Lettera a Fioramonti: si ridia “cittadinanza” alla Storia dell’Arte

Lettera

La Sua sensibilità verso i temi della cultura e dell’ambiente ci incoraggia a rilanciare la questione culturale, civica e identitaria dell’educazione all’arte nelle nostre scuole.

Riforme incaute e provvedimenti incoerenti hanno impoverito vieppiù, nel corso  degli ultimi decenni, la presenza di una disciplina da ritenersi fondante nella formazione di ciascun cittadino.

L’educazione al patrimonio artistico, la comprensione del rapporto strettissimo che – soprattutto nel nostro Paese – lega i beni culturali al paesaggio, la maturazione di una coscienza civica che riconosca nello sviluppo sostenibile (che significa anche valorizzazione accorta, partecipazione, rispetto della diversità e del bene comune) rappresentano, come Lei ha sottolineato, cardini irrinunciabili di una politica scolastica che voglia definirsi moderna e al tempo stesso democratica.

Crediamo profondamente, Signor Ministro, che il “diritto alla bellezza” – ovvero la possibilità per ciascun cittadino di accedere ad una fruizione libera e consapevole del patrimonio culturale – rappresenti oggi uno dei grandi obiettivi di civiltà cui la Scuola debba guardare.

La storia dell’arte educa alla conoscenza profonda del rapporto tra identità e
memoria, all’esercizio dello sguardo, all’esperienza estetica della natura e del patrimonio. Il bagaglio etico e sentimentale che l’esperienza del Bello può garantire a ciascun cittadino costituisce una conquista che va garantita senza esclusioni.

Oggi, Signor Ministro, la scuola italiana vive invece una gravissima iniquità: negli istituti tecnici e professionali la storia dell’arte è quasi del tutto assente; negli altri indirizzi di studio è spesso carente, ridotta a disciplina minore.

Chiediamo un progetto sistematico che valorizzi l’educazione all’arte come pilastro del percorso di crescita di tutti i nostri giovani, sin dall’infanzia.

Il discorso pubblico sta finalmente registrando una nuova attenzione per la tutela dell’ambiente e del territorio, da intendersi come intreccio tra natura e cultura, come presa in carico per ciascun cittadino di una responsabilità che si traduce in azione e coscienza, impegno concreto e pensiero.

La stessa legge sull’educazione civica, opportunamente rinviata nella sua esecuzione, offre oggi l’opportunità di creare nuovi spazi di attenzione verso i beni culturali e ambientali e l’educazione all’arte. Innumerevoli esperienze di collaborazione delle scuole con i musei e i territori testimoniano l’esistenza di dinamiche virtuose, di buona volontà e di fiducia verso una forma di cittadinanza attiva che costantemente si
ispiri al valore del patrimonio.

Chiediamo, Signor Ministro, che la storia dell’arte e l’educazione al paesaggio ricevano finalmente il giusto riconoscimento nel sistema scolastico italiano, con una presenza curricolare che garantisca a ciascuno studente – almeno nel biennio della scuola secondaria superiore – l’esercizio del diritto a quel felice senso di appartenenza e a quella conoscenza che soltanto il patrimonio culturale può assicurare.

L’Associazione ANISA è a disposizione per la costituzione di una eventuale
commissione ministeriale che possa valutare nuove proposte.
Nel ringraziarLa per la Sua attenzione, Le porgo i miei più rispettosi ossequi.

*Irene Baldriga
Presidente ANISA

Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte

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