“Liberi di educare per educare alla libertà”, 1° ottobre convegno a Ischia

Interverrà sr Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche, una delle voci più autorevoli nel panorama scolastico italiano degli ultimi 10 anni.
Anna Monia Alfieri, religiosa, si è laureata in Giurisprudenza nel 2001, in Economia nel 2007, conseguendo anche il Diploma Superiore di Scienze Religiose. Tra le voci più accreditate nel panorama scolastico Italiano. Numerosi sono i suoi contributi scientifici su Riviste specializzate e in volumi collettanei. Segnaliamo i saggi “La buona Scuola Pubblica per tutti Statale e Paritaria” (in collaborazione con (M. C. Parola e M. Moltedo, Laterza, Bari 2010); “Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato” (in collaborazione con M. Grumo e M. C. Parola, Giappichelli, Torino 2015); “Lettera ai politici sulla libertà di scuola” (in collaborazione con Dario Antiseri, Rubbettino 2018).

Contenuti del Convegno

Oggi gli studenti sono discriminati, per ragioni economiche, nel loro diritto di apprendere. Infatti, sono i genitori che hanno il diritto di «istruire ed educare i figli» (art. 30 della Costituzione).

La libertà di scelta educativa necessita di un pluralismo educativo composto da scuole pubbliche statali (attualmente frequentate da 7.682.635 studenti) e scuole pubbliche paritarie (attualmente in numero di 12.662, frequentate da 879.158 studenti), entrambe pubbliche di diritto e di fatto, secondo la L 62/2000. L’esistenza della sola scuola pubblica statale comporterebbe un monopolio educativo e la Repubblica democratica cederebbe il passo al Regime totalitario. È evidente che la chiusura di 380 scuole paritarie all’anno costituisce allora un allarme sociale, perché, di questo passo, nel giro di sei anni ci saranno solo scuole statali e le poche paritarie sopravvissute avranno una retta dai 5mila euro in su…improponibile per il genitore povero. Per contro, avremo perso un patrimonio storico e culturale enorme, che ha contribuito a sanare l’Italia del dopoguerra: le piccole, sane scuole paritarie accessibili ai più, quelle cioè con retta inferiore ai tremila euro.

Stride maggiormente, semmai fosse possibile, la discriminazione perpetrata ai danni dell’allievo disabile. Per lui c’è posto nella scuola pubblica statale …appena si trovano i 50mila docenti di sostegno che mancano. Ma se sceglie la pubblica paritaria, ecco che lo Stato italiano lo ripudia: «Il docente di sostegno se lo paghi lui! Oppure lo paghino le altre famiglie, o la scuola!». Conseguenza: la rovina del disabile, i cui genitori non hanno i soldi per pagare il sostegno, o meglio quella della scuola, per la quale 40.000 euro annui di stipendio per il sostegno significano la chiusura. Chiunque abbia un po’ di razionalità e di senso civico rabbrividisce di fronte a questa situazione, perché si tratta chiaramente di un capolavoro di ingiustizia, che appare giusta senza esserlo. L’ingiustizia produce sempre altra ingiustizia, a catena: ciò risulta evidente qualora si consideri la discriminazione professionale dei docenti.

Ne parleremo Martedì 01 Ottobre con sr Anna Monia Alfieri che dal 2015 con la pubblicazione “Il diritto di apprendere” insieme ai coautori indica che l’unica strada da percorrere per uscire dalla situazione appena descritta è quella di riconoscere alla famiglia il suo diritto, ossia quello di educare liberamente i figli. Come? Attraverso il costo standard di sostenibilità per Allievo, che prevede di fornire alla famiglia una quota (che si colloca sui 5.500 euro annui per studente) da spendere per l’istruzione dei figli. Sarà poi la famiglia stessa a decidere dove spendere tale quota, se in una scuola pubblica statale o in una scuola pubblica paritaria.

Una proposta che incontra l’interesse trasversale sia a livello istituzionale che politico. Solo qualche giorno fa il 17.09.2019 dalla testata giornalistica ITALIA OGGI leggiamo che le Associazioni in modo congiunto hanno scritto al Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti “Il nodo irrisolto della parità economica, segnalano le Associazioni al neo ministro, è prima di tutto la possibilità di garantire ai genitori, come prevede la Costituzione, la libertà di scelta educativa dei figli attraverso i costi standard di sostenibilità”.

Ischia c’è per fare il punto e riportare all’opinione pubblica la questione al servizio della Nazione.

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Fonte Orizzonte Scuola

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