Le strutture residenziali non possono diventare “un parcheggio verso il nulla”

«Per chi vive nelle RSD (Residenze Sanitarie Disabili) – scrive Benedetta Demartis – e nello specifico per le persone con autismo, si deve continuare a mantenere un rapporto con la famiglia: non possiamo permettere il verificarsi di nuovi “giorni dell’abbandono” e non possono essere negate le visite a un figlio o a una figlia residente in una RSD. Le risorse da impiegare in queste situazioni forse sono maggiori, ma per continuare a costruire un progetto di vita, è necessario un finanziamento adeguato, altrimenti queste strutture diventano una sorta di “parcheggio verso il nulla”»

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Fonte Superando.it

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