione: hanno lavorato insieme, hanno riso e scherzato, e tra un formula magica e l’altra hanno ripassato gli esercizi di matematica e geometria.

Vuole raccontare l’attività che ha ideato più nel dettaglio e suggerire ai colleghi che ci seguono anche un modo per replicarla facilmente in classe?

L’idea di base è semplice: ho scritto dei problemi matematici e geometrici con protagonisti Harry, Ron ed Hermione.

Il giorno “dei giochi” come prima cosa ho cercato di immergere i ragazzi in un’atmosfera magica, ed ho quindi svolto il lavoro del “cappello parlante” dividendoli nelle 4 casate di Hogwarts: Grifondoro, Tassorosso, Corvonero, e Serpeverde. Ogni casata ha ricevuto un problema, e chi per primo avesse risolto correttamente il quesito si sarebbe aggiudicato 100 punti, a seguire le altre casate con 50 punti; per chi sbagliava, -20 punti! Ciascuna squadra, inoltre, aveva a disposizione due oggetti particolari (in realtà semplicemente stampati su un foglio A4): la giratempo di Hermione con la quale avrebbero potuto usufruire di tempo aggiuntivo per risolvere il problema; e la mappa del malandrino’, che avrebbe permesso ad un solo membro di una casata di andare a “sbirciare” il lavoro di una casata rivale; entrambi questi oggetti potevano essere usati una singola volta.

Infine, i ragazzi erano stati avvertiti: tra i banchi sarebbero volati i dissennatori, creature malvage del mondo di Harry Potter, (sempre stampati). Se uno di essi si fosse poggiato su un tavolo di una casata, tutti i membri appartenenti a quella squadra avrebbero dovuto smettere di lavorare per un minuto. Usare i dissennatori ha avuto come scopo quello di provare a fare in modo che tutti, almeno una volta, potessero vincere un turno consegnando per primi il problema. Ovviamente ha vinto la casata che alla fine dell’ora aveva collezionato più punti consegnando più problemi svolti correttamente.

L’intreccio tra matematica e letteratura può funzionare, quindi?

“Da come è andata la giornata con le mie tre classi, penso di poter affermare che l’intreccio tra matematica e letteratura funziona splendidamente. Anzi, devo alla letteratura il successo di quella mattinata, poiché ha permesso alla matematica di indossare vesti nuove, una magia che penso possa facilmente accadere con qualsiasi materia, basta rendere Harry, Ron ed Hermione protagonisti”.

Qualcuno farebbe rientrare la sua idea nei paradigmi della gamification, ma forse si tratta di qualcosa di molto più antico e autentico, che ha a che fare con la matrice umanistica della matematica. È d’accordo con questa affermazione?

Sono d’accordo, infatti sono sempre stata convinta che la matematica sia ovunque intorno a noi, e che, quindi, faccia parte anche della letteratura e viceversa. 

A dimostrazione di questo, una volta ho chiesto ai ragazzi di realizzare loro stessi un disegno che rappresentasse cosa fosse per loro la matematica. Mi hanno presentato tanti lavori interessanti, grazie ai quali abbiamo potuto discutere insieme. Alla fine in ogni classe il risultato della riflessione è stato lo stesso: la matematica è tutta intorno a noi, anche nei gesti più semplici e quotidiani; ed è saldamente collegata a tutte le altre materie.

Al rientro, il 7 gennaio, che cosa proporrà? Stentiamo a credere che d’ora in poi i suoi studenti possano accontentarsi di lezioni ‘normali’…

“Al ritorno dalle vacanze si torna alla cara vecchia classica matematica. Ma ho promesso ai miei studenti che alla fine dell’anno ripeterò l’esperienza, cambiando tema. In una classe ho sentito parlare di spade laser e di forza… Credo che dovrò rivedere l’intera saga di Star Wars quanto prima.

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Fonte Orizzonte Scuola

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