Mai è legittimo comprimere i processi decisionali di una persona con disabilità

«Nessuna compressione dei processi decisionali è legittima. E tuttavia, condizionamenti esterni ostacolano a volte l’espressione delle potenzialità della persona con disabilità, in termini di personale contributo allo sviluppo della società civile e in termini di autonomia: interessi, gusti, aspirazioni, inclinazioni e affetti profondi vengono appiattiti su un’unica linea retta tracciata dal mancato riconoscimento della sua capacità di scelta»: è scritto nella “Relazione al Parlamento 2020”, presentata dal Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale

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Fonte Superando.it

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