Le opportunità del programma Eramsus + per le scuole e gli insegnanti

Il programma europeo mira così a incentivare la mobilità, lo scambio culturale e la cooperazione fra scuole e sistemi scolastici fra i Paesi aderenti, guardando non solo alla crescita professionale degli insegnanti, ma anche al pieno coinvolgimento di tutta la comunità scolastica.

Come emerge da uno studio del 2017, secondo i docenti partecipanti il programma Eramsus+ contribuisce a rafforzare la comprensione e uso delle lingue straniere, a condividere e acquisire metodi didattici innovativi, a conoscere il funzionamento dei sistemi educativi di altri Paesi e ad aprirsi al cambiamento e all’innovazione.

Tre le principali opportunità di finanziamento offerte dal bando Eramsus+ 2020.

La prima, compresa nell’azione chiave “mobilità per l’apprendimento” (mobility learning), permette agli insegnanti beneficiari di svolgere un periodo di insegnamento nelle istituzioni scolastiche dei Paesi membri dell’Unione europea e partner dell’Erasmus+. L’incarico di insegnamento deve durare da un minimo di due giorni fino a un massimo di due mesi, escluso il tempo necessario al viaggio. La richiesta di partecipazione non può essere inoltrata dal singolo aspirante, ma dall’istituzione scolastica in cui questi lavora. La scuola deve quindi fare domanda per l’attivazione di un progetto di mobilità per l’insegnamento nelle scuole, all’interno del quale includere l’esperienza di mobilità internazionale del docente interessato. Il progetto di mobilità deve risultare inquadrato all’interno del piano di sviluppo europeo della scuola e rispondere ai suoi obiettivi, così da assicurare il pieno riconoscimento dell’esperienza svolta all’estero per l’istituzione scolastica. Il supporto finanziario è così versato all’istituzione che coordina il progetto, la quale provvede a rimborsare al docente beneficiario sia i costi per gli spostamenti, che il vitto e l’alloggio durante il periodo di permanenza all’estero.

Il programma Erasmus+ finanzia anche periodi di formazione all’estero per i docenti, attraverso corsi intensivi e l’osservazione diretta in situazioni di lavoro (job shadowing), in istituti universitari e di alta formazione, enti pubblici e istituti di ricerca. Anche in questo caso il periodo minimo richiesto è di due giorni, fino a un massimo di due mesi, mentre le condizioni di partecipazioni sono identiche a quelle per il programma di mobilità. Erasmus+, attraverso l’istituzione coordinatrice, rimborsa le spese di viaggio, vitto, alloggio e gli eventuali costi sostenuti per la frequenza ai corsi di formazione.

Gli istituti scolastici possono inoltre fare domanda per l’attivazione delle partnership strategiche promosse da Erasmus+ per l’internazionalizzazione e lo scambio di strumenti, metodi e pratiche di innovazione fra sistemi scolastici dei Paesi aderenti. Si va così da progetti di scambio brevi o lunghi per gruppi di studenti (da tre giorni fino a dodici mesi) a corsi e momenti formativi per insegnanti per lo scambio di esperienze e know-how. Una partnership strategica deve avere carattere transnazionale e coinvolgere un minimo di due istituti scolastici da almeno due Paesi diversi. La partnership scolastica deve durare da un minimo di 1 a un massimo di 3 anni e le attività previste (corsi di formazione, mobilità, progetti culturali comuni ecc…) devono distribuirsi fra gli istituti coinvolti. Informazioni dettagliate sulle caratteristiche delle partnership strategiche, sulle condizioni di partecipazione e sulle deadline sono disponibili sul programma completo di Erasmus+.

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Fonte Orizzonte Scuola

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