Malattie trasmesse dai gatti: la toxoplasmosi e i rischi in gravidanza

Esiste una preoccupazione diffusa riguardo alla possibilità che i propri animali domestici, quando vivono a stretto contatto con la famiglia, possano trasmetterci alcune patologie. Un pensiero che diventa ancor più preoccupante quando si pensa alle malattie trasmesse dai gatti alle donne durante la gravidanza e, in particolare, alla toxoplasmosi.

Tuttavia il quadro, da un punto di vista sanitario, non è così fosco. Per fare chiarezza a proposito del concreto rischio di toxoplasmosi e delle patologie che i gatti possono trasmettere alle persone abbiamo incontrato la dottoressa Claudia Osti.

Malattie trasmesse dai gatti: quali sono?

Gatti e bambini

 

Esistono diversi tipi di patologie che possono essere trasmesse dai gatti. Si tratta, in generale, di parassiti, pulci, graffi e morsi che hanno conseguenze più gravi, ad esempio infezioni gastrointestinali e la “malattia da graffio”, su soggetti deboli come i bambini, oppure gli anziani, ma anche le persone immunodepresse o le donne in gravidanza. Vediamo, nello specifico, quali sono questi rischi e come prevenirli.

Parassiti: rischi e prevenzione

Il modo più semplice attraverso il quale un gatto può trasmettere un problema di salute al proprietario o, in generale, all’uomo, sono i parassiti. “In particolare – spiega la dottoressa Osti – alcuni possono colpire anche l’uomo e vengono trasmessi per via orofecale, ovvero tramite la presenza di uova di parassiti non visibili ad occhio nudo nelle feci di un gatto che, accidentalmente, possono venire a contatto con le mani, per esempio, di un bimbo che gattona e che può portare alla bocca.” Si tratta, quindi, di un rischio che viene normalmente scongiurato seguendo delle normali norme igieniche, ma che può rappresentare un problema soprattutto per i bambini che gattonano e tendono ad “assaggiare” tutto quello che trovano.

La prevenzione di questo tipo di infezioni, che possono causare patologie gastrointestinali come le enteriti, oppure problemi intestinali persistenti o anche la giardia parassita, passa attraverso un’attenta cura dell’animale: “bisogna tenere il più possibile gli animali protetti dai parassiti, eseguendo regolarmente, soprattutto nei cuccioli, i trattamenti vermifughi.” Inoltre, è importante ricordare che bisogna disciplinare da subito il rapporto tra gatti e bambini, insegnando loro come giocare, ma anche ad evitare il contatto diretto tra l’animale e la bocca del bimbo.

Pulci: un caso raro, ma da non dimenticare

Pulci gatto

La dottoressa Osti sottolinea che è molto raro il caso in cui le pulci possano essere trasmesse direttamente da cani e gatti ai proprietari, tuttavia è importante ricordare che possono “deporre le uova nell’ambiente su cuscini, divani e tappeti da cui possono replicarsi nell’ambiente”. Se ci accorgiamo, dunque, di un prurito particolare e fastidioso, è necessario correre presto a ripari e, anche in questo caso, ci soccorrono i molti prodotti disponibili in commercio da impiegare sul gatto, da non confondere con quelli per togliere le zecche: “il vantaggio – spiega la dottoressa veterinaria – è che in questo modo è possibile sterilizzare anche le uova delle pulci, proteggendo contemporaneamente sia l’animale che l’ambiente.”

Non sottovalutare morsi e graffi

Graffi gatti

Un possibile veicolo di malattie è rappresentato anche da morsi e graffi dei felini. In particolare, i canini dei gatti affondano nella carne e possono veicolare batteri molto in profondità. “L’importante – sottolinea la dottoressa Osti – è trattare immediatamente le ferite come se fossero infette, quindi pulire, disinfettare, e procedere con i lavaggi e copertura antibiotica”, confrontandosi prontamente con veterinario o medico di base. “Ricordiamo che i morsi possono provocare danni più gravi in persone predisposte o vulnerabili, come bambini, anziani o soggetti immunodepressi.”

È importante, quindi, cercare di prevenire il morso del gatto, evitando di avvicinarsi senza protezioni, come dei comuni guanti da giardiniere, ai gatti randagi, oppure cercare di anticipare gli atteggiamenti dei gatti, facendo attenzione a non infastidirli. Nel caso di giovani gattini appena adottati, bisogna capirne i comportamenti, educarlo con attenzione e tagliare regolarmente le unghie.

Lo stesso atteggiamento prudente può aiutarci a proteggerci anche dai graffi. “Generalmente sono i gatti di strada o quelli molto giovani a graffiare. – illustra la veterinaria – Oltre alla lesione cutanea, possono veicolare un germe, Bartonella henselae, che può causare la cosiddetta malattia da graffio.” Si tratta di una patologia che, dal graffio, si sviluppa sotto forma di reazione cutanea lineare che si dirige verso il linfonodo più vicino. “Osserviamo quindi anche un ingrossamento del linfonodo. Nelle persone sane è autolimitante nel senso che il sistema immunitario argina da solo l’infezione, tuttavia in bambini, anziani o persone particolarmente deboli può dare seguito a complicanze, se non trattata prontamente con degli antibiotici.”

Malattie trasmesse dai gatti in gravidanza: la toxoplasmosi

Toxoplasmosi in gravidanza

Fino a pochi anni fa, la maggior preoccupazione connessa alle malattie trasmesse dai gatti era legata al rischio, per le donne incinta, di contrarre la toxoplasmosi. Tuttavia, come spiega la dottoressa Osti, si tratta parzialmente di un falso problema.

“Si discute sempre di toxoplasmosi – precisa la veterinaria – perché il gatto è l’ospite definitivo di questo parassita: solo il gatto, tra tutti i mammiferi, può essere vettore attivo di contagio. Nella realtà, però, capita molto raramente che l’uomo prenda la malattia da questo animale poiché il felino domestico, soprattutto se vive esclusivamente in casa, difficilmente è portatore della patologia.” Infatti, il gatto stesso può essere contagiato da piccoli roditori come topi e lucertole, con cui viene a contatto attraverso la caccia, oppure mangiando carne cruda.

Di conseguenza, come evidenzia la dottoressa Osti, se il gatto vive solo tra le mura domestiche e segue un’alimentazione sana, non può prendere la toxoplasmosi né trasmetterla ad una donna incinta.

Perché la toxoplasmosi è pericolosa?

Toxoplasmosi malattia

La preoccupazione diffusa riguardo alla possibilità che il gatto trasmetta la toxoplasmosi alla futura mamma è giustificata sulla base del fatto che si tratta di una patologia molto grave. Infatti, se nei confronti di una persona adulta sana viene gestita senza problemi, nel caso di soggetti immunodepressi può causare meningiti oppure encefaliti, ma soprattutto durante la gravidanza il parassita passa alla placenta e può così infettare il feto che può riportare seri danni neurologici.

“L’attenzione – riflette la dottoressa Osti – dev’essere obiettivamente altissima per la pericolosità della malattia, ma non è necessario che una donna incinta che vive con un gatto debba, come si faceva fino a qualche anno fa, dare via il proprio animale domestico.” Esistono, dunque, strategie alternative di prevenzione ed è cruciale essere ben consapevoli di come avviene la trasmissione e quali sono gli elementi che possono rappresentare un effettivo rischio per la salute di mamma e feto.

Gravidanza, gatti e toxoplasmosi: come prevenire?

Toxoplasmosi prevenzione

 

In generale, il consiglio della veterinaria ad una donna che sta pianificando una gravidanza è di effettuare un test sierologico al gatto di casa per assicurarsi che in quel momento sia completamente sano. Dal momento in cui effettivamente dovesse rimanere incinta diventa cruciale essere molto rigorosi nel non far uscire il gatto di casa, non consentire la caccia e non dargli da mangiare carne cruda.

“A tal proposito – sottolinea la dottoressa – proprio la carne cruda, anche maneggiata, e le verdure non ben lavate sono il veicolo tramite il quale il maggior numero di donne si ammala di toxoplasmosi. Quindi bisognerebbe prestare attenzione a questi aspetti, utilizzando sempre i guanti quando si prepara la carne per la famiglia, oppure quando si lavora nell’orto, per chi ce l’ha.”

In conclusione, per evitare le malattie che i gatti possono trasmettere all’uomo e, in aggiunta, scongiurare il rischio di prendere la toxoplasmosi è fondamentale seguire alcune regole di prevenzione dettate anche dal buon senso. “Prevenire gli atteggiamenti del gatto, prestare attenzione costante alla pulizia, utilizzare sempre dei guanti con i felini randagi – riassume la dottoressa Osti – e, soprattutto, prestare attenzione per sé e per il gatto ai fattori di rischio contagio per la toxoplasmosi.” Infine, se dovessimo notare che il gatto è sporco, non si pulisce come di consueto oppure mostra problemi intestinali, il suggerimento è quello di portare subito l’animale domestico dal veterinario ed isolarlo da donne in gravidanza, bambini, anziani e tutti i soggetti più vulnerabili.

Per chi ha stipulato una polizza DoctorPet, per esempio, una visita all’anno, proprio in caso di infortunio o malattia è gratuita: una garanzia in più per la salute del nostro amico a quattro zampe e di tutta la famiglia.

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