La retorica di un’istruzione inclusiva: 41 per cento di studenti cambia insegnante di sostegno rispetto all’anno precedente

“Come si legge sul sito del MIUR “Il diritto allo studio degli alunni con disabilità si realizza, secondo la normativa vigente, attraverso l’integrazione scolastica, che prevede l’obbligo dello Stato di predisporre adeguate misure di sostegno, alle quali concorrono a livello territoriale, con proprie competenze, anche gli Enti Locali e il Servizio Sanitario Nazionale.
La comunità scolastica e i servizi locali hanno pertanto il compito di “prendere in carico” e di occuparsi della cura educativa e della crescita complessiva della persona con disabilità, fin dai primi anni di vita. Tale impegno collettivo ha una meta ben precisa: predisporre le condizioni per la piena partecipazione della persona con disabilità alla vita sociale, eliminando tutti i possibili ostacoli e le barriere, fisiche e culturali, che possono frapporsi fra la partecipazione sociale e la vita concreta delle persone con disabilità.”
Una volta riconosciuto il diritto occorre garantirlo altrimenti a che serve riconoscerlo? Il problema dell’Italia, seppur è uno stato di diritto, è la difficoltà di completare i processi. Cosi è per la libertà di scelta educativa, cosi è per il diritto allo studio e all’integrazione.
LA RETORICA DI UN’ISTRUZIONE INCLUSIVA
1. Carenza Organico
Per i 272mila studenti che ne avrebbero diritto ci sono solamente 156mila insegnanti di sostegno, secondo le ultime stime del Ministero dell’istruzione.
Una situazione ancora più grave se si considera che circa 40mila insegnanti sono “in deroga”, ovvero senza studi di specializzazione.
Sono sempre più i genitori costretti a fare ricorso ai giudici per garantire ai figli il diritto al sostegno.
Le carenze di organico e la mancanza di specializzazione incidono soprattutto sulla continuità: il 41 per cento di studenti cambia insegnante rispetto all’anno precedente, il 12 addirittura durante lo stesso anno, scrive l’Istat nel report 2019 sull’inclusione scolastica.
2. Carenza di strutture
Solo il 32 per cento degli istituti è accessibile dal punto di vista delle barriere fisiche, mentre appena il 18 per cento lo è per la presenza di ostacoli senso-percettivi.
L’esperienza quotidiana di migliaia di ragazzi e delle loro famiglie rivela la retorica della “istruzione inclusiva”; un modello per l’Europa dove ancora esistono le classi separate, non sia supportata dai fatti.
L’integrazione degli alunni con disabilità è un vanto per la scuola italiana, ma non si possono ignorare limiti.
3. Il disabile discriminato due volte nella scelta educativa
Nonostante si tratti di un diritto riconosciuto e tutelato dalla legge e dalla giurisprudenza – anche a livello internazionale – che si avvicenda lungo gli anni, si è ancora una volta incapaci di garantire tale diritto e soprattutto rimediare ad una così grande ingiustizia, che colpisce alunni e famiglie particolarmente fragili.
Questa ingiustizia stride in uno Stato di diritto nella misura in cui colpisce i soggetti più indifesi, famiglie che spesso si vedono colpite due volte, uomini e donne che non credono neanche più di poter affermare il loro buon diritto, condannati a subire e a rimediare, quando va bene, una minima percentuale di ciò che è loro dovuto.
Non è tanto il sapore della polemica, quanto quello dell’amarezza che un cittadino medio non può non avvertire nel succedersi di ingiustizie cosi lampanti mascherate dalle parole.
Ad un cittadino coraggioso anzitutto, e quindi ad un politico serio, deve stare a cuore che realmente principi di rispetto e tutela quali sono quelli pronunciati:
a) dall’art. 3 comma 2 della Costituzione “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”; 
b) dalla legge n. 62/2000. “4. La parità è riconosciuta alle scuole non statali che ne fanno richiesta e che, in possesso dei seguenti requisiti, si impegnano espressamente a dare attuazione a quanto previsto dai commi 2 e 3: e) l’applicazione delle norme vigenti in materia di inserimento di studenti con handicap o in condizioni di svantaggio”;
c) dalla legge 67/2006 sulla non discriminazione per una tutela rapida del diritto allo studio degli alunni con disabilità. Art. 2: “Il principio di parità di trattamento comporta che non può essere praticata alcuna discriminazione in pregiudizio delle persone con disabilità”, siano puntualmente applicati.
Dalla disposizione in questione si evince anche, che il costo dell’insegnamento di sostegno è posto a carico dello Stato e giammai potrebbe essere posto dagli istituti scolastici paritari a carico dei genitori degli alunni portatori di handicap. In questa prospettiva, ove mai vi fossero dubbi interpretativi, si imporrebbe comunque una interpretazione costituzionalmente orientata della disciplina alla luce dell’art. 33, comma 4, Costituzione, in base al quale “la legge, … deve assicurare ad esse [scuole paritarie] e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali”. (Ordinanza 2122/13, emessa il 14 novembre scorso dal Tribunale Civile di Roma).
Nell’anno scolastico 2017/2018 (Focus Miur settembre 2018) gli alunni con disabilità che frequentavano le scuole statali italiane di ogni ordine e grado erano 245.723, il 3,1% del totale della popolazione studentesca, con un aumento percentuale rispetto alla rilevazione precedente (+0,2%), e un aumento complessivo rispetto all’anno scolastico 2014/2015 pari a circa l’8,4%.
Ancor più significativa è la % di aumento degli alunni con disabilità frequentanti le scuole paritarie registrano da anni un incremento ancora più significativo, passando dall’1,25% all’1,5% del totale alunni.
Eppure lo Stato italiano è ben lontano dall’attuazione della legge 104/1992 che auspicava sin dalla sua approvazione, che il diritto di scelta dei servizi è uno degli obiettivi da perseguire per garantire una reale integrazione delle persone con disabilità, è tempo di fare significativi passi avanti per sostenere la libera scelta delle famiglie anche in questo campo.
Ad oggi, lo Stato impegna quasi 5 miliardi di euro/anno per i docenti di sostegno degli alunni delle scuole statali, con uno stanziamento medio annuale pro capite pari a euro 20.016.
Il contributo annuale erogato dallo Stato alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità ammonta a 23,3 milioni di euro (art. 1 quinquies legge 89/2016 e ssmmii), con uno stanziamento medio pro capite pari a 1.716 euro.
La disparità di trattamento salta agli occhi.
2 LA SOLUZIONE
L’unico passaggio, di fatto, che la storia suggerisce è 1) l’individuazione del costo standard di sostenibilità per allievo nelle forme che si riterranno più adatte al sistema italiano, 2) la conseguente possibilità di scegliere, per la famiglia, fra buona scuola pubblica statale e buona scuola pubblica paritaria.
Risultati: a) una buona e necessaria concorrenza fra le scuole sotto lo sguardo garante dello Stato; b) l’innalzamento del livello di qualità del sistema scolastico italiano con la naturale fine dei diplomifici e delle scuole che non fanno onore ad un SNI d’eccellenza quale è quello che l’Italia deve perseguire per i propri cittadini, c) la valorizzazione dei docenti e il riconoscimento del merito, come risorsa insostituibile per la scuola e la società, 4) l’abbassamento dei costi e la destinazione dell’economia ad altri scopi.”
 
Si condivide un recente studio in materia dei dati Ocse-Pisa

L’articolo La retorica di un’istruzione inclusiva: 41 per cento di studenti cambia insegnante di sostegno rispetto all’anno precedente sembra essere il primo su Orizzonte Scuola.

Leggi Tutto

Fonte Sostegno – Handicap – Orizzonte Scuola

Powered by WPeMatico

Facebook Comments

os_admin

Related Posts

Una scuola americana vende zaini anti-proiettili da usare come scudo in caso di sparatorie

Commenti disabilitati su Una scuola americana vende zaini anti-proiettili da usare come scudo in caso di sparatorie

Lavoro estivo per insegnanti: quali sono ammessi e quando serve l’autorizzazione

Commenti disabilitati su Lavoro estivo per insegnanti: quali sono ammessi e quando serve l’autorizzazione

Concorso infanzia e primaria, 16mila posti. Bussetti: bando quasi pronto

Commenti disabilitati su Concorso infanzia e primaria, 16mila posti. Bussetti: bando quasi pronto

Educatori e scuola: la beffa oltre il danno. Lettera

Commenti disabilitati su Educatori e scuola: la beffa oltre il danno. Lettera

Maturità, Bussetti: con griglie nazionali stop a voti più alti ad sud

Commenti disabilitati su Maturità, Bussetti: con griglie nazionali stop a voti più alti ad sud

Maestro Giuseppe: ecco i compiti che assegnerò per le vacanze

Commenti disabilitati su Maestro Giuseppe: ecco i compiti che assegnerò per le vacanze

Coronavirus, Jessen: scusa per gli Italiani per non fare nulla

Commenti disabilitati su Coronavirus, Jessen: scusa per gli Italiani per non fare nulla

Concorso Dirigenti Scolastici, ADI: si concluderà con ennesima sanatoria, sia davvero l’ultima!

Commenti disabilitati su Concorso Dirigenti Scolastici, ADI: si concluderà con ennesima sanatoria, sia davvero l’ultima!

Turi (Uil): a giugno 100mila prof licenziati. Garantire posti di lavoro per rientro a settembre

Commenti disabilitati su Turi (Uil): a giugno 100mila prof licenziati. Garantire posti di lavoro per rientro a settembre

Coronavirus, “al rientro dovremo gestire un diffuso disturbo post traumatico da stress degli studenti”

Commenti disabilitati su Coronavirus, “al rientro dovremo gestire un diffuso disturbo post traumatico da stress degli studenti”

Didattica a distanza, un laboratorio per studenti diversamente abili cui può partecipare intera classe. “Io e il villaggio” di Chagall

Commenti disabilitati su Didattica a distanza, un laboratorio per studenti diversamente abili cui può partecipare intera classe. “Io e il villaggio” di Chagall

Una lezione di Zumba al posto di quella di Religione, scoppia la polemica a Modena

Commenti disabilitati su Una lezione di Zumba al posto di quella di Religione, scoppia la polemica a Modena

Create Account



Log In Your Account



Vai alla barra degli strumenti