Malpezzi (PD): Governo non sta licenziando 43mila maestre, nessun docente perderà incarico, sentenza dovrà però essere applicata

Diplomati magistrali (DM), cerchiamo di capire.

Questo non è un giudizio nel merito ma un tentativo di offrire una spiegazione chiara a chi, in questi giorni, si domanda se il governo stia licenziando 43 mila maestre.

La risposta è NO. Ma vediamo perché.

Il Consiglio di Stato, il cui massimo organo è costituito dall’Adunanza Plenaria, ha stabilito in via definitiva che il diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 non è un titolo sufficiente per essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (GAE) che danno diritto all’accesso al ruolo (contratto a tempo indeterminato). Stiamo parlando di un organo giurisdizionale di rilievo costituzionale che ha funzioni consultive e, appunto, giurisdizionali. È giudice speciale amministrativo, in posizione di terzietà rispetto alla pubblica amministrazione italiana, ai sensi dell’articolo 103 della Costituzione.

Il governo, a ben vedere, non ha alcuna responsabilità diretta (e tantomeno la legge 107, o buona scuola).

COME FUNZIONA IL RECLUTAMENTO PER INFANZIA E PRIMARIA

Il Testo Unico che contiene tutte le disposizioni legislative in materia di scuola stabilisce che il reclutamento dei docenti si basa per metà sullo scorrimento delle graduatorie concorsuali di merito, e per l’altra metà sullo scorrimento delle graduatorie permanenti trasformate nel 2007 in graduatorie ad esaurimento.

Alle graduatorie di merito (GM) possono accedere i vincitori di concorso mentre a quelle ad esaurimento (GAE) i docenti in possesso di determinati requisiti.
Il diploma magistrale costituiva titolo per l’inserimento nelle GAE SOLO se accompagnato dall’idoneità concorsuale sino al concorso 1999/2000 e da un titolo di idoneità conseguito attraverso procedure riservate, che negli anni sono state previste per per i dm con almeno 360 giorni di servizio.

La laurea in Scienze della Formazione primaria costituisce titolo di accesso alle GAE solo per gli iscritti ai percorsi entro l’anno accademico 2007/2008. È stata prevista una fascia aggiuntiva per chi abbia conseguito il titolo di laurea entro l’anno accademico 2010/11. Tutti gli altri laureati in SFP sono iscritti alle graduatorie d’istituto (GI) che danno diritto allo supplenze e a partecipare alle procedure concorsuali per titoli ed esami.

Anche i diplomati magistrali ante 2001/2002 hanno diritto ad essere inseriti nelle GI poiché il titolo conseguito è considerato a tutti gli effetti abilitante.

Quindi, sia i diplomati che i laureati in scienze della formazione possono ottenere le supplenze e partecipare al concorso che consente di accedere al ruolo. Questo secondo le disposizioni di legge.

La Plenaria del Consiglio di Stato, in questo senso, ha confermato quanto previsto dalle norme.

Tuttavia, nel corso di questi anni migliaia di dm che hanno fatto ricorso sono stati inseriti (CON RISERVA e quindi in attesa del
Pronunciamento decisivo) nelle GAE ed alcuni sono stati assunti.
Vediamo i numeri indicativamente.

Sono circa 2000 gli insegnanti assunti con sentenze passate in giudicato, circa 3000 quelli assunti con riserva e circa 43 mila quelli inseriti nelle Gae. Dunque, gli insegnanti DIRETTAMENTE interessati dal pronunciamento sono circa 5000.

Proprio per evitare problemi ai bambini e alle famiglie, il MIUR ha stabilito che fino al termine dell’anno scolastico nessun docente sarà sollevato dal suo incarico, nonostante la sentenza debba essere applicata.
Sempre il MIUR ha chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato per capire come tutelare i docenti che sono stati assunti, quelli direttamente interessati dal pronunciamento.

Questo, al netto delle legittime rivendicazioni e aspettative, è il quadro REALE dello stato delle cose. Parliamo di una situazione complessa che non riguarda solo i dm ma anche i laureati e i precari storici delle Gae che richiede equilibrio e assennatezza. Purtroppo, in questi giorni di campagna elettorale prevalgono altri istinti ma sarebbe utile almeno la chiarezza.

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Fonte Orizzonte Scuola

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