Linee di Orientamento Cyberbullismo. La nostra guida: dalla nuova Governance alla formazione, dal ruolo del referente all’ammonimento

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Nelle Linee vengono illustrate e chiarite le disposizioni introdotte dalla legge relativamente a: modalità di segnalazione di situazioni e/o comportamenti a rischio; il nuovo sistema di Governance; le azioni delle scuole rivolte agli studenti e alle loro famiglie; il ruolo del dirigente scolastico e del docente referente; nuovi strumenti introdotti dalla L. 71/2017: l’ammonimento.

Modalità di segnalazione di situazioni e/o comportamenti a rischio

Nel caso in cui in cui un minore sia stato oggetto di atti di cyberbullismo, è prevista la richiesta di oscuramento, rimozione o blocco di qualsiasi dato
personale del minore medesimo.

La richiesta è effettuata dal minore di quattordici anni o dal genitore o dall’esercente la responsabilità genitoriale e va inoltrata:

✓ al titolare del trattamento
✓ al gestore del sito internet
✓ al gestore del social media

Qualora il soggetto responsabile non comunichi di aver preso in carico la segnalazione suddetta, entro 24 ore dal ricevimento della stessa, l’interessato può rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la protezione dei dati personali. Quest’ultimo provvede entro quarantotto ore dal ricevimento della richiesta.

E’ possible, inoltre, che le scuole segnalino episodi di cyberbullismo e di materiale pedopornografico on line.

I primi vanno segnalati al servizio Helpline di Telefono Azzurro 1.96.96, che è in sostanza una piattaforma integrata, che si avvale di telefono, chat, sms, whatsapp e skype. Tutti strumenti per aiutare i ragazzi e le ragazze a comunicare il proprio disagio.

Quanto alla segnalazione di materiale pedopornografico, va effettuata alla Hotline “Stop-It” di Save the Children. Attraverso procedure concordate, le segnalazioni sono poi trasmesse al Centro Nazionale per il Contrasto alla pedopornografia su Internet, istituito presso la Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Il nuovo sistema di Governance

La summenzionata legge ha introdotto un nuovo sistema di governance costituit dai seguenti attori:

  • Tavolo tecnico centrale di prossima istituzione, di cui faranno parte
    istituzioni, associazioni, operatori di social networking e della rete internet;
  • Referenti delle istituzioni scolastiche;
  • Figure professionali, altri Enti e istituzioni deputati alla prevenzione e al contrasto del cyberbullismo (assistenti sociali, educatori, operatori della Giustizia minorile).

In attesa della costituzione del Tavolo resta ( e resterà) fondamentale l’azione di coordinamento degli UU.SS.RR.,  per il tramite degli Osservatori Regionali appositamente istituiti , e la rete locale dei Centri Territoriali.

Le azioni delle scuole rivolte agli studenti e alle loro famiglie

Le scuole hanno il compito di promuovere l’educazione all’uso consapevole della rete internet e l’educazione ai diritti e ai doveri legati all’utilizzo delle tecnologie informatiche.

La succitata educazione è trasversale e può concretizzarsi tramite appositi progetti, aventi carattere di continuità tra i diversi gradi di istruzione ed elaborati singolarmente o in rete, in collaborazione con enti locali, servizi territoriali, organi di polizia, associazioni ed enti.

Sarà cura del dirigente assicurare la massima informazione alle famiglie di tutte le attività e iniziative intraprese, anche attraverso un’apposita sezione nel sito della scuola.

 

Le novità introdotte dalla legge e i compiti affidati dalla stessa alle scuole comportano delle modifiche al Regolamento di Istituto e al Patto di Educativo Corresponsabilità, di cui al DPR n. 249/1998 (rispettivamente articolo 4 comma 1e articolo 5-bis ).

Regolamento di Istituto e Patto Educativo di Corresponsabilità vanno integrati con specifici riferimenti a comportamenti di cyberbullismo e relative sanzioni disciplinari. Queste ultime devono essere proporzionate alla gravità degli atti compiuti.

 Il ruolo del dirigente scolastico 

La scuola, nella persona del dirigente scolastico, deve informare tempestivamente, qualora venga a conoscenza di atti di cyberbullismo che non si configurino come reato, i genitori dei minori coinvolti (o chi ne esercita la responsabilità genitoriale o i tutori).

Il dirigente attiva, nei confronti dello/gli studente/i che ha/hanno commesso atti di cyberbullismo, azioni non di carattere punitivo ma educativo.

Il ruolo del docente referente

La legge prevede la figura di un coordinatore delle iniziative di prevenzione e contrasto del cyberbullismo messe in atto dalla scuola. Tale figura è il referente di Istituto, come leggiamo nell’articolo 4 comma 3 della legge:

“Ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia, individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo …”

Il referente ha il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto del cyberbullismo. A tal fine, può avvalersi della collaborazione delle Forze di polizia e delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile del territorio.

Il docente referente, considerati i compiti da svolgere, potrà svolgere un importante compito di supporto al dirigente scolastico per la  revisione/stesura di Regolamenti (Regolamento d’istituto), atti e documenti (PTOF, PdM, Rav).

Nelle Linee si sottolinea che al dirigente scolastico e al docente referente non sono attribuite nuove responsabilità o ulteriori compiti, se non quelli di raccogliere e diffondere le buone pratiche educative, organizzative e azioni di monitoraggio, favorendo così l’elaborazione di un modello di epolicy d’istituto.

Il Miur, al fine di fornire strumenti utili per per conoscere e attivare azioni di contrasto al fenomeno a tutti i soggetti coinvolti, elaborerà una piattaforma per la formazione dei docenti referenti, che si aggiungerà alle azioni che saranno poste in essere dal Piano integrato previsto dalla legge.

Nuovi strumenti introdotti dalla L. 71/2017: l’ammonimento

L’ammonimento è uno strumento di prevenzione, al fine di evitare il coinvolgimento dei minori, sia quali autori del reato sia quali vittime in procedimenti penali.

L’istanza di ammonimento nei confronti del minore
ultra-quattordicenne, autore della condotta molesta (cyberbullismo), va rivolta  al Questore.

E’ possibile ricorrere all’ammonimento soltanto nel caso in cui non vi siano reati perseguibili d’ufficio o non sia stata formalizzata querela o presentata denuncia per le condotte di ingiuria (reato recentemente depenalizzato), diffamazione, minaccia o trattamento illecito dei dati personali, commessi mediante la rete Internet nei confronti di altro minorenne.

La richiesta può essere presentata ad un qualsiasi ufficio di Polizia e deve contenere una dettagliata descrizione dei fatti, delle persone a qualunque titolo coinvolte ed eventuali allegati comprovanti quanto esposto.

Qualora l’istanza sia ritenuta fondata, anche a seguito di approfondimenti investigativi, il Questore convoca il minore responsabile insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la potestà genitoriale, ammonendolo oralmente e invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge con specifiche prescrizioni che, ovviamente, varieranno in base ai casi.

Gli effetti dell’ammonimento cessano al compimento della maggiore età.

Linee di Orientamento

Legge cyberbullismo, cosa devono fare le scuole? La nomina del referente, che può avere contatti diretti con la Polizia

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