La scuola dell’infanzia è un’isola felice nel percorso di educazione. Lettera

Lettera

se lei entrasse nella mia sezione rimarrebbe basito dal constatare quante regole di buona educazione vengono impartite fin dai primi giorni di frequenza.  Io le chiamo “gocce ” di regole: grazie, prego, per favore, buongiorno…..
Educare all’empatia, alla riconoscenza, al rispetto(di persone e cose), al piacere di condividere, alla generosità è fondamentale come obiettivo primario.
Nei nostri progetti pedagogici si evince l’importanza della comunità, dello stare bene insieme, l’imparzialità e il senso di giustizia che nei bambini è assolutamente straordinario.
In questa fascia di età insegnare è un onore ed un piacere. Affascinare per educare. Affascinare con parole e atteggiamenti che devono essere di buon esempio. Un linguaggio adeguato, un confronto rispettoso, un atteggiamento accogliente e sereno.
L’allegria poi, non può mancare, perché essa è il condimento della vita.
Quindi la nostra parte noi la facciamo..eccome! Purtroppo, condivido con Lei il fatto che le famiglie spesso (per fortuna non sempre!), deleghino scuola e servizi. Sottolineo che finché i governi si incaponiranno a voler trovare soluzioni alternative per coprire le mancanze dei genitori con servizi post scuola, non ne usciremo. Le mamme debbono poter scegliere di crescere i figli, seguirli ed accudirli, senza però morire di fame.
Chi desidera scegliere la carriera é libero di farlo, ma chi ha piacere di star vicino ai loro bambini e ragazzi, deve averne la possibilità dando con un aiuto economico e mantenendo il posto di lavoro.
Non sono cambiati i bambini, essi sono straordinari come un tempo. Sono però soli e trascurati affettivamente.  Non c’è più tempo…la fretta li accompagna da mattina a sera; giungono a scuola , nervosi, irritabili, piagnucolosi. Arrivano già tristi.
I genitori scappano dando a noi l’incombenza di consolare…non hanno neppure il tempo di salutare.  Sono frettolosi e sgarbati.
La scuola dell’infanzia è ancora un’isola felice soprattutto, se  chi opera lo fa in modo serio con  competenza e passione.
È ancora l ‘unico  luogo dove il bambino può trovare serenità e dove può appagare le sue richieste e i suoi bisogni.  Dietro ad ogni intervento educativo infatti, c’è ricerca e tanto studio.  L’osservazione, l’ascolto e la collaborazione prepara i bambini alla loro entrata ne mondo. Se si continuasse poi su questa strada, i risultati darebbero i loro frutti. Ma ahimè, il meccanismo ad un certo punto si inceppa. E tutto ciò che noi avevamo seminato viene cancellato con un colpo di spugna. Tanta fatica per mettere buone fondamenta e un secondo per distruggerle.
Ho sempre sostenuto che la scuola dell’infanzia dovrebbe essere considerata la base della piramide. La parte più importante e fondamentale perché la struttura educativa scolastica possa reggere fino sulla punta.
Purtroppo, essa invece è declassata a mero luogo ludico, dimenticando che dietro ad ogni gioco ci sono conoscenze e saperi.
La maggior parte dei tuttologi (così di moda ultimamente) quando parla di scuola dall’infanzia, usa il termine asilo confondendola con il nido che preceda questo luogo educativo in quanto l’età è diversa. Mio nonno, saggia persona, mi insegnava a parlare poco e pensare assai , soprattutto se non conosci.
Oggi tutti parlano di tutto. Un tempo, ognuno aveva il suo sapere:  ben preciso e distinto. Il risultato? Nessuna soluzione ma solo chiacchiere.
Grazie dell’attenzione.
La lettera di riferimento

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